IMPERIA. GIRO DI VITE SU BLOG E SOCIAL NETWORK. ECCO IL NUOVO CODICE DI COMPORTAMENTO PER I DIPENDENTI COMUNALI/TUTTE LE NOVITÀ

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Stop all’uso incondizionato di blog e social network per i dipendenti comunali, in particolare stop a dichiarazioni inerenti l’attività lavorativa. È questa una delle principali novità introdotte dal dirigente del settore personale nel nuovo codice di comportamento del Comune di Imperia. Nel dettaglio, nel documento si legge che il dipendente: “nei rapporti privati con altri enti pubblici, comprese le relazioni extralavorative con pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni, non pubblica, sotto qualsiasi forma, sulla rete internet (forum, blog, social network, ecc.) dichiarazioni inerenti l’attività lavorativa, indipendentemente dal contenuto, se esse siano riconducibili, in via diretta o indiretta, all’Ente”.

Lo stop a blog e social network non è però l’unica novità. Nel codice, approvato nei giorni scorsi dalla Giunta Comunale, il valore economico massimo per quel che concerne regali o altre utilità destinati ai dipendenti comunali, passa da 150 a 100 euro.

Nello specifico, nel documento si legge: “il modico valore (di regali o altra utilità) è fissato in euro 100, riferito all’anno solare e quale limite complessivo nel quale il dipendente deve considerare, cumulativamente, tutte le fattispecie accettate, da chiunque provenienti. Nel caso di regali o altre utilità destinati in forma collettiva ad uffici o servizi dell’ente e per le finalità qui in contesto, il valore economico si considera suddiviso pro-quota per il numero dei destinatari che ne beneficiano”.

Sempre in relazione a regali o altre utilità, si legge che: “si dispone per la restituzione ogni volta che ciò sia possibile, diversamente decide le concrete modalità di devoluzione o utilizzo per i fini istituzionali dell’Ente e, se del caso, si incarica un Dirigente affinché provveda in merito”.

Altre novità sono legate agli incarichi di collaborazione per quel che concerne i dipendenti comunali.

“Il dipendente – si legge – non deve accettare incarichi di collaborazione, di consulenza, di ricerca, di studio o di qualsiasi altra natura, con qualsivoglia tipologia di contratto o incarico ed a qualsiasi titolo (oneroso o gratuito), da soggetti privati (persone fisiche o giuridiche) che:

– siano o siano stati, nel biennio precedente, aggiudicatari di appalti, sub appalti, cottimi fiduciari o concessioni, di lavori, servizi o forniture nell’ambito di procedure curate personalmente o dal servizio di appartenenza, in qualsiasi fase del procedimento ed a qualunque titolo.

– abbiano o abbiano ricevuto, nel biennio precedente, sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari o vantaggi economici di qualunque genere, nell’ambito di procedure curate personalmente o dal servizio di appartenenza, in qualsiasi fase del procedimento ed a qualunque titolo

– Siano o siano stati nel biennio precedente, destinatari di procedure tese al rilascio di provvedimenti a contenuto autorizzatorio, concessorio o abilitativo (anche diversamente denominati), curati personalmente o dal servizio di appartenenza, in qualsiasi fase del procedimento ed a qualunque titolo”.

Giro di vite anche sui rapporti di collaborazione e finanziari degli stessi dipendenti e di parenti e affini con soggetti privati.

“Il dipendente – si legge – all’atto di assegnazione ad un settore, comunica per iscritto al dirigente dell’ufficio tutti i rapporti di collaborazione e finanziari, suoi, di suoi parenti o affini entro il secondo grado, del coniuge o del convivente, con soggetti privati, in qualunque modo retribuiti e intrattenuti negli ultimi tre anni, se tali rapporti siano intercorsi o intercorrano con soggetti che abbiano interessi in attività o decisioni inerenti al suo ufficio e limitatamente alle attività a lui affidate […] Il conflitto può riguardare interessi di qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dall’intento di voler assecondare interessi politici, sindacali o dei superiori gerarchici, ovvero in presenza di condizioni di inimicizia, di credito o debito significativi. Ciò anche nel caso di rapporti con soggetti od organizzazioni di cui il dipendente sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente”.

Infine, il nuovo codice di comportamento, modifica anche alcuni aspetti relativi a entrate e uscite e al comportamento dei dipendenti comunali durante l’orario di servizio.

“Nell’orario di servizio – si legge – il dipendente non si può allontanare dalla sede di lavoro se non per missione o per lo svolgimento di attività autorizzate dal dirigente o da un suo delegato. Ogni entrata/uscita deve essere preliminarmente registrata tramite l’apposito rilevatore elettronico e quindi annotata sul registro dedicato a tali operazioni. I dirigenti o i loro delegati curano la raccolta e la conservazione dei registri sui quali i dipendenti devono annotare ogni allontanamento dalla sede di lavoro per motivi di servizio con l’indicazione del proprio nominativo, della data, dell’ora di uscita, dell’ora presunto ritorno, dell’allontanamento e del luogo di destinazione […] Ai fini della riduzione delle spese energetiche e della sostenibilità ambientale, è fatto obbligo al dipendente, al termine del proprio orario di lavoro, di provvedere allo spegnimento delle macchine e delle attrezzature di cui dispone per motivi di servizio. Il dipendente utilizza la stampa su carta solo quando strettamente necessario e presta la massima attenzione al riciclo ed alla raccolta differenziata dei rifiuti nei luoghi di lavoro”.

Qui il codice completo.