America’s Cup, Luna Rossa: il cuoco imperiese Daniele Pinto nello staff. “Grande soddisfazione. Ecco cosa cucino per i velisti” / Foto e video

Imperia Storie

Anche un imperiese nello staff della Luna Rossa.

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C’è anche un imperiese nello staff della “Luna Rossa”, la storica imbarcazione che in questi giorni, a Auckland, in Nuova Zelanda, si è aggiudicata la Prada Cup, conquistando la finale della America’s Cup. Si tratta del 33enne Daniele Pinto, cuoco dell’equipaggio, da 6 anni nella grande città neozelandese.

Luna Rossa: l’imperiese Daniele Pinto nello staff

Dopo un mese di regate e di sfide, il team di Luna Rossa Prada Pirelli è riuscito nell’impresa di aggiudicarsi l’ambita Prada Cup e ha conquistato il diritto di affrontare il detentore dell’America’s Cup, ovvero l’Emirates Team New Zealand. Sfida che avverrà a inizio marzo.

Che il segreto di tanto successo sia proprio nei manicaretti preparati dal nostro concittadino? Per scoprirlo abbiamo contattato Daniele per farci raccontare cosa significa essere chef di un equipaggio così importante.

Come sei diventato chef del team Luna Rossa?

“L’organizzatrice del Festival ad Auckland mi ha contattato dicendomi che Luna Rossa stava cercando un aiuto in cucina e chiedendomi se fossi interessato. Logicamente non ho esitato a dire sì e il giorno dopo sono andato ad incontrare il capo cuoco per discutere i dettagli. Tutto è andato a gonfie vele e la settimana successiva ho iniziato. Avendo un lavoro a tempo pieno qui ad Auckland, ho dovuto prendere ferie per poter lavorare per Luna rossa. Purtroppo non potrò lavorare per Luna Rossa fino alla fine della coppa perché la mia compagnia mi ha approvato solamente 8 settimane di ferie. Da gennaio fino a fine febbraio”.

Come si svolge il tuo lavoro per Luna Rossa?

Inizio alle 8 di mattina con gli altri due cuochi, anche loro italiani, venuti qui ad Auckland dall’Italia con tutto il team Luna Rossa. Il primo compito è fare i sandwich per i velisti e per chi esce fuori in mare con loro. I panini sono fatti con tipici sapori italiani, niente di stravagante come “bacon and eggs” che qua in Nuova Zelanda è molto apprezzato. Di solito facciamo panini con mortadella e verdure grigliate, focaccia con prosciutto. Cose molto semplici e tipicamente italiani. Dopo aver finito i panini, iniziamo a preparare per il pranzo. Il team è composto da 100 persone circa quindi c’è molto fa fare.

Il pranzo prevede sempre un primo (di solito pasta), un secondo di carne o pesce cucinati o al forno o alla piastra senza grasso, e verdure al vapore o al forno. Abbiamo anche un “salad bar” in cui serviamo verdura fresca (pomodori, insalata, carote…). E per finire formaggio (parmigiano, ricotta fresca, gorgonzola) e frutta fresca. Di solito gli atleti sono i primi a magiare perché devono prepararsi per la gara, mentre tutti gli altri dopo.

Quando gli atleti ritornano da gare o allenamento sono molto affamati. Solitamente gli prepariamo focaccia con la nutella o shake di proteine. Verso le 7 serviamo cena, che di solito è molto più leggera, sempre composta da primo, secondo e contorno, ma le quantità sono un più ridotte. Il mio turno finisce verso le 8-9 di sera”.

Com’è andata la prada cup? È stata una bella soddisfazione per te?

“Finora sta andando molto bene, hanno battuto il team inglese Ineos Uk aggiudicandosi la finale contro Team New Zealand. Non hanno avuto il migliore degli inizi avendo perso 2 gare nei round-robin, ma hanno lavorato duro giorno e notte per modificare la barca e allenarsi.

Aver fatto parte di Luna Rossa è stata una soddisfazione grandissima. Ho avuto la fortuna di parlare e conoscere atleti di fama mondiale. Tutto il team è stato gentilissimo con me, e mi hanno davvero fatto sentire parte del team anche se per un periodo così corto. Ho imparato molto riguardo la vela e sicuramente seguito questo sport molto più frequentemente di quanto ho fatto fino adesso.

La finale dell’America’s Cup sarà qua ad Auckland. Speriamo di vincere!”.

Com’è iniziato il tuo percorso da chef? Quali sogni hai?

“Io ho studiato per 5 anni all’ alberghiero Eleonora Ruffini di Arma di Taggia. Ho sempre avuto una forte passione per la cucina e grazie a questo lavoro è sempre stato facile trovare lavoro in giro per il mondo.

Per adesso il mio sogno più grande rimane di aprire un ristorante che usa materie prime che andrebbero buttate da supermercati o altri ristoranti e servire pasti per chi ne ha bisogno, ma non solo. Un ristorante che riempie pancie bisognose e non discariche”. 

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