Da Van Dyck al crocifisso del 1400: alla scoperta delle meraviglie della Chiesa di Moltedo. “Una vera e propria galleria d’arte” / Le immagini

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La Chiesa parrocchiale di Moltedo sorprende con opere d’arte di inestimabile valore.

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Dal quadro di Van Dyck al crocifisso del 1400. Dal dipinto di San Bernardo di Lazzaro Tavarone, al polittico del 1500. Come una galleria d’arte, la Chiesa parrocchiale di Moltedo sorprende con opere d’arte di inestimabile valore.

Alla scoperta delle meraviglie della Chiesa di Moltedo.

Insieme a Giovanna Pallavidino, dell’Associazione amici di Moltedo, ImperiaPost ha potuto compiere un viaggio indietro nel tempo attraverso i quadri e le opere della Chiesa Parrocchiale, scoprendo uno scrigno di storia, cultura e arte.

Alla scoperta dei tesori della Chiesa di Moltedo con Giovanna Pallavidino

“La chiesa parrocchiale di Moltedo venne costruita a partire dal 1642 su iniziativa del parroco Don Giobatta Sasso, ed è un vero scrigno ricco di opere d’arte di inestimabile valore.

La particolarità di Moltedo è che, nonostante i suoi 500/600 abitanti, abbia ben cinque chiese. La chiesa parrocchiale, la Chiesa di Sant’Agostino, la chiesa dell’Immacolata Concezione, la chiesa della confraternita di Santa Caterina e la chiesa Campestre dedicata a sant’Andrea, che un imprenditore l’ha comprata e sta facendo progetti per restaurarla e metterla a disposizione della comunità.

Il quadro di Van Dyck

All’interno della Chiesa parrocchiale si trova la Sacra Famiglia di Sant’Anna e Angelo, il quadro attribuito a Antoon Van Dyck, il noto pittore fiammingo che visse nella prima metà del 1600.

Secondo quanto sostengono alcuni storici, questo quadro sarebbe la prova della sua fuga d’amore con Paolina a Moltedo.

Per capire il motivo bisogna contestualizzare l’epoca in cui viveva Van Dyck. La situazione politica era molto particolare. A quel tempo, 1623, c’erano Moltedo inferiore e Moltedo superiore separati dal ruscello. rispettivamente sotto l’influenza dei Savoia e della Repubblica di Genova.

Secondo le testimonianze, Van Dyck e Paolina avrebbero superato il ruscello entrando nel territorio dei Savoia, dove il marito di Paolina non poteva più seguirli e vendicarsi. Durante quel periodo, Van Dyck avrebbe quindi ha dipinto per la chiesa questo dipinto bellissimo in cui è rappresentata la Madonna con il viso della donna amata. Inoltre, c’è anche un angelo con il viso del Van Dyck all’epoca. Il quadro negli anni 80 è stato rubato e ritrovato a Sarzana tramite una lettera anonima. Ha fatto parte della collezione di Van Dyck presentata a Genova negli anni 90, ed è stato il quadro più ammirato della mostra per la bellezza dei colori e bellezza del viso.

A Moltedo abbiamo ancora la casa dove si dice abbia soggiornato, un casone sulle alture del paese. La storia di Van Dyck e Paolina è stata anche raccontata dallo scrittore Maurizio Giordano, nel libro intitolato “Antoon e Paolina. L’amore proibito del pittore Van Dyck in Liguria”, che è stato presentato nella chiesa parrocchiale. 

Gli altri tesori della Chiesa di Moltedo

All’interno della Chiesa si possono trovare tante altre opere, soprattutto di pittori genovesi e imperiesi, tra cui Gregorio De Ferrari, con il suo quadro Sant’Isidoro Agricola, recensito dal critico Vittorio Sgarbi, che è venuto di persona a vederlo. Il Martirio di San Andrea di Domenico Fiasella.

Di grande interesse il polittico “Madonna con Santi” del 1500 raffigurante la Madonna e i Santi, attribuito ad Agostino Casanova. Splendida anche la tela raffigurante San Francesco e Vescovo attribuita a Luca Cambiaso e una “Santa Caterina” attribuita a Giuseppe Massa. C’è un ritratto di Giobatta Carboni e una serie di quadri di pittori imperiesi e genovesi. Incantevole l’opera del 1600, attribuita a Bernardo Castello, Madonna del Rosario.

Un’altra pregevole opera è il quadro del pittore Lazzaro Tavarone intitolato ‘San Bernardo Lactatio Virginis’ raffigurante San Bernardo (patrono del paese), dipinto nel 1626. Tavarone lavorò alla corte di Filippo II, con i maggiori pittori dell’epoca. Il dipinto è stato recentemente restaurato e l’inaugurazione si è tenuta lo scorso 30 agosto, alla presenza del Vescovo della Diocesi di Albenga-Imperia Guglielmo Borghetti e del Sindaco di Imperia Claudio Scajola.

Il restauro, presentato da Alfonso Sista, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Imperia e Savona, è stato eseguito da Riccardo Bonifacio, grazie ai diecimila euro raccolti grazie al contributo del Rotary e dei parrocchiani.

Per ultima, l‘opera più antica della chiesa, il crocefisso processionale quattrocentesco da confraternita, detto l’Albero della Vita. Le parti in legno sono prese da tronco di albero, si dice di limoni, trattato appositamente per crescere dritto. Il Cristo è molto particolare. È una versione, una delle poche esistenti, in cui c’è un angioletto vicino al costato che raccoglie il sangue di Gesù nel calice.

Luogo del FAI

La chiesa di Moltedo è “Luogo del cuore” del Fai dal 2018. Sono state raccolte 6 mila firme, grazie all’attivazione del consiglio pastorale e dell’associazione Amici di Moltedo, con il sostegno del parroco Don Ferruccio Zammattaro. Una bella soddisfazione considerando che noi siamo una piccola comunità di 600 persone. Adesso stiamo lavorando a nuove iniziative per finanziare il restauro del quadro della Madonna del Rosario attribuito a Bernardo Castello, importante pittore del 1600 genovese. 

L’ultimo restauro è costato 10 mila euro, una somma molto importante per una comunità come la nostra. Il Rotary Club, la Fratelli Carli, la raccolta tra la popolazione e generosi anonimi, hanno reso possibile la realizzazione del progetto.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero 349 6953805″.

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