Home, Imperia — 15 gennaio 2018 alle 06:56

COLONNE SONORE, SPOT PUBBLICITARI E SOUND DESIGN. IL COMPOSITORE IMPERIESE MASSIMO MORETTI INCANTA CON LA SUA MUSICA:”A VOLTE CREO SUONI CON GLI OGGETTI CHE HO INTORNO E…”/LA STORIA

Imperiese, classe 1971, con la musica nel cuore fin da quando era bambino.

di Gaia Ammirati

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Imperiese, classe 1971, con la musica nel cuore fin da quando era bambino. Stiamo parlando di Massimo Moretti, compositore di fama internazionale, “migrato” a Parma ormai diversi anni fa.

Moretti ha sempre saputo quale fosse la sua strada. Con un pizzico di follia e un grande talento, il nostro concittadino è riuscito a fare della musica un mestiere, ma non solo, è diventato un modo per esprimere se stesso.

LA PASSIONE PER LA MUSICA LA SEGNA DA SEMPRE, QUANDO HA PRESO FORMA?

“Mi sono avvicinato alla musica grazie ai miei genitori, i quali, intuendo la mia “vocazione”, mi hanno comprato una tastierina che ho ancora in studio. Hanno visto lontano, nonostante non fossero assolutamente all’interno dell’ambiente musicale, essendo casalinga e muratore. All’età di 7 anni, su quella tastiera, posso dire di aver composto il mio primo brano, un valzer. È stato Don Del Santo che mi ha spinto a intraprendere lo studio del pianoforte, consigliando ai miei genitori di iscrivermi alla scuola di musica”Ottorino Respighi”.

IN CHE MODO IMPERIA HA CONTRIBUITO ALLA SUA FORMAZIONE?

“Presso la Scuola di musica “Ottorino Respighi” ho studiato con maestri bravissimi che con amore mi hanno introdotto alla musica. Ricordo con grande affetto e stima la mia Maestra di teoria e solfeggio Wilma Martina e il mio Maestro di pianoforte Mauro Pignotti. A Imperia, però, non c’erano corsi di composizione, per cui la mia formazione, per quanto riguarda questa materia, era pressoché da autodidatta. La mia prima esecuzione pubblica è stata a Sanremo presso il teatro del Casinò dove eseguirono il mio “La giostra di Parigi” per clarinetto e pianoforte. Avevo 15 anni. All’età di 20 anni, terminato il servizio militare, ho avuto la fortuna di essere ascoltato dal maestro Luchino Belmonti che ha deciso di prendermi come allievo. È stato un enorme privilegio, perché si può dire che sono stato l’unico a poterlo avere come maestro, ed è stato fondamentale per la mia crescita musicale e personale”.

QUANDO HA DECISO DI DEDICARSI ALLA COMPOSIZIONE PER LAVORO?

“Per amore mi sono trasferito a Parma, città che amo tantissimo perché , oltre ad essere bellissima , mi ha dato e mi continua a dare tantissimo. Per 14 anni ho lavorato come commesso in un supermercato e questo mi ha permesso di frequentare i corsi di Composizione, Strumentazione per banda e musica da Film in Conservatorio. È stato nel 2007 che ho deciso, con un colpo di follia e il grande supporto (folle anch’esso) di mia moglie, di aprire la Partita Iva come compositore e lasciare il mio posto fisso da commesso, nonostante la crisi e mille difficoltà per emergere in questo settore. Il primo anno della “MaxmoreMusic”, così si chiama il mio studio, è stato molto duro. Facevo piccoli lavori che però affrontavo con il massimo impegno. Piano piano ho iniziato a scrivere musica per documentari, film istituzionali e nel frattempo collaboravo con varie orchestre italiane ed estere realizzando arrangiamenti. In quel periodo fui chiamato a scrivere le musiche per le boutiques di Londra, Anversa, Roma e Napoli per il marchio Pinko. È stata un’esperienza straordinaria in cui ho potuto progettare l‘intera sonorizzazione degli spazi in sinergia con un’artista inglese e I Dot-Dot per la parte Visual. Successivamente, la mia fortuna è stata la presenza di una casa di produzione a Parma, la Taxfreefilm, che realizzava spot a livello internazionale. Franco Tassi, un grande della pubblicità, fondatore della Taxfreefilm, dopo aver ascoltato la mia musica e la mia storia, decise di mettermi alla prova sottoponendomi la sfida di realizzare una campagna pubblicitaria europea per un’auto. In quella circostanza dovevo adattare un estratto da “le quattro stagioni” di Vivaldi ad un film di 30 secondi cercando di farli entrare in simbiosi dal punto di vista della narrazione. Mille problemi musicali e tecnici da affrontare in 24 ore. Andò bene e mi guadagnai la fiducia e la stima necessari per ricevere altri ingaggi che non tardarono ad arrivare.

