Imperia: tubo rotto depuratore, critico Lucio Sardi. “La statua della Sirena ha preferito essere trafitta piuttosto che stare vicina ad un mare poco invitante”

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Interviene così Lucio Sardi, esponente di Sinistra Italiana , in merito allo scarico a mare da un tubo rotto del depuratore

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“Con l’avvento dell’estate può insorgere l’ansia dovuta alla sindrome della prova costume, che può colpire chi ha l’idea di non aver curato abbastanza la propria immagine.

Altra sindrome, questa tutta maschile, è quella del sirenetto, che colpisce chi, cercando di darsi un tono, al mare assume posture goffamente virili finendo spesso per coprirsi di ridicolo mentre magari trattiene a fatica il ventre a mascherare la pancia.

Una sindrome analoga sembra aver colpito l’amministrazione cittadina che in questo inizio d’estate sta gonfiando il petto con interventi di maquillage dalle tinte forti.

Interviene così Lucio Sardi, esponente di Sinistra Italiana , in merito allo scarico a mare da un tubo rotto del depuratore e all’installazione della nuova statua “Forma Sirena” sul molo lungo di Oneglia.

Tubo rotto depuratore: Lucio Sardi bacchetta l’amministrazione Scajola

“La pitturazione di azzurro intenso del moletto del Prino, per intenderci quello all’altezza del quale Arpal ha rilevato poche settimane fa inquinamento da batteri fecali, è stato più esaltato della passerella di Christos sul lago di Iseo.

La spiaggetta ricavata alla Foce, stando ai giudizi del Sindaco, dovrebbe a breve scalzare dalle riviste di viaggi Copacabana, Gallipoli o la spiaggia dei conigli di Lampedusa.

La statua della sirenetta sul molo lungo di Oneglia, grazie al tocco, o meglio al palo dell’amministrazione comunale su cui è stata infilzata, rischia invece di far crollare le presenze turistiche dalla Danimarca, paese notoriamente affezionato e rispettoso di questa creatura mitologica, che a Copenaghen riposa infatti placida su un comodo scoglio.

Se si mette a confronto l’esagerata illuminazione dell’installazione della statua dell’artista Serenella Sossi, a cui va tutta la nostra solidarietà, con l’incuria ed il buio pesto che cala la sera sul monumento ad Alessandro Natta, distante solo poche decine di metri, si precipita dal discutibile al vergognoso.

Peccato che tanta spasmodica attenzione a realizzare tali opere “fondamentali” per rilanciare il turismo estivo, non sia stata dedicata alla riparazione del tubo di rilancio del depuratore, la cui rottura è nota da almeno dieci mesi e di cui si era annunciata la riparazione a maggio, ma da cui escono ancora oggi liquidi giallastri e maleodoranti.

Peccato che, nonostante tutte le rassicurazioni sulla natura di quella perdita e le acrobatiche operazioni di Scajola sulle ordinanze di divieto di balneazione, proprio le acque di fronte al depuratore siano tornate fuori norma per inquinamento da batteri fecali e quel tratto di mare sia stato di nuovo interdetto alla balneazione.

Sorge il dubbio che la statua della sirenetta, che l’artista ha voluto raffigurare mentre emerge dalle acque, abbia preferito essere trafitta piuttosto che stare troppo vicina ad un mare poco invitante.

Al sirenetto Scajola rivolgiamo l’invito a riprendere fiato, abbandonare la propaganda e provare a lavorare ai problemi della città per consentire a Imperia di affrontare con dignità almeno la prossima stagione estiva”.

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