Ventimiglia: 67enne ucciso a colpi di pistola, due arresti dei Carabinieri. “Vittima uccisa con metodo mafioso”

Cronaca

Si tratta di Domenico Pellegrino, 27 anni, e Girolamo Condoluci, 44 anni, di Bordighera. A entrambi è stata contestata l’aggravante mafiosa. 

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Sono stati tratti in arresto i presunti responsabili dell’omicidio di Joseph Fedele, il 67enne francese di origini italiane trovato morto il 21 ottobre scorso a Calvo, frazione di Ventimiglia, ucciso con colpi di arma da fuoco alla testa. A renderlo noto i Carabinieri con una nota stampa.

Si tratta di Domenico Pellegrino, 27 anni (figlio di Giovanni Pellegrino, condannato in via definitiva nell’ambito del processo “La Svolta” alla ‘ndrangheta), e Girolamo Condoluci, 44 anni, di Bordighera. A entrambi è stata contestata l’aggravante mafiosa. 

Omicidio Ventimiglia: due arresti

Il 23 dicembre – si legge nella nota stampa – i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Domenico Pellegrino, 27enne, e Girolamo Condoluci, 44enne, domiciliati nel comprensorio bordigotto, ritenuti rispettivamente coautore dell’omicidio di Joseph Fedele e responsabile del favoreggiamento personale e reale nei confronti del primo.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari di Genova su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, competente in ragione delle particolari modalità esecutive del delitto, commesso utilizzando il metodo mafioso, come previsto dall’art. 416 bis, co. 1 del Codice Penale.

Le indagini svolte nell’immediatezza e nei giorni successivi al rinvenimento del cadavere dai militari del Nucleo Investigativo di Imperia, nonché dalle Aliquote Operative delle Compagnie di Bordighera e Ventimiglia, che hanno operato sotto il costante coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, hanno permesso di identificare
rapidamente la vittima.

È stato decisivo per l’evoluzione delle indagini rintracciare un veicolo utilizzato il giorno dell’omicidio dai responsabili dei reati contestati.

I successivi accertamenti hanno consentito di acquisire elementi di responsabilità a carico degli indagati che hanno portato all’emissione del provvedimento cautelare. Pellegrino è stato trasferito al carcere di Genova, mentre Condoluci è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

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