Elezioni comunali 2018, Home — 19 aprile 2018 alle 14:06

ELEZIONI IMPERIA 2018: GUIDO ABBO CANDIDATO SINDACO DEL CENTROSINISTRA. “RAPPRESENTO QUALCOSA DI NUOVO, UN CIVICO VERO NON RIVERNICIATO”/LA CONFERENZA

Abbo, come anticipato dal nostro giornale questa mattina, ha ufficializzato la propria candidatura a Sindaco all’hotel Rossini, appoggiato dal Pd, da Imperia di Tutti Imperia per Tutti e Laboratorio per Imperia.

di Redazione

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È di pochi minuti fa l’annuncio della candidatura a sindaco di Guido Abbo del centrosinitra, attuale vice sindaco e assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Capacci.

Abbo, come anticipato dal nostro giornale questa mattina, ha ufficializzato la propria candidatura a Sindaco all’hotel Rossini, appoggiato dal Pd, da Imperia di Tutti Imperia per Tutti e Laboratorio per Imperia.

Nel suo discorso, il vice sindaco ha fatto riferimento alle tematiche più importanti riguardanti il comune di Imperia, come il bilancio, la pista ciclabile, Rivieracqua e i lavori pubblici.

L’intervista al candidato sindaco Guido Abbo

“È un progetto complessivo, civico e politico. Secondo me la componente civca è quella della freschezza, energia, velocità e pragmatismo e la componente politica è quella che da connessione con il tessuto sociale, con la gente. Quella che rallenta, ma nel rallentare trova gli equilibri, impone meditazione alle scelte. Ogni scelta ha sempre dei pro e dei contro.

Io credo, per mia indole, di riuscire a contemperare in maniera equilibrata queste due componenti.

Il mio mentore Carlo Capacci, che ringrazio perchè mi ha dato lui, mi ha scavato da dietro la scrivania dandomi la possibilità di essere qua oggi, anche se lui in questi giorni ha fatto un percorso diverso.

Io mi identifico, cercherò di proseguire questo solco che ha scavato l’amministrazione Capacci.

Le mie priorità sono ovviamente completare il risanamento finanziario dell’ente, adesso è un momento molto critico. La partita Amat Rivieracqua, sono strettamente legate che condizionano le casse dell’ente , che è il problema principale del nostro bilancio.

Questo è un momento delicatissimo, tenere i nervi saldi, dialogare, cercare di avere un peso ai tavoli dove si decideranno le sorti di questa società, è la prima condizione per mettere a posto le casse dell’ente.

Questa ovviamente è la priorità, le mie due deleghe attuali sono il bilancio e i lavori pubblici, ma non è per quello, ma per la visione complessiva che ho della città.

Riuscire a portare a casa la pista ciclabile, la partita della pista ciclabile è una partita ancora difficilissima, tempi strettissimi con energie degli uffici ridotte al lumicino. La mancanza di turnover, l’impossibilità di assumere man mano che la gente va in pensione, ha ridotto gli uffici a pochissime persone di enorme lavoro che stanno facendo l’impossibile”.

La diretta dell’annuncio di Guido Abbo

“Mi sono fatto delle domande, mi candido si o no? Chi me lo chiede? E mi sono risposto di sì. Me lo chiedono gli alleati, la gente per strada. È una sensazione che ho.

Perché? Perché credo in quello che abbiamo fatto in 5 anni, voglio difendere il percorso con l’amministrazione Capacci, che ha portato per la prima volta un modello nuovo, di natura civica, che ha funzionato bene. Abbiamo avuto momenti critici determinati da una congiuntura esterna, con attacchi pesantissimi dall’opposizione. Abbiamo faticato. Voglio difendere questo lavoro.

Voglio finire l’opera di risanamento dei conti, abbiamo ridotto i debiti da 40 a 30 milioni, abbiamo chiesto tanti sacrifici ai cittadini, bilanci magrissimi, e dovremo farne anche nei prossimi anni, non siamo ancora fuori dal tunnel. Siamo un po’ spettatori un po’ protagonisti. Vorrei che il Comune rivendicasse il ruolo protagonista anche come capoluogo di provincia.

Non si possono inventare ricette strampalate, ci sono difficoltà da affrontare e lo dico da candidato, non prendo in giro nessuno.

Che progetto lancio? Ci ho pensato molto, ho rivendicato la natura civica, le componenti civica e politica devono convivere, vanno valorizzate. Il civico ha il vantaggio del pragmatismo e velocità, la politica dà più senso di appartenenza. Credo che l’attenta ponderazione degli equilibri sia la chiave.

Che sindaco vorrei essere? Il sindaco di tutti. Questa è una città divisa, spaccata, non si va da nessuna parte. Se chi non vuole andare nella stessa direzione piuttosto blocca il processo non si fa niente. Voglio dialogare con tutti, cercherò di stemperare gli animi.

Le divisioni destra-sinistra non mi interessano più di tanto. Mi ritengo moderato, un idealista moderato. L’unica divisione che mi interessa è prima o dopo. Per me dopo è giugno 2013, l’amministrazione Capacci ha portato gente nuova, ha segnato il cambiamento. I cittadini ce lo chiedono.

Io cercherò di portare profilo basso, con il buon senso da padre di famiglia, la forza della normalità. Non penso che la forza del potere venga da una sola persona che muove le pedine in totale autonomia, ci vuole la collaborazione di tutti i cittadini. Non credete all’uomo solo al comando.

