IMPERIA. IL CONSIGLIO APPROVA IL REGOLAMENTO DEL PORTO. FORZA ITALIA: “AVETE LAVORATO PER IL FALLIMENTO”. ABBO: “VERGOGNOSA MISTIFICAZIONE”

Home Imperia

11039355_536335743172445_410868235_n

Il consiglio comunale ha approvato ieri, martedì 3 marzo, il nuovo regolamento del porto turistico di Imperia. La pratica è stata approvata con 17 voti favorevoli (Imperia Cambia, Pd, Imperia di Tutti Imperia per Tutti, Ncd), 5 astenuti (Imperia Bene Comune, Movimento 5 Stelle e Fratelli d`Italia/Alleanza Nazionale) e 5 contrari (Forza Italia e Imperia Riparte).

La discussione, dopo la presentazione della pratica da parte dell’assessore Guido Abbo, è stata molto animata, con pesanti scambi di accuse in particolare tra Forza Italia e i gruppi di maggioranza.

ERMINIO ANNONI (Forza Italia)

Questo regolamento manca di tutti gli aspetti sanzionatori.  È da cestinare, da riscrivere. Non è da approvare in consiglio comunale, ma deve approvarlo la Go Imperia, di comune accordo con l’ufficio porti e la Capitaneria di Porto. La realtà è che con questo regolamento si vogliono approvare le tariffe. Ma è la Go Imperia che deve farlo. I consulenti della Go Imperia devono portare dei risultati. La Go Imperia deve produrre dei profitti per il Comune di Imperia. C`è il silenzio assoluto sui risultati. Ci sono i cosiddetti acquirenti di posto barca che hanno speso 163 milioni di euro. Ci sono banche che hanno erogato 125 milioni di euro e iscritto un’ipoteca per 280 milioni di euro. Questi soggetti stanno proponendo ricorso al Tar contro l’ultima decadenza della concessione. Fanno paura, perché vogliono la responsabilità del Comune di Imperia per quello che gli è accaduto. Ora vogliamo pensare che i titolari di posto barca rinuncino alla causa in cambio di un contratto di 4 anni? Che le banche rinuncino? Qui si vuole che il consiglio comunale dia il benestare alle scelte della Giunta e della Go Imperia”.

PIERA POILLUCCI (Forza Italia)

“L’amministrazione ha avuto verso il concordato un atteggiamento attendista e guastatore. Questa amministrazione ha lavorato per il fallimento della Porto di Imperia SPA. Ha lavorato per produrre danni alla città, per mantenere il blocco dei lavori. E ora l’assessore Abbo ha la faccia di dirci che stanno facendo il bene della città. Una ricostruzione fantasiosa e non onesta. Qui l’unico volano innescato è quello del contenzioso, delle cause, delle spese legali. Poi verrà il momento del risarcimento danni verso le banche, i titolari di posto barca e l’Acquamare.
Poi ci sarà un’azione di responsabilità per chi ha ridotto allo zero il valore delle azioni del Comune all’interno della Porto di Imperia SPA, che voi avete fatto fallire.
C’è già stato un annullamento del fallimento, un’assoluzione a Torino e il TAR deve pronunciarsi sulla proroga dei lavori e sulla decadenza della concessione. Dove sono finiti i 400 milioni del porto turistico? Chiedetelo a Luca Lanteri. Ha ricoperto per 12 anni l’incarico di assessore a porti e demanio e aveva il compito di vigilare su quello che accadeva. Se ci sono delle responsabilità politiche, lui è il primo responsabile“.

ROBERTO SALUZZO (Imperia Cambia)

“Non parliamo ne di fallimento ne di sentenze, ma di regolamento. Abbiamo visto che in Commissione nessuno ha avuto nulla da dire. Perché il consigliere Annoni fa l’avvocato solo in consiglio comunale e non in commissione? Non approvare il regolamento è una mancanza di responsabilità gravissima di chi non vuole mantenere le condizioni essenziali per la gestione pubblica del porto. Con l’approvazione del regolamento si potranno finalmente sottoscrivere i contratti con i titolari di posto barca. Approvare il regolamento significa salvaguardare i risparmi di una vita di decine di acquirenti. Le azioni sono più concrete delle parole. Dimostriamo di volerci assumere tutte le responsabilità”.

OLIVIERO OLIVERI (Partito Democratico)

Noi vogliamo un porto pubblico. Siamo contrari a un porto in mano ai privati. Per noi il porto è un volano, ma anche un servizio per i cittadini“.

