Diano Marina: lavori in via Mimose, commerciante su piede di guerra. “Strada martoriata da mesi e i clienti vanno altrove. Dopo tutti i sacrifici, ora sono in ginocchio” / Il caso

Attualità Golfo Dianese

La commerciante Eliana Tassone, attraverso una cronistoria degli eventi, ha voluto rendere pubblici i disagi che l’intervento sta procurando alla sua attività.

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“Quando vedo i miei clienti abituali tirare dritto o chiamarmi per dirmi che è impossibile fermarsi, che andranno altrove, mi viene da piangere. Sono riuscita a rimanere in piedi nonostante il covid, ma il mio Comune, quello a cui pago utenze e tasse, a cui pago anche l’esposizione degli adesivi sulla vetrina, mi impedisce di lavorare, e mi sta mettendo in ginocchio”. Sono le parole di Eliana Tassone, commerciante di 40 anni, titolare della Lavanderia self service “Il Bucato da Lory” di via Mimose, a Diano Marina.

Diano Marina: lavori in via Mimose, la protesta di una commerciante

A partire dallo scorso febbraio, in via Mimose, a Diano Marina, sono in via di esecuzione i lavori di riqualificazione della strada e dei marciapiede. La commerciante Eliana Tassone, attraverso una cronistoria degli eventi, ha voluto rendere pubblici i disagi che l’intervento sta procurando alla sua attività, chiedendo a gran voce all’amministrazione comunale di ascoltare la sua istanza e provvedere a limitare le conseguenze negative di un cantiere così prolungato nel tempo, specialmente in un periodo duro per l’economia come quello che stiamo vivendo per vi della pandemia in atto.

“Mi chiamo Eliana Tassone – scrive la titolare della lavanderia –  ho 40 anni e 2 figlie adolescenti, un lavoretto part time presso un supermercato che purtroppo non mi consente di poter sostenere i costi della vita. Ho voluto, con coraggio e determinazione, e non pochi sacrifici, trovare un’alternativa che mi permettesse di vivere normalmente. Da lì nasce l’idea e la proposta alla precedente proprietaria, mia cara amica, di acquistare la lavanderia Self service il Bucato Da Lory, sita in via Mimose 8 a Diano marina. Dopo mille peripezie riusciamo a concludere l’operazione e fare l’atto il 9 gennaio 2020. Sono molto felice della mia scelta, è una bella attività, già avviata, penso finalmente di avere trovato l’equilibrio economico per vivere con dignità.

Un bel giorno però, poco prima della fine di gennaio 2020 (appena acquistato la lavanderia, ipoteca sulla casa, mutuo 15inale) compaiono i cartelli di divieto di sosta per lavori, con fine lavori ad aprile 2020! La cosa ovviamente mi fa rabbrividire e tremare, ma, mi dico, di avere pazienza. Chiedo informazioni ai vigili di Diano, ho paura, dove parcheggieranno i miei clienti?! E loro mi rassicurano sul fatto che la strada verrà comunque bloccata a senso alternato, che ci sarà modo di poter fare una sosta veloce per scaricare l’auto coi sacchi di roba da lavare, e che bloccheranno solo porzioni stradali, un po’ per volta, man mano che procedono i lavori.

Certo non posso impedire che i lavori avvengano, penso che alla fine sarà molto carino avere parcheggi definiti meglio, marciapiedi rifatto ed una strada nuova, e decido di starmene tranquilla ed avere pazienza. I lavori procedono lentamente, ma vanno avanti. Vengono rimossi gli alberi che avevano disastrato con le radici la strada; viene rifatto il marciapiedi. Sembrava mancare solo la segnaletica a terra. Ma arriva il covid! Lockdown e quello che tutti conosciamo. Sospensione dei lavori e chiusura attività. Ci sono momenti in cui penso davvero di aver sbagliato tutto, poi mi faccio forza e tengo duro, si va avanti, si riaprono le serrande.

