Imperia: Borgo Foce, Comune pronto a espropriare i Granatini per realizzare un parcheggio. Via libera in Giunta, ecco il progetto

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La Giunta ha approvato il progetto preliminare che prevede, una volta completato l’esproprio, la demolizione dello stabile e la realizzazione di parcheggi e aree verdi.

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Il Comune di Imperia procede spedito verso l’espropriazione dei Granatini (area di circa 2.400 mq di superficie tra via De Tommaso, via Bossi e l’argine sinistro del T. Caramagna) a Borgo Foce. La Giunta, infatti, nelle scorse settimane, ha approvato il progetto preliminare che prevede, una volta completato l’iter dell’esproprio, la demolizione dello stabile e la realizzazione di parcheggi e aree verdi.

Imperia: Borgo Foce, il progetto di riqualificazione del Comune, la demolizione e l’esproprio dei Granatini

Il progetto, in particolare, prevede “la completa demolizione del fabbricati e dei ruderi fatiscenti presenti all’interno dell’area e la messa in opera di un parcheggio pubblico con una nuova pavimentazione, impianti di raccolta e smaltimento acque bianche, impianto di pubblica illuminazione e segnaletica orizzontale e verticale e realizzazione di alcune aiuole alberate”.

Obiettivo del Comune è quello di colmare la mancanza di adeguati posti auto in una zona densamente abitata, con attività commerciali importanti e, in estate, con cospicue attività legate alla balneazione in quanto l’amministrazione Scajola ritiene l’opzione del parcheggio “più congrua rispetto ad una ulteriore edificazione privata in loco, in un abitato antico di estremo pregio ed in zona già densamente edificata e carente di servizi”.

“La trasformazione e la riconversione dell’area – si legge ancora sulla delibera di Giunta – porterebbe alla riqualificazione di un ambito urbano degradato, dove insistono fabbricati fatiscenti ed in stato di abbandono ormai pluridecennale, in mezzo a palazzate storiche di pregio, visibile direttamente da luoghi pubblici e da luoghi con coni visuali e passeggiate rivolte verso la costa ed il mare; detto recupero dell’area, previa demolizione di tutte le porzioni di fabbricati fatiscenti, nonché la bonifica, sistemazione e recupero del cortile interno al compendio edilizio delimitato da tre lati da un alto caseggiato storico e da un lato dal muro di sponda sinistra del Torrente Caramagna, avverrà tramite la realizzazione di un parcheggio pubblico alberato”.

Per la realizzazione del parcheggio, inoltre, in quanto intervento pubblico, sarà necessario varare una modifica del piano regolatore. Ad oggi, infatti, l’area è classificata come “Residenziale di ristrutturazione urbanistica”. Una modifica che dovrà passare necessariamente al vaglio del consiglio comunale. Un’assise che, per l’occasione, si preannuncia infuocata.

L’idea di far ricorso allo strumento dell’esproprio, infatti, sembra aver creato non pochi malumori in seno alla minoranza, compresa quella di centrodestra, ma anche alla stessa maggioranza. E restando in tema di esproprio, il Comune ha quantificato, dopo una prima valutazione di stima, in 512 mila euro circa il valore del patrimonio da acquisire. Un costo importante per le casse comunali, non proprio floride per via delle limitazioni imposte dalla Corte dei Conti, cui vanno ad aggiungersi 182 mila euro di lavori. 

Nelle scorse settimane i proprietari dei Granatini, che in un primo momento avevano depositato al Tar un ricorso contro l’ordinanza antidegrado emessa dal Sindaco Claudio Scajola, hanno presentato un progetto di riqualificazione dell’area, bocciato però dalla Commissione Paesaggio. L’ipotesi è che si vada verso un vero e proprio braccio di ferro legale tra Comune e privati.

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