Home, Speciale Festival di Sanremo — 19 febbraio 2014 alle 17:07

FESTIVAL DI SANREMO 2014 – FILIPPO GRAZIANI, LE ILLUSIONI DEGLI ANNI ’80 E LA SPERANZA NEL FUTURO: “Siamo in mare aperto, quindi dobbiamo imparare a nuotare”

Filippo Graziani si porta addosso un nome importante, quello del papà, Ivan Graziani e ci tiene a spiegare subito il rapporto con la sua famiglia e, dal modo in cui pronuncia la parola “papà” si percepisce subito l’onestà delle sue parole: “Ho un buon rapporto con la mia famiglia e con il nome di mio padre, fa parte di me […]

di Selena Marvaldi

filippo graziani (9)

Filippo Graziani si porta addosso un nome importante, quello del papà, Ivan Graziani e ci tiene a spiegare subito il rapporto con la sua famiglia e, dal modo in cui pronuncia la parola “papà” si percepisce subito l’onestà delle sue parole: “Ho un buon rapporto con la mia famiglia e con il nome di mio padre, fa parte di me emotivamente e geneticamente! Sono anche emozionato perchè ogni padre è diverso dal figlio e questa è la mia occasione per farmi conoscere. Non ho avuto un rapporto diretto musicalmente con mio padre, mi sono avvicinato tardi alla canzone, quando mio papà se ne era già andato. Mi ricordo però che mi ha sempre detto ‘Ricordati di essere puntuale’ perchè questo è un lavoro“.

Per quanto riguarda la sua canzone e il suo album omonimo “Le Cose Belle” Filippo racconta: “Sono felice di poter parlare della mia canzone. ‘Le cose belle’ nasce da una riflessione che ho fatto quando mi sono trasferito a Milano e ho toccato con mano la crisi che stiamo vivendo. Da lì è venuto l’idea di questo album e della canzone, ho ripensato all’idea di futuro che ci avevano proposto negli anni ’80. Un po’ di disillusione quindi, ma anche speranza, siamo in mare aperto quindi dobbiamo imparare a nuotare“.

Ho usato il termine cose - conclude poi il giovane Graziani – per racchiudere più cose, se mi passate il gioco di parole. Sono una persona molto nostalgica e sto bene con la testa nei ricordi quindi per me le cose belle sono spesso legate alla mia infanzia, alla mia crescita”.