Imperia: barista aggredito, parla titolare U Papa. “Mio fratello ha cinque punti di sutura. Colpevole deve essere punito”/Video

Cronaca Imperia

“E’ stato un bello spavento, perché il taglio era abbastanza profondo ed è dovuta intervenire l’ambulanza”.

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“Noi non abbiamo nessuna intenzione di ritirare la denuncia, perché questa gente deve capire che se sbagli, devi pagare. E’ impossibile che passi sempre tutto impunito con un ‘scusa non volevo'”. Così Federico Zoccheddu, titolare del locale U Papa. Il fratello, Lorenzo, ieri, 11 gennaio, è stato aggredito da un 29enne, poi denunciato dalla Squadra Volante della Questura di Imperia, che non voleva indossare la mascherina. 

Imperia: barista aggredito, parla titolare U Papa

“I clienti sono entrati, hanno ordinato, gli abbiamo consegnato l’asporto che hanno richiesto e li abbiamo invitati a uscire dal locale. Si sono seduti nel dehor. Invitati ad alzarsi perché per le norme anticovid dopo le 18 è impossibile consumare sul posto, si sono alzati, allontanati e sono tornati, sedendosi nuovamente. Per l’ennesima volta gli è stato chiesto di allontanarsi. Hanno iniziato a lamentarsi, dicendo ‘non siamo animali‘, ‘fuori non ci stiamo‘, ‘la mascherina non la mettiamo‘.

Ci sono stati vari tentativi per chiedere di alzarsi, di uscire dal locale e indossare la mascherina.  Dovrebbe essere routine. Dopo un anno tutti dovrebbero sapere che le norme anti-covid prevedono la mascherina nei luoghi pubblici, quando sia entra nei locali, il divieto di consumazione sul posto dopo le 18, ma a quanto pare qualcuno ancora è duro a capire.

Uno di questi clienti ha preso una bottiglia dal retro del nostro bancone e l’ha scagliata in testa a mio fratello, procurandogli una ferita sulla fronte, con cinque punti di sutura e dieci giorni di prognosi. Ovviamente sono state chiamate le forze dell’ordine che sono intervenute e in tarda serata hanno fermato il responsabile. Chiaramente stamattina, si sa come funziona la giustizia italiana, era già in giro a farsi gli affari suoi senza troppe preoccupazioni. Purtroppo funziona così. In questo periodo, oltre a essere chiamati a gestire le nostre aziende, improvvisarci operatori sociali, operatori di polizia per far mantenere le distanze, dobbiamo ancora preoccuparci di questi individui che, ahimè, non stanno ancora stare al mondo. E per una mascherina è successo quello che è successo.

Noi stiamo lottando contro questa pandemia e ce la stiamo mettendo tutta, ma senza l’aiuto del cliente, che impara a essere educato, nel rispettare le norme che sono in vigore oggi, è tutto più difficile. Se noi chiediamo ai clienti di uscire o di indossare la mascherina, non è che perché non li vogliamo all’interno dei nostri locali. Devono capire che se loro ci aiutano a mantenere un certo tipo di distanziamento sociale, di attenzione per la prevenzione, magari ci mettiamo anche meno a tornare alla normalità, o comunque riusciamo a ottenere qualcosa in più. Ma se da noi c’è sforzo e dall’altre parte non c’è risposta, e la risposta è solo quella di bere, ubriacarsi e disturbare non andiamo da nessuna parte. Deve essere reciproco l’interesse nel risolvere questo problema e andare avanti.

Mio fratello sta bene. E’ dolorante, ma fortunatamente questa notte non ha avuto complicazioni e non sta prendendo farmaci. E’ stato un bello spavento, perché il taglio era abbastanza profondo ed è dovuta intervenire l’ambulanza. Oltretutto di questi periodi andare in Pronto Soccorso non è mai una cosa semplice, siamo rimasti sino alle 2 in Ospedale per le medicazioni. Più che altro è stato lo spavento e il fatto di non sentirsi neanche più tranquilli dove si lavora e dietro le porte di casa propria. Perché ognuno di noi, quando è nel proprio ristorante si sente a casa, essere aggrediti a casa nostra è sempre spiacevole.

Noi non abbiamo nessuna intenzione di ritirare la denuncia, perché questa gente deve capire che se sbagli, devi pagare. E’ impossibile che passi sempre tutto impunito con un ‘scusa non volevo’. Quando prendi una bottiglia e la lanci in testa a una persona, se sei in grado di intendere e volere, volevi. E’ giusto che la legge faccia il suo corso e chi sbaglia venga punito. Quando sbagliamo noi, come già accaduto alcuni mesa fa perché avevamo un pò di coda in più, siamo stati puniti, abbiamo pagato la sanzione e siamo stati chiusi cinque giorni. Quindi è giusto che chi sbaglia paga, se no non ci sarà mai un cerchio che si chiude”.

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