Porto Imperia Spa: ricorso al Tar fa tremare il Comune. L’ex Manager Argirò torna alla carica e punta sul Decreto Rilancio per riavere la concessione

Attualità Giudiziaria Imperia

Giuseppe Argirò, nelle vesti di ex amministratore unico della Porto di Imperia Spa, ha presentato ricorso al Tar Liguria contro l’atto di decadenza della concessione.

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Un altro colpo di scena, l’ennesimo, rischia di riscrivere ancora una volta la storia del porto turistico di Imperia. Giuseppe Argirò, nelle vesti di ex amministratore unico della Porto Spa, ha presentato ricorso al Tar Liguria contro l’atto di decadenza della concessione demaniale in capo alla Porto di Imperia Spa, formalizzato dal Comune nel dicembre 2014, richiamando l’art.100 (frutto di un emendamento) del Decreto Rilancio di agosto del Governo Conte, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, relativo a “Concessioni del demanio marittimo, lacuale e fluviale”.

Imperia: ricorso al Tar fa tremare il Comune

L’art. 100, di fatto, sospende fino al 15 dicembre 2020 tutti i procedimenti e i provvedimenti pendenti o già adottati, oggetti di contenzioso, inerenti al pagamento dei canoni.

In quanto il Comune firmò l’atto di decadenza della concessione in capo alla Porto di Imperia Spa proprio per il mancato pagamento dei canoni demaniali, i legali dell’ex manager hanno interpellato il Tar per verificare se la nuova normativa sia o meno applicabile.

Non solo, i legali dell‘ex manager sostengono, con il ricalcolo dei canoni demaniali, di aver pagato addirittura più del dovuto, al Comune, e di non avere dunque alcun debito. 

Il ricorso al Tar promosso dall’ex amministratore unico arriva a poca distanza da un’altra data chiave per il futuro del porto, la sentenza della Cassazione sul fallimento della Porto di Imperia Spa, attesa per il 15 dicembre. 

L’art. 100 del Decreto Rilancio di agosto

Nelle more della revisione e dell’aggiornamento dei canoni demaniali marittimi ai sensi dell’articolo 1, comma 677, lettera e) della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono sospesi fino al 15 dicembre 2020 i procedimenti amministrativi pendenti alla data di entrata in vigore dal presente decreto e sono inefficaci i relativi provvedimenti gia’ adottati oggetto di contenzioso, inerenti al pagamento dei canoni, compresi i procedimenti e i provvedimenti di riscossione coattiva, nonché di sospensione, revoca o decadenza della concessione per mancato versamento del canone, concernenti:

a) le concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, con esclusivo riferimento a quelle inerenti alla conduzione delle pertinenze demaniali, laddove i procedimenti o i provvedimenti siano connessi all’applicazione dei criteri per il calcolo dei canoni di cui all’articolo 03, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, ivi compresi i procedimenti di cui all’articolo 1, comma 4.84, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;
b) le concessioni demaniali marittime per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto.

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