Pieve di Teco: la valle Arroscia perde la Guardia Medica, l’amarezza del Comune di Rezzo. “Fatto gravissimo, si tace sulla salute e il diritto alle cure”

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“La scorsa settimana è spuntata una notizia che riteniamo di importanza cruciale e che sembra, tuttavia, essere passata un po’ in sordina. Eppure i motivi per averla ben presente davanti agli occhi ci sono tutti – Queste le parole indignate dell’amministrazione comunale di Rezzo, piccolo comune della provincia di Imperia, in merito alla decisone di Asl1 di sospendere il servizio di Guardia Medica in Vale Arroscia.

Il servizio aveva sede nella casa di riposo Borelli a Pieve di Teco e secondo i dati di Asl effettuava una media di  un intervento ogni due notti , contro la media di almeno sei interventi a notte che si registra nei presidi di ImperiaCervoArma di TaggiaSanremo e Ventimiglia.

Pieve di Teco: addio alla Guardia Medica, l’indignazione di Rezzo

“Si fa un gran parlare di entroterra, di presidio del territorio, di combattere l’abbandono, di favorire l’insediamento e la permanenza di una popolazione giovane. Tutto bellissimo. Ma in questa utopia a lenti rosa qualcosa non quadra: vogliamo parlare delle possibilità che si offrono ai giovani? Di strutture che possano favorire la loro socialità? Ovvio che, con le scuole e le opportunità di lavoro così distanti, i trasporti pubblici con carenze imbarazzanti e tutto quello che ne consegue, i ragazzi, i giovani, siano costretti a spostarsi verso la costa.

E quindi, in questo meraviglioso entroterra così perfetto da vivere – e pur con le sue pecche è vero, è meraviglioso, solo grazie a coloro che ci vivono, fanno i salti mortali e combattono ogni giorno affinché non arretri di un centimetro – questo entroterra che attira, suo malgrado, turisti e cittadini da ogni parte del mondo, a chi resta? Alle persone non più negli -enta, per la maggior parte.

Si potrebbe stimare che circa il 70% della popolazione della Valle Arroscia abbia superato i sessanta.

Ma non serve essere così saggi per ricordarsi di un ospedale, svanito come una bolla di sapone, di un pronto soccorso – ancor grazie che c’era ma a un certo punto è stato tagliato via – poi di un servizio di Guardia Medica, almeno.
Adesso, ecco, pare che i numeri non bastino. E ci tolgono anche questo.

C’è da essere grati a chi ancora presidia il territorio, nonostante le difficoltà siano a volte quasi insormontabili: Croce Bianca, Croce Rossa, il neonato e grande distretto del Soccorso Alpino. Tutti bravissimi. Qui da noi fanno cose straordinarie, considerando le condizioni in cui spesso devono operare. Lodevole missione, la loro, ma non possono sostituire un servizio e un diritto essenziale e inalienabile dei cittadini. i Lea parlano chiaro. Anzi, chiarissimo.

Come dovremmo sentirci, tutti, sapendo di avere più di due terzi della popolazione in una fascia di età abbastanza fragile? Su cosa possono contare le persone in caso di bisogno?

È ragionevole ritenere che chiunque di noi abbia o abbia avuto bisogno, almeno una volta, di un medico. Chi non lo è stato è più che fortunato, oggi un caso più unico che raro.

Ebbene, la notizia quasi passa in sordina e, cosa gravissima, in Valle si percepiscono dei distinguo sulla necessità di provare a fare qualcosa.

E allora è legittimo che i cittadini del Comune di Rezzo sappiano che questa linea non è la nostra. Che è doveroso non subire ma fare il possibile.

Con la speranza che questo post, letto e condiviso, possa informare coloro che non sanno cosa sta accadendo e risvegliare le omertose coscienze di chi tace sul primo bene di una persona: LA SALUTE E IL DIRITTO ALLE CURE.
Grazie”.