Attualità, Cronaca, Home — 6 settembre 2013 alle 17:49

“No all’intervento militare in Siria”: anche a Imperia scatta la raccolta firme

Finalmente anche a Imperia si parla del pericolo di un nuovo intervento militare USA/Nato contro la Siria già teatro di una lunga e sanguinosa guerra civile. La Sinistra imperiese e molte forze dell’associazionismo hanno deciso di sostenere l ‘ APPELLO AL GOVERNO ITALIANO di cui i primi firmatari sono : Stefano Rodotà, Maurizio Landini, Maso Notarianni, Marcello Guerra, Cecilia Strada, […]

di Gabriele Piccardo

no warFinalmente anche a Imperia si parla del pericolo di un nuovo intervento militare USA/Nato contro la Siria già teatro di una lunga e sanguinosa guerra civile. La Sinistra imperiese e molte forze dell’associazionismo hanno deciso di sostenere l ‘ APPELLO AL GOVERNO ITALIANO di cui i primi firmatari sono : Stefano Rodotà, Maurizio Landini, Maso Notarianni, Marcello Guerra, Cecilia Strada, Christian Elia, Fiorella Mannoia, Alessandro Gilioli, Alessandro Robecchi, Massimo Torelli, Guido Viale, Marco Revelli, Frankie HI-NRG MC, Stefano Corradino, Raniero la Valle e Luciana Castellina.

A questi nomi si sono aggiunti localmente : la presidenza provinciale dell’ARCI, C.S.A. La Talpa e l’orologio, il gruppo consiliare cittadino “ Imperia Bene Comune” , l’Ass. di amicizia e solidarietà Italia-Cuba, la federazione provinciale di Sinistra Ecologia Libertà , il gruppo teatrale l’Attrito, la federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista.

Si spera nelle prossime ore di veder crescere il numero di quanti , a titolo personale o sottoforma di associazioni e sodalizi, decideranno di sottoscrivere responsabilmente ( assemblea-beni-comuni@googlegroups.com ) l’appello qui di seguito riportato :

“Il popolo siriano è vittima quotidiana delle peggiori atrocità in una guerra civile che – secondo le Nazioni Unite – ha già fatto centomila morti e milioni di sfollati. La situazione in Siria è drammatica, ma un intervento militare non servirà a pacificare il Paese.

L’ultimo decennio ha mostrato che le guerre alimentano ed esasperano violenza e fondamentalismi di ogni tipo . E’ sufficiente guardare la Libia, l’Afghanistan, o l’Iraq “pacificato”, dove attentati e vittime civili continuano a essere all’ordine del giorno nell’indifferenza generale. La guerra causa sempre vittime innocenti: più del 90% civili inermi. Per questi motivi l’Italia ripudia la guerra . E la Costituzione non dice che l’Italia può cedere sovranità per fare guerre ma, anzi, afferma che il nostro Paese pur di assicurare pace e giustizia tra le Nazioni è disposta a ”cedere parte della sua sovranità”. Nessuno lavora sulla prevenzione dei conflitti e sul rispetto dei diritti umani, l’unica vera via per costruire la pace. Al contrario, la storia ci insegna che le grandi potenze soffiano sul fuoco per alleanze politiche o interessi economici, anche legati alla vendita di armi, ignorano le violazioni di diritti umani quando queste vengono commesse dai propri alleati. Sarà il popolo siriano a fare le spese del prossimo intervento militare. Quel popolo ha bisogno della comunita’ internazionale, ma non dall’alto di un bombardiere: ha bisogno che sia la diplomazia, in tutte le sue facce, a farsi avanti, a costruire un tavolo di proposte con dei mediatori davvero credibili. Ha bisogno che la comunità internazionale smetta di considerare la guerra come opzione possibile: per costruire la pace è necessario praticare i diritti. Un intervento armato non porterà soluzioni, ma un crescendo di lutti e disastri. L’Italia si metta a lavorare per costruire nel mondo pace e diritti e si chiami fuori da questa guerra, chiunque decida di farla”.

Mariano Mij – Segretario provinciale del Partito di Rifondazione Comunista