IMPERIA. OLTRE 150 PERSONE ALL’ INCONTRO SUI DISTURBI ALIMENTARI ORGANIZZATO DAL LEO CLUB IMPERIA E DALL’ASS. “MI NUTRO DI VITA”

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” Dobbiamo continuare a sensibilizzare sempre più persone sul tema dei disturbi alimentare e sull’ importanza ed il ruolo dell’educatore, tornare a essere guide e questo si ottiene solo con la coerenza nei fatti.”

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Imperia. Il Leo Club  di Imperia  insieme all’ Ass.” Mi nutro di vita”fondata nel 2011 con l’intento di sensibilizzare, dare sostegno e creare collaborazione, hanno organizzato un pomeriggio sul tema dei disturbi alimentari  purtroppo diffusi ad ogni livello e ad ogni età: anoressia, bulimia, obesità colpiscono bambini, adolescenti e adulti, coinvolgono sia uomini che donne, e sono presenti in ogni ogni strato sociale. Ad avere l’idea e a curare l’organizzazione del pomeriggio Rebecca Balboni.

In pochi sanno che la Liguria è la Regione con maggior  numero di casi riscontrati in Italia ma a fronte di questo esiste solo un centro a Pietra Ligure (10 posti letto)che può accogliere i soggetti che soffrono di queste patologie ma non è specializzato. Nel 2014 ha aperto a Genova un  centro diurno; i numeri delle cartelle aperte dopo neanche 12 mesi danno l’idea del bisogno reale: 800  persone si sono rivolte allo sportello a fronte dei 12 membri dello staff.

La Sala del Polivalente era gremita , più di cento persone infatti hanno partecipato a questo importante incontro. Gli interventi dei relatori sono stati alternati da spazi musicali a cura di Marina Ramaggi e sua figlia Virginia Amato.

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono complesse malattie mentali che portano, chi ne è affetto, a vivere con l’ossessione del cibo, del peso e dell’immagine corporea. 
Il peso, tuttavia, non è un marcatore clinico imprescindibile di disturbi del comportamento alimentare, perché anche persone di peso corporeo normale possono essere affette dalla patologia.

I disturbi del comportamento alimentare possono compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico ecc.) e portare a morte.

Colpiscono con più frequenza le giovani donne e tendono ad essere molto mutevoli, anche nello stesso individuo. L’età di esordio si è abbassata e non è raro ormai trovare forme di disturbi del comportamento alimentare anche tra bambini e pre-adolescenti.
Se ne distinguono quattro tipi principali:

  • anoressia nervosa
  • bulimia
  • binge eating (disturbo da alimentazione incontrollata)
  • altre forme: disturbi sottosoglia, forme ibride ed Ednos (disturbi alimentari non altrimenti specificati o disturbi del comportamento alimentare-Nas)

L’incontro si è aperto con l’ intervento della  dottoressa Laura Arpenti, Psicologa e Psicoterapeuta, esperta in psicologia giuridica e psicodiagnostica forense che ha fornito ai presenti in aula una visione di insieme del problema attraverso  la descrizione e definizione dei disturbi del comportamento alimentare.

La Dott.ssa Laura Arpenti si è soffermata anche sulla difficoltà in cui si trovano spesso i terapeuti nel “definire” ogni singolo caso. Anche da questa difficoltà è nata l’esigenza di avere una chiave di valutazione internazionale tra professionisti.
La Dott.ssa Arpenti  ha sottolineato l’esigenza di un team preparato che collabori l’uno con l’altro per affrontare questi problemi.Ad oggi, purtroppo, le persone affetti da BED vengono seguiti  da professionisti che non dialogano tra loro perdendo così la visione di insieme e la reale possibilità di intervenire( video)


 Il Presidente dell’ Ass.” Mi nutro di vita” Stefano Tavilla, ha raccontato come è nata l’Associazione e quali sono le sue attività.

 

 Ilaria Caprioglio, avvocato e con un passato da modella, ha raccontato la sua esperienza del buio tunnel dell’anoressia  non solo con trasporto e vigore ma anche con schiettezza e nessuna mezza misura.

Si definisce così all’inizio del suo incontro:” Una ragazza già perfetta“. Proprio così, Ilaria inizia la sua carriera di modella nel 1988 con la vittoria del concorso internazionale Super Model of the World. Ma è proprio Ilaria nel suo racconto ad associare alla sua esperienza nel campo della moda le parole luci e ombre. Come spiega in una intervista di Rossella Ossanti  rilasciata ad Infooggi :”Le luci, come i flash dei fotografi accanto alla pedana di una sfilata o la perfezione profusa nelle riviste patinate, abbagliano chi osserva dall’esterno quel mondo. Le ombre, invece, sono meno glamour e, difficilmente, vengono percepite all’esterno: nel mio caso sono scaturite dal senso di solitudine, dovuto allo sganciamento dagli affetti familiari, e dall’incontro con i disturbi del comportamento alimentare. Ammalarsi di anoressia svolgendo un mestiere che si avvale della magrezza eccessiva non sorprende, anche se ritengo corretto sottolineare come non tutte le modelle siano anoressiche.

