Home, Imperia, Lettere al Direttore — 28 marzo 2014 alle 10:06

PISCINA COMUNALE – LO SFOGO DI UNA LETTRICE: “IN QUELLA STRUTTURA VENGONO MENO I DIRITTI UMANI”

Una nostra lettrice, Stefania Varano, ci ha scritto una lettera sulla situazione della piscina gestita dalla Rari Nantes, società presieduta dall’imprenditore Luca Ramone.

di Redazione
Piscina Cascione
Imperia – Non finiscono le polemiche relative alla gestione della piscina comunale Felice Cascione. Una nostra lettrice, Stefania Varano, ci ha scritto una lettera sulla situazione della piscina gestita dalla Rari Nantes, società presieduta dall’imprenditore Luca Ramone.
“La piscina di Imperia nell’occhio del ciclone, questo il tanto parlare nelle ultime settimane… sono volati insulti, minacce e addirittura ricatti, si è tanto parlato delle varie negligenze delle gestioni passate e della noncuranza delle amministrazioni passate nel controllare che tutto funzionasse a dovere…tante, tante solo tante parole e basta, fate qualcosa, prendete i dovuti provvedimenti allora….e poi? poi si sono dimenticati, come al solito, diremmo noi, dell’utenza pagante…….la situazione è  a dir poco immorale e disumana: in quella struttura vengono meno i diritti umani di ogni persona, di ogni età, dal neonato all’anziano, sana o no.
Prima di tutto ci tengo personalmente a precisare al Dott.re Ramone che riesce perfettamente a far quadrare entrate e uscite della piscina sulla pelle delle persone, come al solito, di quelle sane e di quelle malate, come i disabili o coloro che soffrono di disabilità temporanee che necessitano di terapia in acqua riabilitativa, delle gestanti, degli anziani….e di tutti coloro che amano fare sport,  perché fa freddo, tanto freddo, prima negli spogliatoi (senza riscaldamento da un mese) poi al piano vasca, per poi finire di gelarsi quell’oretta (per chi resiste) a nuotare, per poi tornare a gelarsi sotto la doccia e “dulcis in fundo” di nuovo negli spogliatoi, sembra quasi di percorrere un girone dell’inferno dantesco, impedendo a tanti di frequentare la piscina, perché demotivati… Altro che improntata sul ”sociale”… giusto a chi non frequenta la struttura si possono far credere queste parole.

 Quindi nel tanto discutere si sono dimenticati di sottolineare i disagi dell’utenza pagante e il disservzio che ne segue.  Se ne deduce che la piscina comunale non venga considerata un bene pubblico, visto che Il presidente accende o spegne  il riscaldamento degli spogliatoi (è un mese che i termosifoni sono gelati) come se fosse la caldaia di casa sua, visto che aumenta e abbassa la temperatura delle vasche come con il boiler di casa, a suo piacimento, sempre verso il basso però.. E’ vero che l’Asl gli ha imposto che tra la temperatura delle vasche e quella dell’aria esterna non ci sia troppo sbalzo (io personalmente ho parlato con il dottore dell’Asl che si occupa di questo), ma questo non significa che visto che l’impianto è enorme e che per scaldarlo necessitano di tante ore di consumo gasolio  si spenga fuori per tenere al minimo le vasche cosicché non si venga meno alla normativa sanitaria, ottenendo sempre lo stesso risultato: il gelo
 polare……..
 Bè, una cosa è stata fatta: aumentare il costo degli abbonamenti.. noi paghiamo fior di soldi tutti i mesi per avere un totale disservizio. L’affluenza è infatti calata vistosamente….. forse non si ha ben chiaro che è proprio l’utenza pagante ad essere la vera risorsa di una piscina e invece l’affluenza è decisamente scarsa, molto scarsa… venite a vedere con i vostri occhi.
 E’ altresì vero che questa gestione ha ereditato una già situazione sgradevole, vedi i buchi nei teloni del soffitto, ma è pur vero che non è migliorata anzi, è stata portata alla decadenza totale, non mi stupirei se mi crollasse prima o poi il tetto addosso. …..perché nessuno sottolinea che le entrate in denaro della Piscina comunale si sprecano in altro, come il mantenere un squadra di pallanuoto (non ce l’ho con le ragazze della pallanuoto, tutt’altro) , a scapito delle manutenzioni ordinarie, della pulizia dei locali (la stessa sporcizia te la ritrovi per giorni e giorni) della sostituzione di tubi o piastrelle, delle docce o dei bagni rotti, del pulizia  della muffa dai muri (e NON APRENDO LE FINESTRE IN PIENO INVERNO PER TOGLIERE L’UMIDITA’) per risparmiare soldi, sempre sulla pelle dell’utenza che paga.
Chiunque faccia economia domestica sa che per far mangiare la propria famiglia non può permettersi che le uscite in denaro per i propri vizi siano più alte delle entrate, altrimenti inutile andarsi a lamentare …..è molto semplice…è più semplice di quello che si possa pensare.
Un ultima cosa: invito il dott.re Ramone a sostituire il termometro digitale con il quale i bagnini misurano le temperature delle vasche perché non sono tarati a dovere: segnano un grado di più, strano…..l’altro giorno ho portato un termometro al mercurio e la vasca avviamento nuoto, dove in teoria nuotano i bambini, era 27° mentre sul tabellone all’ingresso era stato scritto 28°… un errore?…… possibile che ogni anno dobbiamo aspettare l’estate per non patire il freddo là dentro?????? è una vergogna!”
 
 
 
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