Imperia: insegnante 56enne si prostituiva, condannati marito e amico/La sentenza

Giudiziaria Imperia

Epilogo di primo grado per l’inchiesta dei Carabinieri di Alassio per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di una professoressa imperiese di 56 anni.

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Due anni di carcere, pena sospesa. Questa la condanna inflitta dal Gup di Savona, con la formula del rito abbreviato, per G.N., 58 anni, arrestato nell’ambito dell’inchiesta Cocker d’oro, condotta dai Carabinieri  di  Alassio per sfruttamento  e favoreggiamento  della prostituzione di una professoressa imperiese di 56 anni, moglie del 58enne. 

Imperia: insegnante si prostituiva, legale chiede rito abbreviato per il marito

Nell’inchiesta era coinvolto anche un ristoratore di Andora, R.T., 61 anni (difeso dall’avvocato Antonella Zerbone), che ha patteggiato una pena di 8 mesi.

Marito e ristoratore, lo ricordiamo, erano stati arrestati dai Carabinieri di Alassio,  nell’ambito dell’inchiesta, per poi essere rimessi in libertà dal Tribunale del Riesame con obbligo di firma (tre giorni a settimana).

Parla l’avvocato Mario Leone

“Tra 15 giorni verranno pubblicate le motivazioni. Faremo appello. La questione è aperta e sarà molto lunga. Siamo molto stupiti da questa decisione, seppur di primo grado, in quanto non è stato commesso alcun reato da parte del marito, lavoratore, incensurato.

Come già detto, la moglie non si è costituita parte civile e ha chiarito tutto. Sicché appare del tutto incomprensibile la condanna, ma vedremo di porvi rimedio. La sentenza non ha e non avrà alcun effetto pratico, stante la concessione della condizionale”.

La vicenda

Marito e ristoratore sono accusati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di una 56enne insegnante imperiese, che si prostituiva attraverso alcuni siti online, con il nome di “Elena”, ricevendo i clienti in un appartamento di Imperia, in via Pindemonte, e in due alloggi di Andora, in via Cavour e in via Usodimare.

Secondo gli inquirenti, i due arrestati, marito e ristoratore, si occupavano di gestire i contatti con i clienti e concordare luoghi per incontri e prestazioni. In certi casi i militari hanno accertato che ai giochi erotici prendeva parte anche il cane della donna, un “cocker”, dal quale ha preso il nome dell’operazione.

La versione della professoressa: “Ho fatto tutto senza costrizione”

“Resterò insieme a mio marito. Stiamo insieme e continueremo a stare insieme. Ho fatto tutto senza alcuna costrizione, è stata una mia decisione e mi dispiace che, a causa mia, mio marito ora si trovi in questa situazione. Non mi costituirò parte civile”.

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