Imperia: omicidio Rocchetta Nervina. Difesa chiede riconoscimento seminfermità Sartori. “Fu il gesto di pietà di una mente malata”

Giudiziaria Imperia

Questo pomeriggio, in Tribunale a Imperia, dopo la richiesta di condanna a 20 anni di carcere da parte del Pubblico Ministero Antonella Politi, la difesa, rappresentata dall’avvocato Roberta Rosso, ha chiesto il riconoscimento della seminfermità mentale, contestando le aggravanti, per Fulvio Sartori, accusato di omicidio volontario e animalicidio per aver ucciso la moglie, Tina Boero, e la cagnolina Luna, sgozzandole nella notte dello scorso 19 aprile 2021 nella propria abitazione di Rocchetta Nervina, nell’entroterra di Imperia.

Omicidio Rocchetta Nervina: parla l’avvocato difensore Roberta Rosso

L’accusa ha valutato i fatti sulla scorta della relazione psichiatrica, su come l’imputato si è presentato ai periti in sede di incidente probatorio. Invece la difesa ha cercato di valutare e sottolineare il comportamento dell’imputato nell’arco di una vita e le ragioni che lo hanno portato a questo tragico gesto.

Secondo l’accusa non sarebbe un gesto di pietà nei confronti della moglie e del cane. Secondo la difesa, invece, sarebbe proprio un gesto di pietà, nei confronti della moglie, che Sartori pensava malato, e nei confronti del cane, che sarebbe rimasto senza padroni.

“Si, un gesto di pietà dettato dalla disperazione e dal timore di non poter continuare ad assistere la moglie come necessitava.

Ritiene possa essere riconosciuta l’infermità mentale di Sartori?

“Il vizio parziale di mente è stato attestato e dichiarato dai periti. È stato riconosciuto dai periti.

I periti parlano di un vizio parziale di mente tale da scemare grandemente la capacità di intendere e di volere. Io non sono un medico e mi attengo alle valutazioni dei medici. Tra l’altro periti sono concordi su questa conclusione”.

Perché Sartori era convinto che la moglie stesse male?

“Come hanno confermato i testi e il medico curante, la moglie lamentava continuamente un malessere. La moglie si sentiva male. Lamentava continuamente malesseri e disturbi.

Il medico curante diceva che non ci sono riscontri, ma comunque questa condizione c’era. Sartori si occupava della moglie quotidianamente ed esclusivamente”.

Secondo il PM, Sartori odiava la moglie e il cane.

“Questa è una ricostruzione del PM, non so su che base sia giunto a questa considerazione. A noi non risulta”.