Imperia: Museo Navale, Flavio Serafini bacchetta sindaco Scajola. “Non è vero che è finito, si presenta ancora incompleto. Le parole lasciano il tempo che trovano”

Attualità Imperia

“Giovedì 8 settembre in occasione della cerimonia di apertura delle Vele d’Epoca, il Sindaco Scajola ha esordito con una dichiarazione non veritiera. Riferendosi alla situazione lavori in atto, ha dichiarato…” ora che il Museo Navale è finitoPurtroppo non è così – Lo afferma in una nota Falvio Serafini, ideatore e creatore del Museo che aveva sede in piazza Duomo.

Museo Navale Imperia: l’intervento di Flavio Serafini

“Il Sindaco ha dimenticato il sopralluogo nelle sale del Museo effettuato col sottoscritto due settimane prima. Ha dimenticato tutte le pareti spoglie e private delle quadrerie, peraltro stigmatizzate dallo stesso Scajola e la nuova area di ponente tutta da riallestire per vetrine e reperti fuori contesto o didascalie errate.

Occorrerà ancora un anno di lavoro ed il coinvolgimento indispensabile della Associazione Amici del Museo Navale per aggiornare un percorso museologico e museografico anche a seguito delle numerose lettere/mail di protesta pervenute negli ultimi tempi all’Amministrazione da ogni dove.

Una più attenta e razionale, oltrechè collegiale sistemazione degli allestimenti avrebbe impedito ulteriori perdite di tempo per un progetto che non vede la fine dal 2002 ed il danneggiamento di vari reperti vincolati e protetti dal C.P. Un aspetto particolarmente critico riguarda l’illuminotecnica originariamente mal concepita e segnalata in passato per la presenza di numerosi angoli e zone buie che impediscono la visibilità ed il godimento delle esposizioni.

Infine la vecchia sede museale conserva ancora cimeli significativi, tra i quali, la polena, i modelli navali di grandi dimensioni e la targa storica con la “mission” del Museo. Nel Deposito alcune Sezioni, strettamente legate alla storia di Imperia, sono sempre in attesa di una esposizione e valorizzazione in un Museo che tuttora si presenta ancora incompleto. Morale: le parole lasciano il tempo che trovano, servono i fatti”.