Attualità, Home — 14 gennaio 2014 alle 08:29

INCHIESTA RISTRUTTURAZIONE VILLA SCAJOLA. CHIUSE LE INDAGINI PRELIMINARI – La parola ora passa agli indagati

La Procura della Repubblica di Imperia ha chiuso l’inchiesta che vede indagato per finanziamento illecito al singolo Parlamentare l’ex onorevole imperiese Claudio Scajola sul costo dei lavori di ristrutturazione di villa “Ninina”, la villa di proprietà della famiglia dell’ex Ministro allo Sviluppo Economico. Il Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo ha inoltrato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (art.415 bis) oltre che a […]

di Redazione
L'On. Claudio Scajola

L’On. Claudio Scajola

La Procura della Repubblica di Imperia ha chiuso l’inchiesta che vede indagato per finanziamento illecito al singolo Parlamentare l’ex onorevole imperiese Claudio Scajola sul costo dei lavori di ristrutturazione di villa “Ninina”, la villa di proprietà della famiglia dell’ex Ministro allo Sviluppo Economico.

Il Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo ha inoltrato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (art.415 bis) oltre che a Scajola anche agli altri 5 indagati in concorso: l’imprenditore edile e legale rappresentante Ar.Co. Srl Ernesto Vento, l’ex vice sindaco e socio della Ar.Co. Srl Gianfranco Gaggero, l’Ing. Giovanni De Cicco in qualità di direttore dei lavori e l’imprenditore portorino Ivo De Michelis.

Secondo la perizia eseguita per la Procura da un tecnico genovese il costo dei lavori di ristrutturazione della villa dell’Onorevole Scajola eseguiti dalla società Ar.Co. srl, sarebbe superiore di circa 2 milioni di euro in più rispetto a quanto realmente dichiarato nella documentazione contabile dalle parti in causa (circa 1 milione e 500 mila euro, ndr).

Bogliolo avrebbe anche chiuso l’indagine nella quale Scajola è indagato per ricettazione a causa dell’informativa dei Carabinieri riguardante l’On. Eugenio Minasso trovata un casa sua durante la perquisizione della Polizia Postale.

Scajola, consigliato dai suoi avvocati, non si era presentato all’interrogatorio disposto, lo scorso ottobre, dal Pubblico Ministero preferendo attendere la fine delle indagini così da poter acquisire gli atti dell’inchiesta e difendersi meglio. Dal momento della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, gli indagati hanno tempo 20 giorni per farsi interrogare o per presentare memorie difensive dopodiché sarà il PM a decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione.

Sempre in materia di finanziamento illecito, è prevista per il prossimo 31 gennaio la sentenza del processo che vede Scajola nella veste di  imputato assieme all’imprenditore Diego Anemone nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Perugia, poi passata a quella di Roma, sull’acquisto della sua casa romana in via del Fagutale.  Anche in questo caso Scajola è accusato di finanziamento illecito e lo scorso 9 gennaio i PM romani hanno chiesto per lui una condanna a tre anni  di reclusione e 2 milioni di multa. Una sentenza che segnerà il possibile futuro politico del politico imperiese.

Gabriele Piccardo – Mattia Mangraviti