23 Maggio 2024 13:59

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23 Maggio 2024 13:59

Imperia: Liberazione, in Provincia il ricordo dell’importante figura di Franco Antolini. “Tra gli animatori della Resistenza in Liguria”/ Foto e video

In breve: La mattinata è iniziata con la deposizione di una corona di alloro e gli onori ai caduti, per ricordare i martiri della resistenza e della deportazione della prima zona operativa, presso la lapide posta nei locali della Provincia di Imperia.

Si è svolta oggi, presso la Provincia di Imperia la conferenza organizzata dalla Sez ANED di Savona – Imperia con i patrocini della Provincia di Imperia, il Comune di Imperia, Istituto Storico della Resistenza, della CGIL di Imperia e dell’Anpi Provinciale.

La mattinata è iniziata con la deposizione di una corona di alloro e gli onori ai caduti, per ricordare i martiri della resistenza e della deportazione della prima zona operativa, presso la lapide posta nei locali della Provincia di Imperia.

L’occasione è stata quella di ricordare, nel 79° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, l’importante figura di Franco Antolini nato a Porto Maurizio (Imperia) l’11 settembre 1907, deceduto a Genova il 4 luglio 1959, economista.

Si sono susseguiti gli interventi del Presidente della Provincia di Imperia On.le Dott.re Claudio Scajola, della Prof.ssa Anna Maria Peroglio Biasa delegata ANED per la Provincia di Imperia, del Prof.re Maurizio Barbarello Vice Presidente della Sez ANED di Milano sulla figura di Franco Antoilini, del Presidente della Sez ANED di Savona -Imperia sulla deportazione politica in Liguria. È seguita la testimonianza video di Raimondo Ricci, l’intervento di Tiziano Tomatis Segretario della CGIL di Imperia e l’intervento di Adriana Antolini, figlia di Franco Antolini.

Presente anche una rappresentanza degli studenti dell’Istituto Boine con alcune letture.

Imperia: festa della Liberazione, in Provincia il ricordo dell’importante figura di Franco Antolini

Negli anni dell’Università era entrato nel movimento antifascista e, su ispirazione di Carlo Rosselli, aveva contribuito alla nascita e alla diffusione della rivista Pietre. Allorché giunse il momento del servizio militare, frequentò il corso allievi ufficiali, ma ne fu allontanato per le sue idee politiche e assegnato, per punizione, ad una “compagnia di disciplina”. La conoscenza di Rosselli lo portò, nel 1928, ad aderire al movimento “Giustizia e Libertà” ma, com’ebbe a scrivere, “una più profonda maturazione culturale e politica” lo indusse a cercare contatti con la classe operaia genovese e, dal 1935, a militare nel Partito comunista clandestino.

Negli anni della guerra di Spagna, Franco Antolini s’impegnò nell’organizzazione dell’espatrio di combattenti antifranchisti. Nel 1937, entrato col socialista Rodolfo Morandi nel “Fronte Unico Antifascista”, fu arrestato e, dopo mesi di segregazione, processato dal Tribunale speciale. I giudici fascisti non riuscirono a portare prove a suo carico e il giovane professionista fu assolto.

Dopo l’8 settembre 1943, Franco Antolini fu tra gli animatori della Resistenza in Liguria. Membro del Comando militare regionale, il 18 marzo 1944, finì nelle mani delle SS. Tre mesi di carcere e di stringenti interrogatori non bastarono a strappare ad Antolini nomi o indicazioni; così i tedeschi lo deportarono nel campo di eliminazione di Mauthausen.

Sopravvissuto e rientrato in Italia, Franco Antolini fu designato dal CLN commissario all’Ansaldo. Egli è stato anche consigliere comunale e provinciale di Genova e membro della Commissione centrale economica del PCI. Tra i suoi scritti economici, anche un Manuale del contribuente che è stato, per anni, uno dei testi più consultati. Dopo la sua morte, a Genova, gli è stata intitolata una Sezione del PCI. Una strada del capoluogo ligure porta il suo nome.

Simone Falco - presidente di Aned

“Oggi si aprono le celebrazioni del 79° anniversario della liberazione sull’intera città e sulla provincia. Lo facciamo come associazione ex deportati della sezione di Savona – Imperia, con questa conferenza dedicata a Franco Antolini che era un sindacalista, partigiano, deportato politico a Mauthausen, sopravvissuto e poi è stato anche sindacalista, studioso di economia.

Grazie al suo contributo ha dato la possibilità insieme agli altri sopravvissuti di costituire l’ANED già subito dopo la liberazione”. 

Adriana Antolini - figlia del partigiano deportato

Era stato uno dei partecipanti all’inizio, quando Aned non era ancora stata riconosciuta come un ente morale perché nel 1945 si riunivano. Era meno favorevole di altri a costituire delle cose sulla memoria, perché riteneva di andare avanti e ricostruire il paese, non che non fosse importante.

Vorrei che fosse sottolineato questo, ma mettere più l’accento sul fare altro. Fondatore di Aned non direi, però forse sì. Sono meno preparata su questo. 

Mio padre è morto che avevo 17 anni, quindi è stato deportato quando ne avevo due.  Quindi due cose importanti come traumi sono state queste. Era un uomo molto dolce e simpatico. Questo è un fatto.

Una cosa a cui teneva molto era la competenza. Questo valeva anche per gli amanti. Quello che conta nella vita è non essere un pressapochista. Le cose bisogna saperle e saperle fare.

E una cosa, forse una delle poche che dirò, quando gli chiedevo ma come facevi a stare in un posto così tremendo dove cercavano che tu morissi e basta?. Ma io sapevo perché ero lì e loro no. Questa era la forza dei deportati politici.

E questa era la cosa importante perché nel nostro paese sono stati più i deportati politici, che i deportati razziali,  che è una vergogna anche questo si intende. Ma questo ci dice che qualsiasi dittatura o sistema oppressivo prima fa fuori l’opposizione con tutte le forze che ha. Non so se sia un ricordo di mio padre, ma quello è che mi fa pensare. 

I saluti del presidente Claudio Scajola

“Lo faccio volentieri, primo per un motivo di curiosità. Io non sapevo chi era Franco Antolini e mi è stato spiegato dal Presidente, attivissimo, che incontrandomi, mi ha raccontato un poquesta storia. Mi terrò volentieri per leggermelo questa pubblicazione che oggi qui avete sul tavolo, avete consegnato.

Ho visto, seppur fugacemente, volentieri la moglie, il figlio e la nipote di questo personaggio che è nato qua che a Imperia è stato poco però è un nostro cittadino. E poi, essendo nato nel 1907, non è nato in Imperia, ma è nato a Porto Maurizio.

E siccome siamo nel centenario della storia della nostra città, è anche bello ricordare gli illustri concittadini di Porto Maurizio e di Oneglia”.

Le celebrazioni, con la deposizione di una corona d'Alloro

A cura di Alessandro Moschi

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