15 Giugno 2024 20:05

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15 Giugno 2024 20:05

Diano Marina: il comandante Franco Mistretta in pensione dopo 39 anni. “L’ultimo giorno con lo stesso entusiasmo del primo. Alle nuove leve: siate sempre vicino alle persone” / Foto e video

In breve: Dopo 39 anni di servizio, il comandante della Polizia Municipale di Diano Marina Franco Mistretta va in pensione. 

Dopo 39 anni di servizio, il comandante della Polizia Municipale di Diano Marina Franco Mistretta va in pensione.

Diano Marina: dopo 39 anni di servizio il congedo del comandante Franco Mistretta

“Oggi è il mio ultimo giorno, ma l’entusiasmo è pari al primo”. Così esordisce Mistretta, accogliendo gli inviati di ImperiaPost nel suo ufficio e mostrando fotografie e documenti che raccontano la sua carriera. 

Quali momenti porterà nel cuore?

“Ne ho tantissimi legati alla professione, una professione meravigliosa, che può sviluppare rapporti sociali. Io sono di Diano Marina, quindi ho affetto verso i miei concittadini e la città. Al di là dell’aspetto formale e tecnico di ogni intervento, facendo questo mestiere si può sviluppare il lato umano. I ricordi più belli e anche più importanti sono legati ai più bambini che ho incontrato per ragioni del mio servizio nelle loro difficoltà di indifesi. Sono quasi tutte storie a lieto fine. È un ricordo che porterò dentro. Penso e spero di aver fatto del bene”.

Ha sempre avuto la passione per le moto, com’è nata?

“La mia passione nasce da ragazzo. Dopo una breve esperienza nell’Arma dei Carabinieri, ho fatto il concorso qui nel 1982. Il comandante dell’epoca, Giacomo Vernazza, mi assegnò subito una Guzzi in dotazione. Ero felicissimo, per me lavorare con la passione della moto era il massimo. Da lì sono nate tantissime altre attività e specializzazioni”.

Si è specializzato, tra le altre cose, anche nel contrasto del contraffatto e del falso. Ricorda episodi particolari?

“Ho sempre avuto la passione per la lotta al contraffatto e ai prodotti falsi. Qui a Diano Marina insieme ad altri colleghi abbiamo lavorato sodo e possiamo dire di non avere questo problema. Siamo stati anche premiati dal Ministero dell’Interno come comando efficiente nella lotta al commercio abusivo e alla lotta alla contraffazione, grazie a lavoro di tutti i colleghi. La mia passione nasce da lontano. Nel 1979 avevo partecipato a un maxi sequestro di banconote false e sono stato premiato dalla Banca d’Italia per questa operazione. Negli anni successivi mi sono specializzato presso una scuola franco-belga e attraverso la formazione regionale della polizia locale. La passione forse nasce dal commissario Maigret.

Abbiamo avuto un bel periodo. Diano è una città sana. L’operazione più importante che c’è stata qui è stata nel 1990, quando una ditta di pesce surgelato aveva tentato di immettere tonnellate di pesce avariato sul commercio. Noi, insieme ad altri colleghi, abbiamo lavorato sodo, è stata un’indagine difficile, articolata e anche molto pericolosa per lo spessore criminale che avevano i protagonisti di questa azienda. Tant’è che a margine di questa vicenda ci furono due morti ammazzati in un regolamento di conti. È stata un’indagine che mi ha toccato molto anche dal punto di vista umano, la ricorderò sempre”.

Com’è cambiata la criminalità?

“All’inizio degli anni 80, Diano Marina, come tante località della riviera, era meta di tantissimi turisti, all’epoca si definiva turismo di massa. Quindi per alcuni periodi si trasferivano anche personaggi della criminalità lombarda e piemontese e tentavano di entrare nel tessuto economico e commerciale, anche acquistando attività. Noi abbiamo alzato la guardia, abbiamo dato un grande contributo in queste vicende, ovviamente di competenza degli organismi investigativi nazionali, perchè si muovevano personaggi inseriti nel contesto criminale della Lombardia e del Piemonte. Siamo stati attenti come drappello di presidio del territorio. Abbiamo difeso la città da questi tentativi. Oggi è una città pulita, sana, vivibile. C’è qualche reato, ma sono reati fisiologici. Diano Marina è una delle città della Liguria che ha più presenze turistiche, quindi può succedere. Ma non è allarmante, non c’è nessun pericolo. Diano è una città sana. C’è una stazione dei Carabinieri che è sempre attenta, c’è un presidio vicino a Imperia dove ci sono reparti provinciali della Questura, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, è una città ben protetta”.

È diventato comandante proprio con l’inizio dell’emergenza Covid, come ha vissuto questo periodo?

Ho avuto l’incarico dal Sindaco Giacomo Chiappori il 1° marzo 2020. La comandante Bozzano è andata in pensione a fine febbraio. È stato un passaggio quasi naturale, data la conoscenza e l’esperienza. Non pensavamo mai più che successe tutto quello che è successo. Invece, la notte del 4 marzo 2020, il Sindaco, che era a Roma, mi chiamò e mi disse: ‘guarda che sta scoppiando qualcosa di serio e grave in un albergo di Diano’. Io andai subito e mi resi conto che in effetti c’erano stati casi positivi tra i turisti ospiti nell’albergo, 40 persone della provincia di Bergamo. Lì è stata un’esperienza nuova che non potevamo immaginare. Il vicesindaco Za Garibaldi era qui a coordinare, io ero alla struttura. L’obiettivo era portare a casa quelle persone in sicurezza. C’erano tantissimi giornalisti davanti all’albergo. C’è stata una regia ben curata e abbiamo trasferito questi ospiti nelle loro residenze in totale sicurezza. Quello è stato il passaggio in cui ho capito che era cambiato il mondo, poi il lockdown e tutto quello che è successo. Ci siamo attrezzati e abbiamo lavorato sodo. Abbiamo passato anche momenti difficili, ma li abbiamo superati.

Chiudere un paese così in pochi giorni ha avuto tante conseguenze. Una è stata la presenza di persone che improvvisamente si sono trovate in difficoltà economiche. Abbiamo attrezzato un centro di distribuzione alimentare e di vestiario con l’amministrazione e alcuni volontari. Devo ricordare Liana Bracco che abbiamo perso proprio per questa malattia, lei è stata una delle prime volontarie”.

Da domani cosa farà?

“Ho dato la disponibilità all’ANVUP (Associazione Nazionale Vigili Urbani In Pensione) di Roma, sono il referente ligure. Mi impegno a mantenererapporti tra il personale in servizio e il personale a riposo. Mi è stata offerta questa possibilità e ho detto di sì. Mi impegno a fare il pensionato con l’associazione.

Alle nuove leve dico di iniziare questo lavoro non con i paraocchi, ma di guardare le persone, l’ho detto anche ai miei colleghi. Qui lascio una squadra ben strutturata, affiatata, sono tutti professionisti.

Al futuro comandante auguro buona strada. Si rimane sempre vigili nel cuore, è la nostra frase”.

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