Imperia: pandemia ed economia, le riflessioni di Rifondazione Comunista. “Siamo presenti per aiutare i più deboli. Nostra sede resta un nucleo di resistenza dalla parte degli ultimi”

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“Dall’inizio della pandemia nel 2020 sono state subito evidenti le gravissime conseguenze che il suo impatto avrebbe avuto sul lavoro e quindi sul reddito di moltissime categorie con particolare violenza nei confronti degli ultimi – Così, in una nota stampa, il Partito della Rifondazione Comunista – Federazione Provinciale di Imperia.

Imperia: l’intervento di Rifondazione Comunista

Rifondazione Comunista aveva in programma per il 5 marzo 2020 di inaugurare la sua nuova sede provinciale, mettendola da subito a disposizione dell’arcipelago informale della sinistra Imperiese, associazioni, studenti, gruppi solidali. Il primo lockdown decretato il 4 marzo 2020 ci impose, dolorosamente, di rimandare a data da destinarsi l’ evento e solertemente la Prefettura di Imperia si accertò preventivamente della nostra decisione.

Quanto valeva per Rifondazione Comunista, non valeva per Fratelli d’Italia, il cui esponente di spicco ed attuale presidente del Senato Ignazio Benito La Russa alla presenza anche di Gianni Berrino – assessore Regionale di FdI – tenne un pubblico e partecipato incontro politico a Genova il 5 marzo 2020, con totale disprezzo nei confronti del decreto di totale assoluta cancellazione di ogni evento pubblico.

Quel 5 marzo Rifondazione Comunista non si presentò alla città come previsto, ma nei mesi successivi fu chiamata in causa dal prolungarsi della pandemia per cercare di mitigare gli effetti più gravi dei lockdown: raccolta, immagazzinamento e distribuzione di generi alimentari e non ai sempre più bisognosi.

Contavamo di poter smettere presto, ma la situazione si aggravò specie con la gestione della pandemia da parte del “governo dei migliori” con Draghi, cioè la Banca Europea ed i poteri forti a impedire ogni pur timido tentativo di intervenire a favore delle fasce più deboli e lo storno sempre più evidente dei significativi fondi del PNRR dalla Società alle Imprese, dal Pubblico al Privato, sotto la regia di confindustria.

Da allora Rifondazione ha continuativamente e puntualmente messo a disposizione oltre alla sua sede Provinciale – la “Casa del Popolo” in via del Collegio 3 ad Oneglia –, anche i suoi iscritti, sempre presenti sia nelle operazioni di raccolta presso i supermercati, sia nella distribuzione, sia nella tenuta in decoro dello spazio stesso.

Oggi la sede di Rifondazione continua a essere luogo privilegiato di solidarietà Politica e con le altre nobili realtà di Imperia, come il Teatro dell’ attrito, l’ Arci Camalli, la Talpa e l’ Orologio, è cuore pulsante della “Brigata Girasole”, dal nome di battaglia del compianto Partigiano Carlo Trucco.

Giova ricordare che questo spazio è eredità di una cultura Comunista che, nonostante i limiti che solo la storiografia onesta e non il revisionismo storico può fare emergere, ha dato all’ Italia appena uscita dal nazifascismo, gli strumenti essenziali di rilancio di una scelta di Democrazia che – come perfettamente compreso dai costituenti e quindi scolpito nella Costituzione – non può esistere se si delega la Politica all’ Economia.

La nostra sede resta un nucleo di resistenza dalla parte degli ultimi che tutti dobbiamo valorizzare e riconoscere, tanto più in questo vorticoso passaggio dalle conseguenze della gestione pandemica – peraltro non conclusa come perfettamente prevedibile – alla guerra Nato-Russia che si perpetra in Ucraina ed alle sue terribili conseguenze non inevitabili a carico del nostro Paese e delle sue comunità più deboli.

Anche oggi, lunedì 12 dicembre anniversario tragico dello stragismo fascista, Rifondazione sarà presente per aiutare i più deboli, sostituendosi alla latitanza di uno Stato che con le sue scelte quelle povertà determina”.