Imperia: maxi inchiesta su certificati falsi per patenti e porto d’armi. Chiesto il processo per 13 imputati, tra cui due medici

Giudiziaria Imperia

Si terrà oggi, 10 novembre, in Tribunale a Imperia, la prima udienza preliminare per i medici Francesco Mastroianni e Leodino Guadagno, accusati di falso ideologico per alcune irregolarità nella compilazione di certificati per il rilascio/rinnovo delle patenti e del porto d’armi.

Imperia: certificati falsi, Pm chiede processo per due medici e altri 11 imputati

L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza nel maggio del 2016, aveva coinvolto19 autoscuole/agenzie di pratiche auto. Obiettivo far luce sulle procedure di effettuazione delle previste visite mediche prodromiche al rilascio/rinnovo delle patenti e del porto d’armi.

A distanza di oltre cinque anni il Pubblico Ministero Luca Scorza Azzarà, che ha ereditato il fascicolo dal Pm Alessandro Bogliolo, nel frattempo trasferito a Genova, ha chiesto il rinvio a giudizio nei mesi scorsi e questa mattina è stata fissata la prima udienza preliminare.

Mastroianni, difeso dall’avvocato Carlo Fossati, e Guadagno, difeso dall’avvocato Marco Bosio, sono accusati di falso ideologico per circa quindici certificati, 6 a uso caccia, i restanti per il rilascio/rinnovo della patente.

Nel dettaglio, secondo l’accusa, per quanto riguarda i certificati a uso caccia la Procura contesta che siano stati compilati da Mastroianni, non più abilitato, su moduli già firmati da Guadagno, mentre per quel che concerne i certificati per il rinnovo della patente gli inquirenti contestano che siano stati rilasciati senza effettuare le prescritte visite mediche, il tutto con la collaborazione dei titolari delle autoscuole e e delle agenzie di pratiche auto.

Il Pubblico Ministero, nell’ambito dell’inchiesta, ha chiesto il rinvio a giudizio anche per altri 11 imputati: Luigi Garibbo, Davide Campagna, Vincenzo Zinghini, Rita Vio e Dario Esposito, tutti titolari di autoscuole e agenzie di pratiche auto, e Rinaldo Oliva, Giovanni Emilio Rovea, Raffaele Degola, Maurizio Russo, Filippo Ramoino e Antononino Milana quali beneficiari dei certificati falsi.