Imperia: al Parasio cerimonia per ricordare nascita Felice Cascione. “Simbolo della resistenza, punto di riferimento per i nostri ideali”/Foto e Video

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“A lui e ai suoi ideali facciamo riferimento quando siamo in difficoltà, nei momenti difficili, come quello che stiamo attraversando”.

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Si è tenuta questa mattina, in via Santa Caterina, al Parasio, la cerimonia di commemorazione della nascita di Felice Cascione, eroe della resistenza imperiese. Il presidente dell’Istituto Storico della Resistenza Giovanni Rainisio, affiancato dal presidente del Circolo Parasio Simona Gazzano, e dal vicepresidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà Giacomo Raineri, ha deposto un mazzo di fiori sulla targa in memoria di Cascione, proprio di fronte alla casa dove nacque “U megu”, il 2 maggio del 1918.

Giovanni Rainisio, presidente Istituto Storico Resistenza

“Siamo qui al Parasio per ricordare la nascita di Felice Cascione, il 2 maggio del 1918. Cascione è stato il personaggio principale della resistenza imperiese, colui che ha preso in mano le sorti della resistenza. Purtroppo è stato ucciso barbaramente nel gennaio del ’44 dai tedeschi ad Alto.

Cascione purtroppo è morto giovane, ma ha avuto il tempo di essere un grande medico, un grande politico, un grande sportivo e il principale esponente della resistenza. A lui e ai suoi ideali facciamo riferimento quando siamo in difficoltà, nei momenti difficili, come quello che stiamo attraversando. La resistenza e Cascione sono diventati per noi il serbatoio degli ideali politici, degli ideali morali, della convivenza civile del nostro Paese. Ricordando Cascione ricordiamo che la resistenza è stata il punto più importante per la rinascita del nostro Paese e continua a essere il serbatoio degli ideali per convivere in pace, amicizia e libertà”.

Simona Gazzano, presidente Circolo Parasio

“L’occasione è il ricordo del giorno della nascita di Felice Cascione, che cade vicino alla data del 25 aprile. Date vicine casualmente, ma che assumono un significato simbolico molto potente, specialmente per gli ideali di Cascione. La sua vita è stata corta, ma intensa, e mi fa pensare a cosa avrebbe potuto fare se avesse avuto una vita più lunga e più occasioni di regalarsi agli altri, come si è regalato nei suoi 25 anni di vita.

È importante ricordare queste vite non solo per il dolore della perdita, ma per la domanda di cosa avrebbero potuto fare negli anni a venire. Bisogna ricordarli perché è stato un grande dono avere avuto persone come Cascione tra noi e per quello che hanno lasciato.

Spero che cerimonie come queste siano di esempio per non dimenticarli mai, specialmente per le nuove generazioni, e che qualcosa del loro messaggio sia fatto proprio anche da loro”.

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