Cronaca, Home — 5 luglio 2018 alle 09:07

IMPERIA: IL DRAMMA DELLA FAMIGLIA CARENZO. TRE ANNI FA DOMENICO SPARÌ SULLE ALTURE DI ONEGLIA:”NON CI DAREMO MAI PACE, SIAMO INCHIODATI A QUEL 5 LUGLIO 2015″

Sono passati esattamente tre anni dal drammatico giorno in cui Domenico Carenzo, 74 anni, scomparve nel nulla sulle alture di Oneglia alle Cascine.

di Redazione

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Sono passati esattamente tre anni dal drammatico giorno in cui Domenico Carenzo, 74 anni, scomparve nel nulla sulle alture di Oneglia alle Cascine. 

La storia

Il 5 luglio 2015, Domenico uscì di casa per compiere una passeggiata in strada dei “Bricui”, per raggiungere a piedi l’Arpicella, in zona Diano Gorleri, luogo che conosceva benissimo, ma non fece mai più ritorno. L’ultima volta che i familiari ebbero sue notizie fu alle 12.45, quando Domenico avvisò al telefono che si trovava “a 5 minuti a piedi dalla macchina”. 

Da quel giorno, la moglie e i figli di Domenico, Giulio e Diego, hanno continuato a cercarlo in tutti i modi possibili, anche con l’aiuto di amici e parenti e con l’appoggio delle istituzioni, ma a nulla è servito. Del caso si è occupata anche la trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto”.

Il ricordo dei familiari

“Purtroppo siamo sempre al punto di partenza – afferma il figlio Diego – inchiodati al 5 luglio di 3 anni fa. Tutti i giorni ci pensiamo, con tutti i problemi annessi, anche di salute a causa dello stress.

Le ricerche istituzionali sono terminate dopo 3 o 4 giorni dalla scomparsa, come previsto per legge. Non ci ha aiutato più nessuno. Per 1 mese abbiamo continuato con un gruppo di volontari, con cui abbiamo girato e rigirato i luoghi.

Ora io e mio fratello saltuariamente andiamo, ma ovviamente non troviamo nulla.

La speranza si dice che sia sempre l’ultima a morire, ma a noi ne è rimasta solo una goccia in un oceano, anche se lui è sempre vivo dentro di noi perché tutti i giorni è nei nostri pensieri.

Sulle ipotesi non ci sono novità. Abbiamo pensato anche, a causa del gran caldo che era scoppiato quel giorno, a un colpo di calore che potrebbe aver portato a confusione e alla perdita di memoria. Ma anche se fosse andata così, sarebbe stata solo una condizione momentanea, dato che era una persona abituata a camminare e al movimento fisico.

È inspiegabile. Nei giorni successivi alla scomparsa abbiamo ricevuto segnalazioni da persone a Sanremo, Arma di Taggia, ma evidentemente non era lui. La sua fisionomia è molto comune, 1,75, calvo, magro. Anche quando io e mio fratello siamo andati a cercarlo a Sanremo, lo abbiamo scambiato per qualcun altro per alcuni attimi.

La sua passione più grande era la montagna e l’ha passata anche a noi. Andavamo sempre insieme a camminare, solo la domenica prima della scomparsa avevamo fatto una passeggiata sul Mongioie”.

“Siamo in questo limbo da 3 anni - aggiunge la moglie di Domenico – ci stiamo rovinando la salute. I lutti si elaborano, ma la scomparsa no. 

Il problema delle scomparse è un’emergenza nazionale, succede continuamente, ma le istituzioni non se ne curano. È una vergogna. Non ci sono i mezzi adatti, dovrebbe essere una priorità e invece non lo è. Non vogliamo far passare la nostra storia nel silenzio, non vogliamo che sia dimenticato. Noi non lo dimenticheremo mai, perché è radicato nel nostro cuore, è un vuoto incolmabile”. 

 

 

 
 
 
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