AGNESI ADDIO. LA PRODUZIONE SI SPOSTA A FOSSANO. I MACCHINARI SARANNO TRASFERITI. PER I LAVORATORI DUE SOLE OPZIONI/ECCO QUALI

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Imperia -Si è conclusa poco fa una riunione all’Agnesi tra i lavoratori e i rappresentanti sindacali, preceduta però da un incontra tra l’RSU composto da Serigio Morriconi, direttore del personale,  Ulderico Falconi, relazioni industriali e Fabio Marfella, direttore. L’incontro è stato convocato in gran fretta nel tardo pomeriggio di ieri con l’avviso che, alle 11 di questa mattina, 10 giugno, ci sarebbe stato una prima parte di riunione

Il primo a uscire è stato Pietro Lai, della UIL che ha dichiarato:

“Abbiamo sentito per l’ennesima volta i progetti della società, che abbiamo riferito ai lavoratori. Noi abbiamo preso un impegno con l’azienda di non divulgare fino a dopo il 25 giugno il progetto che loro ci hanno esposto, perché ci sono degli imprenditori locali che sono interessati a questo progetto. Per evitare di creare delle complicazioni ci hanno chiesto di avere un pò di riserbo sino al 25, giorno in cui al coordinamento di Perugia il progetto verrà messo nero su bianco. C’è una piccola apertura, poi però ci sono delle cose che invece ci preoccupano, come ci preoccupavano prima“.

Piano piano sono usciti anche i lavoratori. Alcuni molto delusi, altri arrabbiati che scrollando il capo hanno dichiarato che era tutto peggio del previsto. La notizia certa è infatti che la produzione di pasta si sposta da Imperia a Fossano e si dovrà procedere con lo spostamento dei macchinari. Per i lavoratori le opzioni sembrano essere due: o andare a produrre sughi o andare a produrre pasta fresca, ripiena e artigianale. Due progetti dal nome “Nuova Agnesi” e “Agnesi Boutique” che però non darebbero lavoro a tutti i dipendenti.  Si è parlato infatti di ammortizzatori sociali con qualche pre-pensionamento e un ricollocamento garantito solo per i110 lavoratori di Colussi.

Da quello che si è capito i rappresentanti della dirigenza Colussi non hanno presentato un piano aziendale solido e concreto e hanno fatto capire, nemmeno troppo velatamente, che se si continua con gli scioperi l’azienda chiuderà ancora prima del previsto.

Tra le altre cose nella riunione si è parlato anche del fatto che Colussi ha resistito 14 anni in uno stabilimento che, in precedenza, aveva cambiato tre gestioni in 9 anni e che questo stabilimento, essendo in verticale, non è adatto per produrre pasta. L’RSU è sembrato così anche concorde ad una partnership con un soggetto giuridico, ma tenendosi il marchio e affittando la struttura.

A oggi, sempre secondo quanto dichiarato da alcuni operai della fabbrica, la produzione sta perdendo 1000 tonnellate e Colussi sta spendendo circa 2 milioni di euro per farsi fare dei sughi in altri stabilimenti – probabilmente Class a quanto si è capito -, lavoro che forse dovrebbero poi fare in futuro gli operai dell’Agnesi. La situazione è così ancora molto confusa, con posti di lavoro vacanti e promesse che, purtroppo, sembrano rimanere solo parole.

Una delle poche cose certe è che i lavoratori non hanno intenzione di cedere e, domani mattina, intorno alle 10 comunicheranno il loro nuovo piano di sciopero all’azienda.