18 Aprile 2024 15:42

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18 Aprile 2024 15:42

Porto di Imperia: Cassazione nega risarcimento a Gotti Lega, ex manager Acquamare. “Si adoperò per ostacolare Commissione di Vigilanza”

In breve: Dopo Francesco Bellavista Caltagirone, la Cassazione ha negato il risarcimento danni per ingiusta detenzione, confermando il giudizio della Corte d'Appello, a un altro dirigente del gruppo Acquamarcia, Andrea Gotti Lega.

Dopo Francesco Bellavista Caltagirone, la Cassazione ha negato il risarcimento danni per ingiusta detenzione, confermando il giudizio della Corte d’Appello, a un altro dirigente del gruppo Acquamarcia, Andrea Gotti Lega (nel frattempo deceduto) arrestato con l’accusa di truffa aggravata nell’ambito dell’inchiesta sulla costruzione del porto turistico di Imperia nel marzo del 2012 e poi assolto nel successivo processo, a Torino. Una sentenza, l’ennesima, che certifica la gestione tutt’altro che trasparente dell’operazione porto turistico

Imperia: porto turistico, Cassazione nega ricorso a Gotti Lega

La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dai familiari di Gotti Lega, motivando la decisione con il comportamento adottabto dall’allora dirigente dell’Acquamare, società del gruppo Acquamarcia, partecipata al 33% della Porto Imperia Spa, considerato tale da trarre in inganno gli organi inquirenti, in particolar modo per quel che riguarda il rapporto con la Commissione di Vigilanza e Collaudo (presieduta da Roberto Boni e di cui facave parte anche Pierre Marie Lunghi, dirigente del settore Porti del Comune di Imperia).

“La conbdotta – scrivono i giudici – pur non integrando gli estremi del reato, in presenza dell’errore dell’autorità procedente concretizzatosi nell’adottata misura cautelare, è stata tale da concorrere ad ingenerale la falsa apparenza della configurabilità dell’illecito penale.

Il riferimento è stato, in particolare, alla condotta dell’indagato tale da concorrere, con l’errore dell’autorità, a creare l’apparenza di un imponente e ingiustificato trasferimento di risorse alla società Acquamare per un valore di gran lunga superiore ai costi di costruzione, adoperandosi al fine di ostacolare l’attività della commissione di vigilanza e collaudo dell’opera, il porto turistico di Imperia, omettendo di trasmettere alla stessa la documentazione richiesta oltre che consegnandoledocumenti dal contenuto inveritiero‘ (tanto da essere considerato dal presidente della commissione alla stregua di ‘una barzelletta’).

La condotta di cui innanzi, ritenuta sinergica rispetto all’errato intervento dell’autorità ed al suo mantenimento, è stata peraltro letta in uno con elementi emergenti da una captata conversazione tra presenti intercorsa tra Gotti Lega ed altro soggetto (Carlo Conti). Nel corso della conversazione in considerazione, in particolare, il primo ha esortato il secondo a nascondere alla detta commissione circostanze al fine di evitare la richiesta, da parte della stessa commissione, di visione dei contratti sottostanti agli apporti finanziari (trattasi di circostanze inerenti ai rapporti tra la società Acquamare e ‘Porto di Imperia s.p.a.’).

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