Ricominciano qualche lavoretto, fine data sui cartelli a luglio 2020, per poi bloccare i lavori per i due mesi estivi, da metà luglio a metà settembre la strada rimane aperta con la possibilità di parcheggiare. La stagione è anomala, per tutti, però si lavora quel che basta per coprire le spese ed è già un buon risultato (penso… Ma mi sbaglio!) intorno al 20 settembre appaiono nuovamente i cartelli di divieto di sosta su tutto il tratto di via Mimose, dal bar Charlie al bar mimosa, con termine dei lavori il 31 ottobre 2020. Non ci credo, non ci posso credere, anche perché nel frattempo ho deciso di fare un nuovo passo, pieno di coraggio e speranza, aprire una nuova lavanderia ad Imperia, per la fiducia in un futuro migliore! Ma pensate alle spese per una nuova apertura che parte da zero, che deve avviarsi, e qua mi chiudono di nuovo la strada? Rimango interdetta, ma penso che ormai sarà quasi finita.

Dopo 4 giorni però, di strada bloccata dai divieti e senza vedere alcun operaio all’opera, indignata dalla situazione, chiedo spiegazioni all assessore di competenza, che giustifica questi lavori con sostituzione di un tubo dell’acqua, piantare altri alberi (così tra 10 anni bisogna rifare tutto, mah!) e segnaletica a terra. Ancora una volta mi impongo di portare pazienza, che la cosa arriverà alla fine, ma io questa fine non la riesco a vedere. Pochi giorni prima del 31/10 vengono sostituiti i cartelli con proroga dei lavori al 30/11. Quando chiedo nuovamente spiegazioni mi viene detto che è stato deciso, in corso d’opera, di rifare il marciapiede antistante alla mia attività per evitare che si allaghi il negozio (come se mi venisse fatto un favore!), rispondo con certezza che la lavanderia esiste da 7 anni e non si è mai allagata, MAI! E che ci sono sempre state attività in quel locale e mai allagate.

Sto mandando ogni giorno una Pec al protocollo del comune e continuo ad essere totalmente ignorata. E dopo oltre una settimana senza vedere l’ombra di un operaio, mi viene detto che mancano i materiali.

Il 16 novembre, finalmente, sono presenti lavoratori, che non tengono minimamente presente che io, noi, dobbiamo lavorare per poter sostenere le spese. Nessuno del comune si preoccupa di verificare che si possa avere un valico aperto, messo in sicurezza, per il transito delle persone – al momento quello presente deve essere scavalcato da acrobati molto attenti, perché è pericoloso e disastrato, senza neanche una pedana per far si che si possa passare senza rischiare l’osso del collo.

Sulla strada è difficile passare in auto, a piedi neanche a pensarci. Quando vedo i miei clienti abituali, tirare dritto, o chiamarmi per dirmi che è impossibile fermarsi, che andranno altrove, a me viene da piangere. Perché sono riuscita a rimanere in piedi nonostante il covid, ma il mio comune, quello a cui pago utenze e tasse, a cui pago anche l’esposizione degli adesivi sulla vetrina, mi impedisce di lavorare, e mi sta mettendo in ginocchio.

Non ho davvero più le forze, né psicologiche tantomeno economiche per andare avanti, di questo passo mi faranno chiudere. È un anno che questa strada è martoriata, e nessuno si cura di noi. Le attività presenti li sono parecchie, bar, parrucchiera, idraulico, negozio di porte. Senza parlare anche dei cittadini che vivono nella zona, al disagio che continuano ad avere. Io comprendo che le opere vanno terminate, ma vorrei più tutela, vorrei essere certa che si ce la metta tutta per migliorare il nostro bel paese, non rovinare i commercianti e le loro famiglie, impedendogli di lavorare. Un comune peggio di una pandemia”.

Contattato da ImperiaPost, il vicesindaco del Comune di Diano Marina Cristiano Za Garibaldi ha commentato la vicenda.

“I lavori finiranno a breve commenta il vicesindaco Za Garibaldi a ImperiaPost – il contesto ne gioverà in maniera talmente evidente che si riverbererà anche su tutte le attività commerciali presenti. Se ci sono alcuni disagi me ne dispiaccio, ma meglio averli nel mese di novembre rispetto a un altro periodo dell’anno più favorevole per il commercio”.

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