22 Giugno 2024 11:10

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22 Giugno 2024 11:10

Imperia: duro affondo di Sinistra Italiana sulla nomina di Claudio Scajola a commissario dell’Ato idrico. “Un tris che per città e provincia non è di assi, ma di due”

In breve: Raffica di critiche anche sulla ciclabile imperiese e sull'assenza di progetti per rilanciare l'economia

Duro affondo di Sinistra Italiana Sinistra in Comune di Imperia, che, in una nota, critica pesantemente la nomina di Claudio Scajola, presidente della Provincia e sindaco di Imperia, quale nuovo Commissario ad acta dell’Ato idrico imperiese, con Decreto firmato dal presidente della Regione Giovanni Toti.

Raffica di critiche anche sulla ciclabile imperiese e sull’assenza di progetti per rilanciare l’economia

Scrive Sinistra Italiana Sinistra in Comune: “Nel gioco d’azzardo della politica imperiese, con la nomina di Scajola a commissario per l’Ato idrico, qualcuno pensa di aver calato un tris vincente.

Ad analizzare con più attenzione la parabola amministrativa di Claudio “l’acchiappa tutto” nei sui multipli impegni istituzionali, si coglie invece che al moltiplicarsi dei suoi ruoli segue il moltiplicarsi delle debolezze nelle sue scelte.

Nella sventagliata di opere pubbliche annunciate per la città, messe in cantiere da un’Amministrazione tanto vorace di finanziamenti pubblici quanto maldestra e poco razionale nelle scelte, emerge l’assenza di progetti utili a rilanciare l’economia o sopperire ai deficit dei servizi pubblici cittadini.

Con i milioni di euro che Claudio “l’acchiappa tutto” è riuscito ad ottenere per realizzare la navetta senza autista e senza senso (risorse che considera e usa come fossero una vincita di una lotteria e non soldi pubblici), Scajola riuscirà a compromettere la funzionalità della ciclabile esattamente come ha già fatto con la viabilità “grazie” alla rampa del sottopasso di via Argine sinistro.

Per l’ottusa ostinazione a mantenere due file di parcheggi nel tratto di strada verso l’Incompiuta, oltre la Rabina, sta realizzando un’oscena terrazza a sbalzo che incomberà sulle spiagge della Galeazza e che poggerà su un muraglione sul quale sarebbe invece molto urgente intervenire per una manutenzione straordinaria.

Nella città delle mille ore di sole l’anno e con un clima mite per quasi dieci mesi l’anno, Scajola ha pensato bene di realizzare una corsia di pista coperta per gli allenamenti di atletica, adiacente al campo di atletica del Prino.

Ma è nel ruolo politico di presidente della Provincia che il peso delle carte di Scajola si rivela, se possibile, più scarso.

Non si trova traccia di un suo intervento sullo smantellamento del sistema socio sanitario locale che, con l’attuale progetto dell’ospedale unico, invece che invertirsi si aggraverebbe.

Non ha speso una parola per contrastare la chiusura del punto nascite di Imperia, che pensa di “risolvere”, spalleggiato dall’ “Attila della sanità” Giovanni Toti, proponendo di mantenere la sigla cittadina E290 nel codice fiscale dei nati imperiesi a Sanremo, come a voler appioppare loro a vita il marchio di contafrottole (sono nato a Imperia ma…).

Eccezion fatta per tante opere inutili, non ha saputo scovare alcun finanziamento per risolvere o alleviare la condizione disastrosa del servizio di trasporto pubblico locale su gomma o avanzato alcuna richiesta di potenziamento di quello ferroviario.

Non ha ritenuto necessario fare alcuna riflessione critica sulle vicende giudiziarie che hanno coinvolto Luigino Dellerba, figura a lui sempre vicina e centrale negli equilibri(smi) politici su cui sono state costruite le maggioranze in Provincia.

Non un giudizio sull’indagine, non meno grave, che ha coinvolto e portato alla decadenza l’ex commissario dell’Ato idrico Gaia Checcucci, figura questa che ha di fatto imposto l’ingresso dei privati in Rivieracqua con il suo supporto di Presidente/Sindaco e contro il volere di molti sindaci e consigli comunali della provincia.

L’unico sussulto “giustizialista” è stato l’annuncio della querela contro chi si è permesso di criticare il fatto che la ditta di pulizie di un suo consigliere comunale di maggioranza sia aggiudicataria di appalti in enti o società pubbliche in cui Scajola governa (che in un caso è pure oggetto di indagine della magistratura).

Ora che Scajola è diventato commissario dell’Ato idrico, a qualcuno potrebbe venire in sogno l’incubo dell’ingresso in Rivieracqua di Caltagirone con in dote il progetto dell’acquedotto più bello del Mediterraneo.

Anche senza scomodare angosce dell’inconscio, è comunque razionalmente legittimo temere che una volta girato, il tris di Scajola si riveli essere per la nostra provincia e la nostra città, non di assi ma di due.

Ribaltando il detto di Andreotti, uno dei componenti del pantheon di Scajola, che lui stesso ha citato per giustificare la scelta della querela, il potere logora chi ne ha troppo”.

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