Imperia: la metà dei ricoverati nel reparto Covid Alta Intensità di Sanremo è vaccinata. Si tratta soprattutto di persone anziane/I dati

Coronavirus

Nelle ultime ore sono purtroppo decedute due persone anziane non vaccinate, mentre altre tre persone sono ricoverate in Terapia Intensiva

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Ieri mattina nel reparto Covid Alta Intensità dell’ospedale di Sanremo c’erano 20 ricoverati, di cui 12 vaccinati, vale a dire oltre il 50%.

L’Asl imperiese, alla quale abbiamo chiesto conferme, ha spiegato che nelle ultime ore il numero dei ricoverati nel reparto sanremese è salito  24 e che si può considerare una sostanziale parità fra vaccinati e non vaccinati (50%). Sempre l’Asl evidenzia che si tratta per lo più di persone anziane e che, nel caso dei vaccinati (con una o più dosi di vaccino), si tratta di persone che soffrono anche di altre patologie. Tutti i ricoverati hanno più di 50 anni.

Nelle ultime ore sono purtroppo decedute due persone anziane non vaccinate, mentre altre tre persone sono ricoverate in Terapia Intensiva

I dati non possono che destare una certa preoccupazione. Fondamentale, dunque, il rispetto delle distanze, all’uso delle mascherine e alle norme di igiene, per cercare di contrastare concretamente la diffusione del virus.

Per la prima volta da inizio pandemia, nel bollettino di sorveglianza Iss (Istituto Superiore di Sanità) del 24 novembre il maggior numero di contagi Covid si è registrato in chi aveva completa copertura vaccinale.

“Negli ultimi 30 giorni – si legge – sono stati notificati 61.908 casi (37,7%) fra i non vaccinati, 4.260 casi (2.6%) fra i vaccinati con ciclo incompleto, 81.740 casi (49,7%) fra i vaccinati con ciclo completo entro sei mesi, 15.519 (9,4%) fra i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi e 969 casi (0,6%) fra i vaccinati con ciclo completo con dose aggiuntiva/booster. Il 49,1% delle ospedalizzazioni, il 64,2% dei ricoveri in terapia intensiva e il 44% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino.

Un dato, quello dei contagi, che l’ISS spiega così: “Si evidenzia che, nel momento in cui le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura, si verifica il cosiddetto “effetto paradosso” per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile, se non maggiore, tra vaccinati e non vaccinati, per via della progressiva diminuzione nel numero di questi ultimi”.

Il vaccino, dunque, non basta, come per altro più volte spiegato dagli organi competenti. Ora più che mai, tutti, vaccinati e non, devono innanzitutto rispettare le regole, che fin dall’inizio della pandemia ci hanno tutelato: mascherina nei luoghi chiusi, igienizzazione delle mani, mantenimento della distanza di sicurezza di almeno un metro e evitare assembramenti, soprattutto da parte dei giovani.

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