Sanremo 2021, prima serata: Fiorello e le poltrone vuote dell’Ariston, le lacrime di sangue di Achille Lauro e il rock senza tempo della Bertè / Ecco come è andata

Sanremo 2021

Fiorello che fa ridere anche le poltrone, l’ironia sorprendente di Ibrahimovic, il rock innato di Loredana Bertè e la naturalezza di Matilda De Angelis.

Tutto questo, nonostante il Teatro Ariston vuoto e gli applausi registrati, ha regalato alla prima serata del 71° Festival di Sanremo uno show fresco e spontaneo (anche se finito quasi alle 2 di notte).

Il segreto probabilmente è stato quello di non far finta di aver creato una “bolla” scollegata del contesto in cui si sta svolgendo la kermesse, ma ricordare, tramite gag, battute e anche riflessioni, che fuori  dal Teatro l’emergenza Covid sta ancora mettendo in difficoltà il paese. Un’edizione del Festival che rimarrà nella storia, nel bene e nel male, e che lo stesso Amadeus non pensava che “sarebbe mai stata possibile”.

Vediamo com’è andata.

Sanremo 2020: prima serata. Ecco come è andata

Dopo tanta attesa per questa edizione “Covid” del Festival di Sanremo, ci ha pensato Fiorello a sdrammatizzare subito la situazione, sorprendendo il suo amico Amadeus con un mantello di fiori all’Achille Lauro, con tanto di rossetto e smalto neri. La gag delle poltrone “che finalmente possono vedere lo spettacolo” e l’autoironia sugli applausi registrati, hanno reso il tutto più vicino agli spettatori a casa.

Le nuove proposte

La gara si è aperta, come di consueto, con la sfida delle Nuove Proposte. Ad esibirsi sono stati i primi 4 (questa sera ci saranno gli altri 4) che hanno rotto il ghiaccio affrontando l’Ariston senza pubblico. A passare il turno sono stati Folcast e Gaudiano, che rivedremo venerdì, mentre Avincola e Elena Faggi, sebbene molto promettenti, hanno salutato Sanremo.

Sul palco è poi tornato Diodato, vincitore della scorsa edizione, questa volta come ospite. Un anno fa, la sua proclamazione è stato “l’ultimo momento di felicità del paese”, prima che la pandemia sconvolgesse le nostre vite. Dopo un anno senza concerti, Diodato ha ricantato la sua “Fai Rumore” e, nonostante qualche momento di defaillance, ha provocato gli stessi brividi dell’anno scorso.

Inizia la gara dei big

Il primo big in gara è stata Arisa con “Potevi fare di più”. La sua voce è una bomba, ma, almeno al primo ascolto, il brano non ha suscitato particolari impressioni.

Ibra e Matilda: due rivelazioni sul palco

È stato poi il turno dell’entrata in scena della giovanissima, ma talentuosissima, Matilda de Angelis, che ha portato sul palco una ventata di aria fresca con la sua spontaneità e bellezza acqua e sapone.

A rompere gli schemi è poi Zlatan Ibrahimovic che, contro ogni previsione, si è dimostrato subito a suo agio sul palco, giocando sul suo “ego smisurato”, in campo e nella vita, autoproclamandosi il direttore del Festival: “Qui le regole le faccio io. Ci saranno 22 cantanti in gara, non 26, così giocheranno 11 contro 11”.

A continuare la gara è stato Aiello con “Ora” che, in pochi secondi, ha fatto generare una serie di “meme” sui social, data la sua esibizione giudicata “troppo urlata”.

L’infermiera Alessia Bonaro: simbolo del covid

Presentandosi con la mascherina, Amadeus ha dato il benvenuto all’infermiera Alessia Bonaro, diventata virale su internet a inizio emergenza (un anno fa), per un suo selfie dove mostrava i segni sul viso causati dalla mascherina, alla fine del turno in ospedale a Milano. “La situazione purtroppo è sempre la stessa ha raccontato – Per questo voglio ricordare a tutti di non abbassare la guardia. Uniti ce la faremo. Voglio ricordare il lavoro e la professionalità di tutti gli operatori sanitari”.

È stata poi la volta di “Chiamami per nome” di Francesca Michielin e Fedez, il quale, alla fine dell’esibizione, si è mostrato visibilmente commosso. Un’emozione che, sicuramente, è comprensibile da tutti gli artisti della musica, dopo 12 mesi di stop dei live.

Loredana Bertè: il rock nell’anima

Non c’è niente da fare. Loredana Bertè, corona di fiori, borsetta, grinta da vendere, non delude mai. La sua nuova canzone “Figlia dì” spacca! Con le scarpette rosse a fianco e un fiocco rosso sul petto, Loredana ha voluto anche lanciare un messaggio contro la violenza sulle donne: “Al primo schiaffo denunciate”.

Max Gazzè, vestito da Leonardo Da Vinci, e la Trifluoperazina Monstery Band, ha confermato il suo stile.

C’è stato poi l’appello di Amadeus per Patrick Zaki, lo studente attivista arrestato e detenuto al Cairo dal febbraio dello scorso anno. “Ci auguriamo che torni libero e che possa tornare a studiare nella sua Bologna”.

In gara poi Noemi, per la sesta volta a Sanremo, al posto di Irama (che ha saltato l’esibizione per via di una positività al Covid di un membro del suo staff).

Scivolone dell’organizzazione, che ha inquadrato il “gobbo” anticipando di diversi minuti la battuta sull'”alluce rigido” di Fiorello.

“Se vedete 300 persone che girano in Italia sono i nostri figuranti” ha aggiunto lo showman, tirando una frecciatina a chi ha criticato questa possibilità.

Achille e le lacrime di sangue

Finalmente è tornato sul palco Achille Lauro con una performance tutta da rivedere e scoprire in ogni dettaglio. Capello blu, unghie chilometriche, piume rosa e tacchi d’argento. E, tocco finale, lacrime di sangue dagli occhi. “Solo noi” è un brano da brividi.

Ha continuato la gara Madame con “Voce”, che ha preceduto il lungo (troppo lungo), monologo di Matilda sul bacio.

Finalmente, a spezzare le “canzoni da Festival” ci hanno pensato i Maneskin con “Zitti e buoni”.

Ci ha pensato poi Ibrahimovic a sottolineare quanto la serata andasse per le lunghe. “Ancora 4 cantanti? Sono troppi”.

Hanno chiuso le danze Ghemon con “Momento perfetto”, Annalisa con “Dieci”, Comacose  con “Fiamme negli occhi”, Renga  con “Quando trovo te” e infine Fasma con “Parlami”.

La classifica parziale, valutata dalla giuria demoscopica, ha visto in testa Annalisa, mentre all’ultimo posto Aiello.

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