IMPERIA. PROCESSO “LA SVOLTA”. ‘NDRANGHETA RESPONSABILE DI UN CALO DEL TURISMO NEL PONENTE LIGURE SECONDO I GIUDICI/ I DETTAGLI

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PROCESSO LA SVOLTA  (201)

Imperia. Nei giorni scorsi i Carabinieri del Comando Provinciale e del Nucleo Investigativo di Imperia (in collaborazione con gli altri colleghi nazionali) hanno notificato sette nuove ordinanze di custodia cautelare a seguito del processo anti-ndrangheta “La Svolta. Proprio nella giornata di domani, 12 gennaio,  si terranno, presso il Tribunale di Imperia, gli interrogatori di garanzia per Pellegrino Giovanni, Castellana Ettore e Macrì Alessandro. A Palmi invece si terrà l’interrogatorio di Macrì Paolo e a Marassi quelli di Pellegrino Maurizio, Pellegrino Roberto e Barilaro Antonino.

Nell’ambito del processo anti-‘ndrangheta “La Svolta”, che si è chiuso con diverse condanne storiche per associazione mafiosa (reato 416 bis), si sono costituiti come parte civile la Regione Liguria, il Comune di Ventimiglia e il Comune di Bordighera, che sono stati ammessi ad ottenere ristoro dei danni patiti in conseguenza dell’operatività sul loro territorio delle associazioni mafiose.

“Il bene giuridico leso è l’ordine pubblico […] ma il delitto all’articolo 416 bis ha un carattere plurioffensivo e deve essere interpretato estensivamente […] L’agire di un gruppo con metodo mafioso nell’ambito di una collettività può essere in grado di ledere interessi come la libertà di concorrenza, la sicurezza ed affidabilità dei mercati, il buon andamento della pubblica amministrazione, il rispetto delle regole di legalità e trasparenza dei pubblici uffici“.

Così, un primo danno diretto è derivato dalla dimostrata capacità di condizionamento degli organi elettivi nei quali sono stati eletti esponenti politici ed amministratori che hanno goduto di un appoggio di gruppi criminali operanti nei territori di Ventimiglia e di Bordighera. “In tale modo il vuluns è stato arrecato all’ente territoriale che ha visto eletti come rappresentanti dello stesso persone prive di quell’indipendenza e di quel “candore” politico e morale”.

Il danno subito dagli enti locali citati è fondamentalmente un danno non patrimoniale […] Pertanto, tornando al caso che si esamina, danni come quelli conseguenti ad un calo del turismo dovuto alla presenza delle associazioni mafiose nella zona paiono avere potenzialmente interessato in modo diretto altri soggetti (negozianti, ristoratori, albergatori) ma non gli enti territoriali (comunali o sovra comunali). E’ probabile che situazioni di tal genere abbiano provocato un calo degli introiti nella casse comunali (si pensi alle tasse di soggiorno negli alberghi, agli importo dovuti per le concessioni di spazi pubblici nei quali allestire dehors etc). Ma tali minori entrate costituiscono danni non diretti ed immediati e come tali non sono risarcibili“.

Altro danno subito riguarda una lesione dell’immagine anche se tale scelta sarebbe stata critica in quanto sarebbe ricollegabile al dirito all’onore non rientrando così nel novero degli interessi che si mira a salvaguardare. Tuttavia: “a tale obiezione si replica che il tipo di reato che qui si giudica presenta la peculiarità di urtare con molti degli obiettivi che gli enti comunali e regionali devono perseguire in base alla legge ed al loro statuto”.

E’ dunque innegabile che l’esistenza di un’organizzazione mafiosa sul territorio regionale ligure abbia leso direttamente l’immagine dell’ente Regione arrecando uno sfregio capace di frustrare gli obiettivi commendevolmente perseguiti dallo stesso. “Dunque questo Tribunale, alla luce di tali ultime considerazioni, ritiene che anche un danno all’immagine sia stato ridettamente subito dagli enti-istituzioni costituitisi come parti civili, in conseguenza della presenza sui rispettivi territori di sodalizi operanti con metodo mafioso