Covid: ristoratori in protesta a Genova, traffico in tilt. Bloccata la sopraelevata. “Non siamo interruttori che spegnete quando volete” / Le immagini

Coronavirus Provincia

Nel pomeriggio, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha incontrato, insieme all’assessore allo sviluppo economico Andrea Benveduti, una rappresentanza dei ristoratori.

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Giornata intensa di proteste a Genova, la quarta nel capoluogo. Centinaia di ristoratori, riuniti sotto la sigla “Ristoratori Uniti Liguri”, hanno invaso le vie cittadine, partendo da piazza Corvetto e arrivando a bloccare la sopraelevata, l’arteria principale della città, mandando in tilt il traffico. 

Nel mirino, le continue chiusure delle attività, per via delle misure anti Covid, che stanno causando enormi danni al settore della ristorazione. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione del Ministero della Salute di far scattare la zona arancione in Liguria proprio la domenica di San Valentino, giorno in cui molte attività avevano il tutto esaurito e che avrebbe significato una boccata d’ossigeno per molti commercianti.

“I ristoratori non sono interruttori che spegnete quando volete”. Questo uno dei numerosissimi slogan che campeggiavano sugli striscioni.

Nel pomeriggio, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha incontrato, insieme all’assessore allo sviluppo economico Andrea Benveduti, una rappresentanza dei ristoratori.

Covid: ristoratori in protesta a Genova, traffico in tilt. L’incontro con Toti

“Nel corso dell’incontro – si legge in una nota della Regione Liguria – il presidente Toti ha reso noto le ultime iniziative di Regione Liguria per cercare di rimandare di poche ore il passaggio in zona arancione della nostra regione per consentire così ai ristoranti di poter tenere aperto la domenica di San Valentino.

Secondo il presidente di Regione Toti vi era la possibilità di diversificare i colori per provincia in modo da non penalizzare l’intera regione, visto che l’incidenza maggiore per la Liguria risulta essere la provincia imperiese, oppure anche di far partire l’ordinanza che cambiava il colore della regione la sera della domenica e non il sabato. Richieste a cui il governo ha risposto negativamente generando l’esasperazione delle attività commerciali che oggi hanno deciso di protestare.

“Abbiamo anche chiesto in queste ore – ha ribadito Toti – la necessità che alla cabina di regia partecipino anche i ministri che possano valutare l’impatto socio economico delle decisioni, non mettendo in contrapposizione la salute con la sopravvivenza economica delle attività”.

Da parte loro i rappresentanti dei ristoratori presenti all’incontro che facevano riferimento alle sigle RistoratoriRiuniti, Fipe-Confcommercio Genova, Associazione Ristoranti Fipe – Confcommercio Genova, Fiepet – Confesercenti, Fic – Federazione Cuochi Genova Tigullio, hanno chiesto regole di contenimento del contagio “adeguate, tenendo conto che il settore in questione e tutto l’indotto è stato travolto dalla totale o parziale chiusura delle attività”. In particolare è stato stigmatizzato il recente provvedimento nazionale che ha bloccato le attività proprio nella giornata di San Valentino con turni di lavoro già organizzati e decine di migliaia di clienti già prenotati e decine di milioni di euro di prodotti alimentari già acquistati. I rappresentanti dei ristoratori hanno inoltre chiesto l’azzeramento dell’IVA sulla somministrazione durante il periodo di crisi e di prorogare il credito di imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione fino al 31 dicembre 2021.

Il presidente e l’assessore si sono detti disponibili a farsi portavoce presso il governo delle loro richieste, in attesa di un nuovo incontro nelle prossime settimane”.

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