Nel 2010 il creativo svedese Jonas Hjelte mi contatta per scrivere la musica di uno spot per Sisley con la regia di Terry Richardson. Con Jonas è stato l’inizio di una bellissima amicizia e di una prolifica collaborazione che mi ha permesso di sperimentare tantissimo firmando più di cento brani per Sisley, Benetton, Gap, Esprit etc”.

QUALCHE LAVORO CURIOSO?

“Gli eventi mi hanno portato a diventare un “bizzarro” sound designer. Mi avevano messo in gara per realizzare il sound logo di Fiat International. Dovevo racchiudere tutto il mondo e la filosofia del brand in 2 secondi. Ti dico solo che ho portato nel mio studio una Fiat Punto completamente smontata per campionarla in ogni suo componente. E questo è stato solo un aspetto di quel folle progetto. Un giorno pubblicherò il backstage.

Ad ogni modo il concept che elaborai incontró l’entusiasmo di cliente e agenzia. Vinsi la gara internazionale e mi ritrovai sound designer ad honorem.

In questi anni ho scritto brani di ogni genere, dall’hard rock all’elettronico, dal jazz al sinfonico. Spesso mi sono trovato a realizzare stratificazioni ritmiche utilizzando quello che avevo sulla scrivania o semplicemente percuotendo il mio corpo piuttosto che registrare una macchina industriale etc. Proprio recentemente, in questo senso, ho realizzato un brano per Samsung.

L’ultimo lavoro per la Panasonic, diretto da Filippo Chiesa, del quale ha realizzato il mix e mastering il bravissimo Giovanni Nebbia dello studio imperiese “Ithil world recording studio”, è stato molto stimolante perché il regista mi ha dato piena libertà. Inoltre ha deciso di girare le scene con la mia musica diffusa direttamente sul set.

Un lavoro che ricordo con particolare piacere è la sigla per Paramount. In quella occasione ho potuto coinvolgere la MG_inc Orchestra, la prima orchestra italiana fondata per mezzo del crowdfunding per iniziativa di 2 giovani musicisti e imprenditori bravissimi, Myriam Farina e Guido Ponzini”.

PER QUANTO RIGUARDA LA SUA PRODUZIONE PERSONALE?

“Finora non ho mai pubblicato un mio album personale. Ho scritto molta musica per pianoforte e musica da camera ma ha sempre prevalso un senso di protezione verso questi lavori. Questa produzione rappresenta per me una sorta di diario privato. Il motivo di tanta riservatezza, probabilmente, sarà proprio questo. Però nel 2018 mi sono posto l’obiettivo di concretizzare alcuni progetti a questo riguardo.

CONSIGLI PER I GIOVANI IMPERIESI CHE VORREBBERO INTRAPRENDERE QUESTO PERCORSO?

“Come ogni percorso, non è facile. È necessario studiare e prepararsi bene. Non solo sui libri. Studiare la vita, osservare le persone, le situazioni. Essere così presenti da apparire assenti. Essere curiosi, non solo della musica. Non sentirsi mai arrivati e vivere ogni sfida che si presenta come se fosse sempre la prima volta. Lavorare con le farfalle nello stomaco! È anche molto importante avere chiari i propri obiettivi e lavorare in quella direzione . Ovviamene tutto questo può non bastare. Non esiste una ricetta miracolosa. A volte, date per scontate le capacità, serve anche un pizzico di fortuna. Trovo che ci siano moltissimi giovani in gamba, preparati e informati oggigiorno. Ai più talentuosi auguro di cuore di riuscire a concretizzare i propri sogni e di non abbattersi per gli insuccessi. Se davvero la musica è la vostra vita, gli insuccessi saranno una benedizione”.

COME SI REALIZZA UN’OPERA PER UN PROGETTO PARTICOLARE?

“Personalmente cerco di compenetrare il concept del progetto con l’obiettivo di far emergere le peculiarità psico-emotive che regolano una scena o l’intera storia. Si va oltre all’aspetto tecnico. La musica, o più in generale i suoni, devono veicolare sensazioni molto definite che però, ovviamente, saranno decodificate dall’ascoltatore in relazione alla propria sensibilità ed esperienza personale”.

NEL 2015 UNA SUA COMPOSIZIONE È STATA SELEZIONATA PER GLI OSCAR.

“Sì, si trattava della colonna sonora per un cortometraggio di animazione intitolato “The Ballad of the Homeless” della regista e scenografa Monica Manganelli. Dopo aver vinto il Festival di Los Angeles, il cortometraggio è quindi entrato di diritto tra i selezionati per gli Oscar cinematografici nella categoria “short movie “. Sono sempre stato un sognatore ma quei giorni, lo ammetto, ho sognato un pochino di più”.

THE BALLAD OF THE HOMELESS

https://youtu.be/UF4WpmBx6ho

SIGLA PARAMOUNT

https://www.youtube.com/watch?v=YOPbzls0AZ4&feature=youtu.be

SPOT PANASONIC

SOUND DESIGN PER SECTOR

SPOT PER LA PASTA DEL CAPITANO