Attualità, Home — 5 gennaio 2014 alle 10:26

CHIUDE DOPO 33 ANNI LA CONCESSIONARIA “COMAUTO”, A CASA 19 DIPENDENTI – Il titolare: “Strozzati da contratti insostenibili. Senza lavoro anche i nostri figli”

La crisi colpisce ancora. Dopo 33 anni di attività ha chiuso la nota concessionaria di auto “Comauto”. Sono ben 19 le persone impiegate nelle concessionarie di Imperia, Taggia e Ventimiglia che dallo scorso 31 dicembre sono rimaste senza lavoro. Sulla porta dell’officina della concessionaria multi marche (Opel, Land Rover,Mahindra e Hyundai) di via Gavi a Imperia, campeggia il cartello “reparto […]

di Redazione

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La crisi colpisce ancora. Dopo 33 anni di attività ha chiuso la nota concessionaria di auto “Comauto”. Sono ben 19 le persone impiegate nelle concessionarie di Imperia, Taggia e Ventimiglia che dallo scorso 31 dicembre sono rimaste senza lavoro.

Sulla porta dell’officina della concessionaria multi marche (Opel, Land Rover,Mahindra e Hyundai) di via Gavi a Imperia, campeggia il cartello “reparto post vendita chiuso”, con le indicazioni dei numeri verdi da contattare per avere informazioni o assistenza. Un colpo durissimo al tessuto commerciale automobilistico della provincia che nell’ultimo anno è stato il più penalizzato dalla crisi. Basti pensare che dalle 8000 auto vendute nel 2012 si è passati alle 3600 del 2013, oltre il 50% in meno. ImperiaPost ha contattato l’amministratore delegato della “Comauto S.R.L.”, Renzo Bruno che ha commentato così la decisione sofferta.

“Dopo 33 anni di attività – racconta Bruno – abbiamo constatato che questo business non è più sostenibile. La provincia di Imperia è stata la più penalizzata in assoluto dalla crisi e le case automobilistiche chiedono degli standard troppo alti, siamo strozzati da contratti ormai divenuti insostenibili. Si parla dell’Agnesi ma noi chiudiamo e 19 persone rimangono senza un posto di lavoro.

Fortunatamente non abbiamo chiuso in modo traumatico, siamo riusciti a pagare i fornitori e i dipendenti compresi i T.F.R. Sia io che il mio socio abbiamo i nostri figli impiegati all’interno dell’attività ma non potevamo fare altro. La maggior parte delle concessionarie che resistono dipendono da società grosse e loro fanno un discorso complessivo. Anche quello che è successo all’amico Luca Stufetti ci ha fatto pensare prima di arrivare a quei punti abbiamo detto basta. Se un domani la situazione cambierà, forse, potremmo anche riprendere l’attività ma oggi non è possibile andare avanti. Ora andiamo avanti sino ad esaurimento delle auto che sono all’interno delle concessionarie e poi chiudiamo”.

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Gabriele Piccardo – Mattia Mangraviti