L’idea di città che portiamo avanti. Tutti sottolineano i problemi spiccioli, buche per le strade, piccole problematiche che ci sono, che dipendono dal bilancio che finche non si risolve nessuno potrà fare niente.

L’idea di società va cambiata, il mondo sta cambiando, non solo Imperia. Cosa bisogna fare? Rallentare, portare la gente nelle strade, con isole pedonali, ztl, pista ciclabile, togliere le macchine dal centro. Questa è l’idea della città che abbiamo. Quello che ha fatto l’amministrazione Capacci e che bisogna continuare a fare.

Dove va Imperia? Verso il turismo. C’è una connessione fortissima con l’edilizia, l’unica industria che funzionava oltre l’alimentari. Edilizia intesa come attenzione per il paesaggio, la riqualificazione, non costruire nuove case e vendere. valorizzare i borghi storici.

Cos’abbiamo di infrastrutture di trasporti? Bisogna ottimizzare ciò che abbiamo, trovare nuovi spazi e nuove iniziative, usando anche il mare.

La pista ciclabile

La pista ciclabile. Sembra quasi divertente perché la partita del candidato sindaco finora si gioca alla pista ciclabile, l’hanno scelto loro il campo di gioco, sono a disposizione. Ci hanno messo il cappello tutti. È di tutti l’idea, anche il progetto, anche il finanziamento di 18 milioni di euro. Tra tutti un posticino me lo ritaglio. Il trenino di cristallo, è come la “corazzata potemkin“, un sogno di megalomania destinato a non realizzarsi. Non risolverebbe il problema dei trasporti pubblici – gomma e impedirebbe la pista ciclabile, che va fatta sulla ferrovia. Bisogna rispettare il bando periferie urbane, bisogna togliere la ferita della ferrovia all’interno. I borghi sul mare sono già belli così. La pista ciclabile è da vedere sotto diversi aspetti:

- mobilità sostenibile, la ciclabile non è solo turismo, deve essere sulla ferrovia, l’asse principale cittadino.

- sviluppo turistico, se noi facciamo la ciclabile sul mare sarà bellissima, ma nessuno ci potrà arrivare. Le zone centrali vanno riqualificate. Va implementato il concetto di rete ciclabile urbano, facendo partire rami dal tronco centrale verso il mare, più ce ne sono meglio è.

- ramificazioni verso l’entroterra. Valle Prino, valle Caramagna, valle Impero. Ci sono 37 mila persone, quindi raggiungiamo l’88% della popolazione di Imperia, rendendo la mobilità ciclistica disponibile per quasi tutti i cittadini, una rete.

L’amministrazione Capacci

Da civico mai avrei pensato di fare politico. Il mio sindaco Carlo Capacci 5 anni fa mi ha preso con la lenza lunga, dicendo ‘ci metti solo la faccia’, poi ha tirato la lenza. In questo momento, la gara che c’è è fatta portone per portone, ma non ho né tempo né capacità di fare questo. I cittadini, civici, unendosi per la buona politica, possono metteteci la faccia, ce n’è bisogno.

Il mio bacino di riferimento è quello della coalizione di Capacci. Non scherzavo a dire che fino a ieri sono stato fermo. Aspettavo le valutazioni del sindaco, senza influenzarlo. Sono contento di provarci. Non ho fatto ancora un progetto preciso. Laboratorio, Pd, Socialisti sono 3 liste con cui ragiono molto bene. Ho lavorato bene, ho sempre avuto contatti proficui. Le nostre divisioni, in parte vere e in parte presunte, spesso sono solo su sfumature e incomprensioni, mi sembra siano piccola cosa rispetto al campo avversario. È mia intenzione dare un’impronta, il tempo è poco ma cercheremo di dare una cucitura a queste liste che veda me come cardine. Non ho ancora simboli né nomi.

Il mio rapporto di amicizia e professionale con Capacci non c’entra più nulla, è un rapporto solo istituzionale, lo ringrazio perché mi ha messo nelle condizioni di poter fare questa esperienza e di farlo da uomo libero. È stato un capo, non un padrone. Rispetto la sua scelta di non influire, ma non inficerà.

Per quanto riguarda la campagna elettorale, io sono un novellino, mi presento con umiltà e rispetto. Non mi permetto di giudicare gli altri. Ho fatto battute, sono preparato su molti temi ma ho tanto da imparare.

È impossibile governare con il PD? È un punto con cui non sono d’acordo con Capacci se no non sarei qua. Do un equilibrio diverso tra civismo e politico, sono forse più paziente di lui. Sarei più in grado di tollerare le incomprensioni. Non voglio essere troppo ottimista, non abbiamo bilancio in chiusura, molti nodi da sciogliere. Ma rispetto ai 5 anni che si è sorbito Capacci, i prossimi 5 anni saranno una salita meno ripida.

Scongiurato il pericolo del commissario? Non ho ancora fatto valutazioni per l’approvazione del bilancio. Re non l’ho sentito in questi giorni, ho incassato la scelta di Mario Giribaldi. Sono partito in ritardo, ma vedremo di recuperare. Credo di rappresentare qualcosa di nuovo e un civico vero, non riverniciato”.

 
 
 
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