Cultura e manifestazioni, Home — 30 settembre 2018 alle 19:28

IMPERIA: BASILICA DI SAN GIOVANNI GREMITA PER LA PRIMA MESSA DEL NUOVO PARROCO ENNIO BEZZONE. IL VESCOVO BORGHETTI:”BUON CAMMINO IN QUESTA SPLENDIDA COMUNITÀ”/FOTO E VIDEO

Si è svolta oggi, presso la Basilica di San Giovanni di San Giovanni a Oneglia, la prima messa del nuovo parroco monsignor Ennio Bezzone, succeduto a monsignor Mario Ruffino.

di Redazione

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Si è svolta oggi, presso la Basilica di San Giovanni a Oneglia, la prima messa del nuovo parroco monsignor Ennio Bezzone, succeduto a monsignor Mario Ruffino.

Il nuovo parroco di San giovanni Ennio Bezzone

La messa delle 16 di oggi ha siglato l’ingresso ufficiale come nuovo prevosto da parte di Bezzone alla Basilica di San Giovanni. La Chiesa, gremita di fedeli, ha accolto Bezzone con grande entusiasmo.

Presenti, le più alte autorità civili, militari e religiose del territorio. L’omelia è stata a cura del vescovo della Diocesi Albenga-Imperia Guglielmo Borghetti per dare il benvenuto al nuovo parroco.

Vescovo Borghetti

“Non esistono i salti di carriera, ma i salti di responsabilità. Noi preti funzioniamo in modo diverso. Nel mondo del lavoro è giusto che ci si impegni a fare carriera, capacità riconosciute. Nella Chiesa funziona che quando uno è in gamba si fa avanti facendosi carico di compiti sempre più pesanti. Qual è il posto del prete? È il posto di Cristo, l’ultimo posto in basso. Il nostro posto non è sul trono, ma sulla croce, per dare la vita. Non solo per fare due chiacchiere durante l’omelia.

Ti lascio tre spunti per il tuo cammino qui in questo bellissimo popolo, la comunità parrocchiale di San Giovanni di Imperia. Monsignor Mario non lo possiamo dimenticare, perché la storia è fatta dei pastori. Il primo è: vai a cercare e non avere timore di riconoscere anche chi “non è dei nostri”. C’è questo modo di dire. Il vangelo ci insegna ad avere uno sguardo più ampio, a scorgere oltre la porta, tanti che agiscono in un modo evangelico, anche se non lo sanno. Portano nel cuore Gesù senza saperlo. 

Il secondo è: non dare scandalo. Nel senso di “ostacolo”, “impedimento”, come “satanasso”, l’ostacolatore per eccellenza. La tua presenza qui, di buon pastore, sia non di ostacolo, ma favorisca l’incontro con il Cristo. Ci vuole tanta pazienza soprattutto all’inizio, quando ci sono i cambi di parroci. Spesso dopo che c’è un cambio, ci sono 4 o 6 mesi di lettere “minatorie” al vescovo, in cui ci si lamenta del nuovo arrivato. Poi silenzio perché si sono conosciuti, ci vuole pazienza.

L’ultimo: lo spirito di semplicità. Questa basilica è meravigliosa. Le cose quando sono belle riflettono la bellezza di Dio. Evviva la bellezza, ma guai se diventa ricchezza che offende il povero. Saremmo rovinati. Perché alla fine del tempo, nel giorno dell’ira saranno guai per coloro che si saranno fatti belli della ricchezza del mondo.

Questi 3 punti spero diventino segno del cammino per il pastore e anche per la comunità”.