Diano Marina: Capo Berta, inaugurato busto Felice Gimondi. “Per papà Diano era una seconda casa”/Foto e Video

Attualità Golfo Dianese

Inaugurato il busto dedicato al campione di ciclismo Felice Gimondi, realizzato dall’arch. Mario Clemente Rossi, posto a fianco di quelli di Coppi, Girardengo e Bartali.

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Oggi, sabato 8 agosto, in concomitanza con la disputa della 111ª Milano-Sanremo, alle ore 10, presso l’area Belvedere di Capo Berta, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione del busto dedicato a Felice Gimondi, realizzato dall’architetto Mario Clemente Rossi, posto a fianco di quelli di Fausto Coppi, Costante Girardengo e Gino Bartali, nel Monumento ai Campionissimi del ciclismo.

Presenti i familiari del grande campione, la figlia Norma, i rappresentanti dell’amministrazione comunale e delle forze dell’ordine, autorità religiose e sportive, ex-atleti e appassionati.

Norma Gimondi

“Mio papà era molto legato a Diano Marina, per due motivi. Innanzitutto perché qui aveva conosciuto nel 1965 mia mamma Tiziana, figlia di albergatori dianesi. Lui si trovava qui con Vittorio Adorni, era passato proprio dopo la Milano-Sanremo e si era fermato a salutare i nonni albergatori. E lì che ha conosciuto mia mamma. Il secondo motivo è che qui mamma e papà si sono sposati, proprio nella chiesa parrocchiale di Diano Marina, nel 1968.

A Diano Marina papà era molto legato, tanto da definirla la sua seconda casa. Sia lui che mamma trascorrevano qui le vacanze estive e anche in inverno, a Natale e Capodanno, erano qui. Oggi la comunità dianese, e la ringrazieremo per sempre per questo, dedica a papà questo busto. Lo vedo qui in mezzo ai grandi, Coppi, Bartali, Girardengo, in un posto magnifico.

L’ultima volta che sono stati qui con papà, scherzando gli ho detto ‘probabilmente dedicheranno un busto anche a te. E lui fece un gesto scaramantico e mi disse ‘spero il più tardi possibile’. Poi guardandosi intorno disse ‘è un posto davvero stupendo’.

Io credo che simbolicamente mio padre da oggi possa trovarsi anche qui, insieme ai grandi, e spero che i ciclisti, amatori e non, quando passeranno su Capo Berta possano fare un salito a lui, Coppi, Bartali e Girardengo”.

Giacomo Chiappori

“Lo abbiamo messo tra i grandi, lui che quando veniva qui guardava da questo punto e diceva ‘è una bellezza della natura’. Io ritengo che avesse ragione e dico che questo cippo, oggi, di Gimondi, tra i grandi, ci ricorda del turismo sportivo del nostro golfo. Abbiamo i biker, nord walking, riempiono le nostre strutture alberghiere e fanno del golfo dianese un grande appuntamento turistico.

Mi pare che si possa dire che, vista la conformazione del territorio, visto Capo Berta, che fa parte della grande ‘Classicissima’, che oggi non passa, chi fa una preparazione dalle nostre parti, mettendo nelle gambe 3-4-5 mila km, è già un grande corridore”.

Mario Clemente Rossi

“Il busto è una scultura in bronzo, quindi come tale deve essere modellabile prima con materiali malleabili, come l’argilla. Abbiamo fatto stampi e controstampi e poi siamo andati in fonderia a Pietrasanta, che è una fonderia molto importante a fare l’ultima fase che è la cosiddetta fusione a cera persa.

Prima di tutto questo lavoro, c’è un lavoro un pò più romantico. Un’indagine sulla persona da ritrarre, in questo caso un grande campione che a mio avviso raffigura e rappresenta il ciclismo in eterno e non solo il ciclismo di quell’epoca.

Sotto questo profilo è stato più difficile perché ci si confrontava con un mito, dall’altro più facile perché comunque è un’icona più ferma nelle menti e nei ricordi.

Abbiamo avuto un grande aiuto dall’amministrazione, che ringrazio per questo incarico, e dalla famiglia Gimondi. C’è stato un confronto quotidiano. E’ molto importante, abbiamo cercato di soddisfare i ricordi della famiglia”.

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