25 Giugno 2024 01:18

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25 Giugno 2024 01:18

Elezioni Imperia: Laura Amoretti candidato Sindaco, nel Pd volano gli stracci. “Scelta che favorisce Scajola”/Foto e Video

In breve: Conferenza stampa di Domenico Abbo, Antonio De Bonis e Riccardo Giordano. Duri attacchi al partito. "Ricucire? Questo dipende dal partito, c'è un segretario cittadino che in quattro mesi non è riuscito a trovare una soluzione".

Volano gli stracci in casa Partito Democratico, a Imperia, dopo la decisione di una parte del partito (8 membri su 24 del direttivo cittadino) di designare quale candidato Sindaco Laura Amoretti, proposta dal Psi, consigliere di parità della Regione Liguria. Questo pomeriggio Domenico Abbo, consigliere provinciale, ex Presidente della Provincia, che aveva dato la propria disponiblità a candidarsi Sindaco a capo di una coalizione unitaria di centrosinistra, Antonio De Bonis, ex assessore e ex segretario cittadino, e Riccardo Giordano, ex consigliere provinciale e ex presidente di Rt, hanno convocato una conferenza stampa per esprimere tutto il proprio dissenso verso le decisioni del partito, parlando apertamente di una scelta, quella della candidatura a Sindaco di Laura Amoretti, che favorisce l’attuale Sindaco Claudio Scajola.

Elezioni Imperia: il Pd si spacca sulla candidatura di Laura Amoretti

Domenico Abbo

“Mi sembra giusto chiarire le ragioni che hanno portato all’impasse di questa situazione e a quelle che saranno le conseguenze successive che diranno altri. Per quello che mi riguarda avevo dato, quindici giorni fa, la disponibilità, e mi è stato detto che era troppo tardi. Anzi mi è stato detto che uno si deve presentare, non deve aspettare che il partito lo scelga, quando però ho dato la disponibilità mi è stato detto che era troppo tardi. Mi hanno comunque incaricato di fare un giro di consultazioni in 48 ore per verificare se ci fossero delle possibilità di far rimanere insieme questa coalizione. C’è stato sulla mia persona un riconoscimento che non c’è stato su altri candidati. Oggi siamo alla scelta irrazionale di giovedì scorso, peraltro contestata, dove abbiamo un candidato che non fa parte del partito e che non ha messo insieme una coalizione a fronte di un altro che poteva essere il sottoscritto, lasciando al netto di quello che è il curriculum, che fa parte del partito e che viceversa aveva avuto il consenso, in maniera diversa, da due parti di questa coalizione.

Questa scelta è incomprensibile e difficile da spiegare agli elettori, penso anche che sia un po’ avvantaggiare Claudio Scajola in questa vicenda, perché siamo in una situazione di debolezza, e qualche altro candidato sindaco. Ricucire? Questo dipende dal partito, c’è un segretario cittadino che in quattro mesi non è riuscito a trovare una soluzione mentre il sottoscritto in 48 ore era riuscito a cucire qualcosa di positivo.

C’è un segretario provinciale che si occupa di queste vicende e i risultati di tutta questa attività sono sotto gli occhi di tutti. Poi in politica mai dire mai, io auspico che ci sia una ricucitura perché se andiamo avanti di questo passo arriveremo al 28 maggio in una situazione di debolezza e non chiarezza nei confronti del nostro elettorato che già soffre, già diminuito nel tempo, andiamo a vedere quello che è successo nel 2013 e nel 2018, oggi siamo sempre meno e una ragione ci sarà. Il gruppo dirigente storico di questo partito che ha sempre optato in questo senso è bene che si faccia questa domanda”.

Antonio De Bonis

“Cosa è successo? Mentre è stato dato mandato a Domenico Abbo di verificare se riusciva a mettere insieme tutto il centrosinistra, c’era una raccolta di firme a favore della candidata Laura Amoretti, con la quale non abbiamo niente di personale, e un’accelerazione con la convocazione che è arrivata sabato mattina per giovedì di un direttivo per decidere chi era il candidato. Quello che è incredibile è il fatto che questo direttivo, uscito da un congresso unitario, è composto da 24 persone e di queste 24 persone 3 sono morte, 5 non sono più iscritte al partito, 1 è stato trasferito.