Ilaria Caprioglio  nel suo fiume di parole accende i fari su un’altra problematica diffusa nella società occidentale dei giorni nostri e che influisce sull’equilibrio psicofisico dei soggetti: il fenomeno dell’ OVER PARENTING raccontato da lei così:” I figli  devono essere perfetti, performanti, come una macchina. Io ero una  perfetta liceale. Come modella dovevo essere perfetta. In quel periodo inizio a mangiare di meno.

La spinta che a tradimento mi ha fatto cadere nella trappola dei disturbi alimentari è un tentativo di violenza sessuale. Dopo quell’episodio  sono stata presa dal delirio di onnipotenza. L’idea di poter controllare finalmente qualcosa mi dava soddisfazione, in quei momenti si è convinti di avere in mano la situazione e non ci si rende conto. Ci si guarda allo specchio e ci sembra di essere sempre fuori peso.

Nel periodo che passai in Germania ebbi un crollo, iniziai a mangiare per spingere i problemi che avevo sempre più giù, quindi passai dal digiuno allngozzarmi e velocemente il mio peso passa dai 48 ai 70 kg. Le agenzie mi misero in pausa. Ne uscii grazie alla scrittura autobiografica. Tenere un diario è sicuramente utile per i ragazzi, per i genitori. Proprio per questo come Associazione abbiamo anche istituito un concorso e presentato un mio libro, “Milano-Collezioni andata e ritorno” (Liberodiscrivere® edizioni) alla presenza del famoso fotografo Olivero Toscani che in quel periodo aveva ideato la campagna shock di sensibilizzazione sull’anoressia “No. Anorexia””

Ilaria prosegue raccontando le sue esperienze ad oggi nelle scuole: “Vado nelle scuole perché i ragazzi amano ascoltare storie di vita vissuta.
Mi capita davanti a 400-450 ragazzi di vedere lo sguardo velato di una o due persone e intuire quello che stanno vivendo; parlare a platee numerose ed essere contattate  successivamente da anche solo un  un ragazzo vuol dire essere riusciti a far capire che da quel problema si può uscire. Serve alla persona per chiedere aiuto. ”

Nella conclusione del suo intervento un monito ai genitori ed agli educatori:” Dobbiamo continuare a sensibilizzare sempre più persone sul tema dei disturbi alimentare e sull’ importanza ed il ruolo dell’educatore, tornare a essere guide e questo si ottiene solo con la coerenza nei fatti. Non dobbiamo lasciare il campo aperto ai media. ”

Il pomeriggio è proseguito con l’interessante intervento della dottoressa Valeria Bersano, Psicologa Psicoterapeuta, esperta in sessuologa clinica e quello della  DOTT.SSA PAOLA GRISERI- Biologa Nutrizionista, specialista in genetica medica.

L’intervento della Dott.ssa Griseri ha voluto sottolineare uno dei diversi disturbi alimentari riscontrabili: il “disturbo da abbuffata compulsiva “perché tra i meno conosciuti e più frequenti : i pazienti in fase di allontanamento da patologie anoressia  possono attraversare un Binge Eating Disordermo ovvero il disturbo da alimentazione incontrollata.
Paola Griseri introduce così il BED: “La definizione sembra simile a quella caratteristica per la bulimia ma è da sottolineare che questo disturbo non è accompagnato da pratiche compensatorie, nel momento della abbuffata infatti, il soggetto non ricorre al vomito.
Le persone che possono trovarsi un questa situazione arrivano da percorsi legati all’ anoressia o bulimia o oso soggetti con problemi di peso che sfociano nell’obesità.”

La Dott.ssa Griseri ha illustrato poi alcuni aspetti e situazioni che ci si trova ad affrontare quando si parla di disturbi alimentari.

“Non si dovrebbe sottoscrivere una dieta quando un soggetto ha regressi di anoressia e ci si deve  comportare in modo diverso a seconda del problema. Alcuni pazienti vogliono una dieta stretta ed altre che vogliono suggerimenti settimanali. L’ educazione alimentare rimane uno dei pochi capisaldi degli studi sul comportamento alimentare. Sicuramente aumentare consapevolezza nelle scelte alimentari riporta la persona ad uno stile di vita sano. Gli obiettivi che mi pongo io sono il miglioramento della conoscenza alimentare, stimolare la riflessione sui comportamenti alimentari, gestire la maggiore consapevolezza e proporre miglioramenti favorendo una alimentazione variata.”

Paola Griseri conclude ricordando  che la prevenzione nel campo dei disturbi alimentari passa attraverso l’educazione alimentare a scuola, l’aumento dell’autostima, lo svolgimento di attività fisica e un buon rapporto con il proprio corpo. Le abitudini del soggetto devono pian piano e definitivamente avvicinarsi a quelle corrette.”

Intenso il racconto dell’esperienza della malattia condiviso da Rebecca Balboni. Tramite una finta intervista ” preparata” con il cugino Rebecca infatti, ha voluto trasmettere, spesso in modo sarcastico, alcuni episodi fondamentali che hanno segnato il suo percorso personale.

Numerose le testimonianze e le domande poste dal pubblico. Il tema principale è quello della carenza di strutture adeguate e nella mancanza del supporto alla famiglia dei soggetti affetti da disturbi alimentari.

ECCO IL RACCONTO DI REBECCA BALBONI:

 

 

 

 

 

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