Percepivano il reddito di cittadinanza senza averne diritto: sei persone denunciate dai Carabinieri

Cronaca

I sei denunciati vanno ad aggiungersi alle più di cento posizioni irregolari finora emerse dagli approfondimenti svolti dall’inizio dell’anno.

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I Carabinieri proseguono gli accertamenti sui percettori di reddito di cittadinanza. Recentemente le Stazione di Ospedaletti e Vallecrosia, coordinate dalla Compagnia Carabinieri di Bordighera, hanno denunciato sei persone alla Procura della Repubblica di Imperia.

Indebita percezione del reddito di cittadinanza: sei persone denunciate dai carabinieri

Si tratta di sei stranieri ai quali mancava il requisito della residenza stabile sul territorio nazionale da almeno dieci anni. Contestualmente, sono state avviate le procedure per il recupero delle somme indebitamente percepite, che ammontano a circa 24.000 Euro.

Tutte le articolazioni del Comando Provinciale hanno da tempo avviato accertamenti in materia in collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro, che vengono condotti anche nel caso di arresto in flagranza, esecuzione di misure cautelari o di provvedimenti di carcerazione.

Il delitto di cui all’art. 7 del D.L. n. 4/2019, conv. con modificazioni nella L. n. 26/2019, risulta integrato in caso di false indicazioni od omissioni di informazioni dovute, anche parziali, dei dati di fatto riportati nell’autodichiarazione finalizzata all’ottenimento del reddito di cittadinanza, a prescindere dall’effettiva sussistenza delle condizioni per accedere al beneficio. Nello specifico la norma citata al comma

1 prevede che «salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di ottenere indebitamente il beneficio di cui all’art. 3, rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni»; al comma 2, si legge invece che «l’omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio entro i termini di cui all’art. 3, comma 8, ultimo periodo, commi 9 e 11, è punita con la reclusione da uno a tre anni».

I sei denunciati vanno ad aggiungersi alle più di cento posizioni irregolari finora emerse dagli approfondimenti svolti dall’inizio dell’anno.

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