Con tutto il rispetto delle bocciofile, nemmeno nelle bocciofile i 15 reduci del partito potevano rappresentare quel numero che contava per dare la legittimità. In 8 hanno votato una scelta che spacca in due il partito. Noi faremo ricorso in tutte le sedei, provinciale, nelle commissioni di garanzia, regionali e nazionali.

Riteniamo che Domenico Abbo debba ancora lavorare per ricompattare questo centrosinistra perchè con le aperture che avete visto ci sono ancora le condizioni per farlo. Se mi chiedete perchè il vecchio gruppo dirigente ha voluto forzare e decidere nel momento in cui si stava aprendo la strada, dovete chiederlo a loro, io vi posso dire le conseguenze. Le conseguenze sono che questa operazione favorisce Scajola. Nel momento in cui il centrodestra è spaccato, ci sarà un’altra candidatura di destra, questa soluzione spacca in tre il centrosinistra, non dà nessuna possibilità di andare al ballottaggio e probabilmente potrebbe essere questa la ragione per cui una parte del PD pensa di votare Scajola al balottaggio. Questa è una mia valutazione, la ragione ve la devono dire loro sul perchè hanno fatto questa accelerazione.

Noi riteniamo che Abbo possa ancora oggi mettere insieme il centrosinistra, e ci sono ancora i tempi per farlo, e per creare le condizioni per giocarci questa partita. È stato 20 anni sindaco di Lucinasco, ha fatto il presidente della Provincia, è un professionista di Impera, commercialista riconosciuto e ben visto. Non si capisce perchè dovremmo nominare una persona che raccoglie il consenso dei reduci del PSI, perchè ci hanno detto che non sanno se sono in grado di fare la lista e che volevano venire in lista con noi, spaccando il Partito Democratico, rispetto a un candidato che noi abbiamo e che sta raccogliendo largo consenso nel centrosinistra.

Progettato da Scajola? Le domande perchè è stata fatta questa accelerazione dovete chiederle a loro. Io faccio una valutazione politica. Di fatto questa operazione spacca in tre il centrosinistra senza dargli nessuna possibilità di andare al ballottaggio”.

Riccardo Giordano

“Ricorreremo in tutte le sedi possibili sia quelle interne al partito, previste dallo statuto, che quelle esterne. Non fosse altro per bloccare questa operazione che è stata forzata, non si capisce perché è stata forzata, non si capisce perché tutta questa fretta. Una decisione come questa, assunta da 8 persone senza che ci sia stata una discussione all’interno della base degli iscritti, deve essere bloccata e rimessa la palla in mano agli iscritti, degli elettori e dei simpatizzanti del centrosinistra, coinvolgerli nella discussione e alla fine ne accetteremo l’esito. A me è sembrato un blitz , le cui ragioni faccio fatica a capire, a pensare male, come diceva qualcuno si fa peccato, ma spesso ci si indovina. Auspichiamo che ci sia l’occasione per riprendere in mano la discussione e alla fine sono convinto che nessuno potrà mettere sul campo una candidatura che ha i requisiti di professionalità, di capacità e di storia come quella di DomenicoAbbo che ha dimostrato, mi pare negli ultimi giorni, di avere consenso nelle altre componenti del centrosinistra, salvo forse i socialisti. Abbo sarebbe in grado di mettere insieme una coalizione che avrebbe delle risorse per raggiungere un risultato elettorale molto importante.

Mi interessa che ci sia un taglio netto rispetto al passato e a quello che non siamo riusciti a fare all’interno del consiglio comunale. Degli atti e dei fatti posti in essere da chi c’era in quel momento dovranno rispondere loro sicuramente. Era il momento per dare un taglio netto all’atteggiamento che abbiamo avuto negli ultimi cinque anni, mi pare che l’andazzo ci porti sostanzialmente a recitare la parte dei comprimari ma neanche di quelli importanti, quelli che arrivano ai titoli di coda”.

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