26 Febbraio 2024 11:58

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26 Febbraio 2024 11:58

Imperia: “Un passato da uomo”, il nuovo brano di Eugenio Ripepi. “Una tematica sociale che ho affrontato con una nuova forma musicale”/ Video

In breve: Il brano racconta la struggente storia di un ragazzo di 13 anni costretto a vivere per strada, ai margini della società

“Tutto nasce da un lungometraggio su una tematica sociale che mi ha dato l’ispirazione per una nuova canzone”. Queste le parole di Eugenio Ripepi, attore, regista, scrittore, cantautore, direttore artistico, per descrivere il suo nuovo brano intitolato “Un passato da uomo”, un ritorno all’impegno sociale del cantautore dopo la parentesi spensierata punk-rock del suo ultimo lavoro “Paura di vivere”.

Il brano racconta la struggente storia di un ragazzo di 13 anni costretto a vivere per strada, ai margini della società. Si sente diverso dagli altri coetanei e condivide le difficoltà, la solitudine e la sofferenza di chi non ha una casa e deve lottare per la sopravvivenza ogni giorno. Nonostante le tematiche affrontate, la canzone inizia lentamente, poi grazie a un crescendo emotivo musicale, culmina in un finale allegro e potente con accenti punk rock. Questi ultimi rappresentano la svolta positiva nella vita del protagonista, che trova finalmente un po’ di speranza e di felicità grazie all’adozione da parte della famiglia che lo ha accolto.

Insieme a Eugenio Ripepi, autore di musica e testi, hanno collaborato Simone Mazzone (chitarra), Mauro Vero (chitarra), Lorenzo Lajolo (basso), Folkert Beukers (batteria). Il brano è stato inciso e mixato da Alessio Senis e Andy Senis presso Rosenhouse Recording Studio – Industrie Musicali di Vallecrosia ed è stato masterizzato presso Ithil World Studio di Imperia dal sound engineer Giovanni Nebbia.

Online anche il videoclip, il cui soggetto la sceneggiatura sono state scritte dallo stesso Eugenio Ripepi e diretto da Sandro Bozzolo ed è stato presentato al Cinema Centrale di Imperia in anteprima, insieme al lungometraggio “Frontiera 2053”, per le alunne e gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Pieve di Teco-Pontedassio e della Scuola Forestale di Ormea. Il videoclip ha come protagonisti Maicol Cepollini e Aya Madoium, due degli studenti che figurano nel lungometraggio “Frontiera 2053” per il quale il cantautore ha svolto il ruolo di coach acting e ha guidato gli studenti nelle fasi di scrittura e realizzazione delle scene, creando così una connessione organica tra le due produzioni.

Imperia: “Un passato da uomo”, il nuovo brano di Eugenio Ripepi

Com’è nato “Un passato da uomo”?

“È stato un percorso molto interessante. Siamo partiti da un progetto per realizzare un film diretto da Sandro Bozzolo. Io mi sono occupato del coach acting, lavorando con un gruppo di alunni dell’Istituto Comprensivo di Pieve di Teco e Pontedassio.

Il lungometraggio che ne è uscito, Frontiera 2053, è molto bello ed è stato girato in una serie di location nell’entroterra, con una serie di attori che mi hanno particolarmente colpito, avendoli anche scelti insieme ai coordinatori della scuola, insieme al professore Michele Beltramo, che era il coordinatore dei ragazzi in questo progetto.

Così ho ‘rubato’ le location dell’entroterra e i due protagonisti del film, i giovanissimi Maicol Cepollini e Aya Madoium, e ho chiesto loro di cimentarsi in un esercizio molto difficile, cioè recitare in un videoclip, quindi recitare solo con la mimica, far capire le emozioni senza bisogno della parola.

Sono stati straordinari e la regia di Sandro Bozzolo del videoclip è magistrale. Lui è riuscito a cogliere proprio l’aspetto emotivo dei bambini, come ha fatto nel film, così ha fatto nel videoclip di ‘Un passato da uomo'”.

Le caratteristiche del brano?

“‘Un passato da uomo’ è il nuovo brano che è il frutto degli arrangiamenti di test musica miei e dei miei musicisti. Io collaboro con Simone Mazzone, Mauro Vero alla chitarra, Lorenzo Lajolo al basso Folkert Beukers alla batteria. È grazie a loro, grazie a questo gruppo di amici, che stiamo procedendo su questo itinerario.

La canzone è una canzone un po’ meno punk della precedente, ma ha degli accenti punk rock sul finale, laddove cambia la storia. È maturata da tutto ciò che viene da prima, nella mia dimensione cantautorale, quindi un impegno sociale che aveva una forma canzone diversa.

In questo momento in cui la nuova energia rock ha pervaso i miei pezzi, ho voluto ripercorre tutta una serie di tematiche che mi erano sempre state proprie. In particolare si parla di un ragazzino che non ha avuto un passato da bimbo e che vive per strada. Riuscire a parlare di questa tematica attraverso questa nuova forma musicale, per me è particolarmente stimolante.

Io dico sempre questo, la musica per me è un cavallo di Troia sostanzialmente che mi permette di veicolare dei concetti, concentrandomi sulla ricerca testuale.

Quando la vita di questo bambino cambia, cambia anche la forma musicale. Alla fine del pezzo scopriamo che il bambino riesce a salvarsi grazie all’aiuto di una ragazzina che lo salva, riesce a essere adottato da una famiglia e può andare a scuola.

Lui guardava da fuori gli altri ragazzi che entravano a scuola. Questa è stata la molla che mi ha fatto scattare l’ispirazione.

Per molti bambini la scuola è vista come un obbligo e un impegno. Però, cambiando prospettiva, potremmo vederla come una possibilità. Questo serve anche, secondo me, per qualificare diversamente l’apporto di ognuno nel tessuto sociale a questo tipo di impresa. Ci sono nel mondo dei ragazzini e dei giovani molti ragazzi che meritano veramente attenzione. Bisogna incanalare queste risorse, perché ci sono tanti talenti e bisogna cercare di tirarli fuori”.

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