ALESSANDRO CASANO (Fratelli d’Italia/Alleanza Nazionale)

“Non avrei voluto un porto fatto così, però ora c’è e va fatto funzionare. Dobbiamo cercare di offrire qualcosa in più. Trovo che questo sia un regolamento pieno di divieti, questo mi sorprende. Mi sembra un regolamento di un porto che accetta di essere un parcheggio“.

CARLO CAPACCI (Sindaco, Imperia Cambia)

“Da persona che andava in mare sono sostanzialmente d’accordo sulle sue valutazioni progettuali. Chi ha progettato questo porto non sapeva cosa fosse la barca a vela. Il porto é costruito male. È già ammalorato e dovrebbe essere nuovo di zecca. Annoni questa sera è un consigliere comunale o l’avvocato di parte di qualcuno? Mancanza di sanzioni nel regolamento? La potestà sanzionatoria è in capo alla Capitaneria di Porto, alla quale verranno segnalate eventuali irregolarità. Il regolamento per gran parte è uguale a quello della Porto di Imperia Spa. Quello andava bene e questo no? Apprendiamo dalla consigliera Poillucci che la porto di Imperia SPA é fallita. Noi abbiamo fatto fallire porto di Imperia SPA? L’amministrazione ha partecipato a tutte le assemblee. Andavamo io e Abbo, esercitando il nostro ruolo di controllo e verifica. Abbiamo preso coscienza delle problematiche. C’è stato un consiglio comunale monotematico sull’argomento. In quella sede dissi che il fallimento sarebbe stato un disastro. Lei oggi non può dire che abbiamo fatto fallire la Porto di Imperia. Noi avevamo spiegato che avremmo rilasciato la concessione solo dopo aver visto il concordato. Un concordato che non è andato a buon fine, a mio parere, per colpa del pool di banche che non ha accettato gli accordi. Stiamo cercando di tenere aperto il porto, chiuderlo sarebbe un dramma“.

GIUSEPPE FOSSATI

“Leggo nel regolamento che esiste la possibilità di affidare la gestione a soggetti terzi? Non mi trovo d’accordo. Se sei una società in house lo gestisci tu, non affidi la gestione con il 45 bis. Qui il nocciolo della questione è l’approvazione delle tariffe, inutile che ci giriamo intorno. Io voglio un parere del segretario generale sulle tariffe. C’è una differenziazione tra soggetti, ma una volta che la concessione salta, tutti gli acquirenti, come cittadini, sono uguali. Non credo si possano differenziare le tariffe per favorire i vecchi acquirenti. Giuridicamente questa cosa non sta in piedi“.

GIANFRANCO GROSSO (Imperia Bene Comune)

“Io ho grande rispetto per la Magistratura e ho letto sui giornali tante interpretazioni disparate. C’è chi ora dice che è palese che tutto sia stato fatto bene. Io dico che visto che in Italia si considera non definitiva una condanna di primo grado, questo credo valga anche per un’assoluzione. Al di là dell’aspetto penale, il porto è stato gestito in maniera pessima. I proprietari di posto barca hanno dato ad Acquamare milioni di euro spariti nel nulla. Lo stesso vale per le banche. Il porto è un casino, è un’opera venuta fuori male.  Noi lo abbiamo sempre sostenuto. Il porto deve diventare pubblico per mettere le cose a posto. Non siamo mai stati contro il porto, ma per un porto diverso. Credo che questa delibera sia molto importante, anche se con qualche ombra, a mio modo di vedere legata alle tariffe. Non credo che queste tariffe saranno la panacea di tutti i mali. Qui chiedo ufficialmente come gruppo Imperia Bene Comune all’amministrazione di modificare l’assetto societario della Go Imperia. L’amministratore unico in questo momento non è la soluzione ideale. Occorre allargare la gestione societaria alle forze politiche per avere una visione più unitaria. Crediamo sia necessario un consiglio di amministrazione“. 

GUIDO ABBO (Assessore, Imperia Cambia)

“Qui forse qualcuno non ha capito che non ci sono più soldi. Non ci sono più i quattrini dei titolari di posto barca, ne quelli delle banche. Lo dico a Caltagirone che ha avuto la faccia tosta di dire che se glielo affidano lui lo finisce questo porto. Sentirmi dire che siamo stati noi a far fallire la Porto di Imperia Spa, quando c’è qualcuno che ha firmato un’ipoteca su questo porto senza l’autorizzazione del concedente, la ritengo una mistificazione della realtà vergognosa. Qui non stiamo approvando le tariffe, ma solo il regolamento e gli indirizzi di gestione del porto di Imperia. Mancano le sanzioni? Mancavano anche nel regolamento della Porto di Imperia Spa, in quel caso andava bene?”.