Home, Politica — 6 novembre 2013 alle 14:39

IMPERIA BENE COMUNE SUL PORTO DI IMPERIA – SERVALLI: “La società Porto di Imperia spa è arrivata al capolinea”

E’ stata una conferenza stampa molto densa di argomenti quella presentata oggi da Mauro Servalli, Gianfranco Grosso, Mariano Mij, Carla Nattero e Pasquale Indulgenza sulla situazione portuale imperiese. In vista del consiglio comunale di domani che, come oggetto fondamentale, avrà proprio il porto di Imperia Gianfranco Grosso ha portato alla luce i dubbi e le perplessità a riguardo: “Il 3 […]

di Selena Marvaldi

Imperia Bene Comune Servalli, Grosso, Indulgenza, Nattero, MijE’ stata una conferenza stampa molto densa di argomenti quella presentata oggi da Mauro Servalli, Gianfranco Grosso, Mariano Mij, Carla Nattero e Pasquale Indulgenza sulla situazione portuale imperiese. In vista del consiglio comunale di domani che, come oggetto fondamentale, avrà proprio il porto di Imperia Gianfranco Grosso ha portato alla luce i dubbi e le perplessità a riguardo: “Il 3 luglio 2013 la giunta municipale aveva portato a galla la situazione del porto, ma poi non se ne è interessato nessuno, quindi ci siamo mossi noi. La situazione giudiziaria del porto è molto delicata e il nostro Comune deve dirci in che direzione ha intenzione di andare visto che hanno già sottratto alla cittadinanza 288 milioni di euro per colpa di un cda e alcuni funzionari pubblici che, come minimo sono stati poco attenti alla gestione delle cose”.

I problemi tecnici sembrano svilupparsi così su 4 livelli diversi: la situazione penale e l’indagine per vedere se sussiste una truffa ai danni dello stato; la concessione che è decaduta; la solvibilità della società Porto di Imperia SPA e il concordato preventivo per risolvere le problematiche del fallimento”.

“Non è secondario capire come avviene il completamento del porto,- spiega Mauro Servalli - con questo concordato sarà difficilissimo completare il porto. Concordato legato ad una quantità di se e di ma dunque di difficile risoluzione positiva. Questa è una delle strade più facili per lasciare tutto com’è. Noi non siamo amministratori della Porto di Imperia spa ma amministratori pubblici e dobbiamo salvaguardare i beni e gli interessi dei cittadini. La Procura fa notare come questa architettura concordataria serve solo per favorire le banche e Caltagirone che se ne andrebbe senza senza restituire quello che ha preso. Il nostro interesse è tutelare la città di Imperia. Il 33% da Acquamare srl andrebbe al Comune che permetterebbe questo passaggio a zero perché le azioni valgono a zero.
Stiamo di nuovo commettendo un errore fondamentale e la parte del concordato relativa al completamento del porto è fumosa anche sui finanziamenti per completarlo. Sono stimati circa 60 milioni di euro ma chi è che viene a comprare questi posti barca che ora valgono zero? Si accederebbe un altro mutuo con le banche.

Il comune di Imperia ha in mano la carta della decadenza della concessione. L’amministrazione come si pone rispetto a questo? Se decide che è legittimo il provvedimento di Lunghi cadono le basi del concordato. In caso contrario come concilia la questione rispetto alla valutazione del suo dirigente? Se decade la concessione non è il dramma per la città, in caso di decadenza non è vero che si fermerebbe tutto. La gestione del porto potrebbe essere assegnata a chiunque o una società del comune tipo l’Imperia Yacht. L’ipoteca decadrebbe con la decadenza della concessione. Noi abbiamo seri dubbi sulla validità del l’ipoteca stipulata su un bene demaniale”.

Carla Natteroo di Sel: “L’opposizione è sempre stata contraria al porto dal 2005. L’unico voto di astensione è stato sul progetto preliminare sul porto nel 2003″. Le dichiarazioni della Nattero sono una replica indiretta alla deposizione dell’ex vice sindaco Leone che lunedì scorso aveva dichiarato che anche l’opposizione era a favore del porto. “L’atteggiamento di questa amministrazione – prosegue la Nattero - nei confronti della problematica del porto non ricalca la posizione intrapresa in una delibera dell’aprile 2012 dove si indicava come obiettivo la difesa dell’interesse pubblico con: la gestione provvisoria del porto da parte del Comune, l’esame da parte del dirigente della possibilità di decadenza, la congruità della permuta e la verifica degli oneri di urbanizzazione. Io ho il dubbio che questa amministrazione abbia cambiato idea su questa delibera senza dirlo. Mi viene da pensare ciò per una serie di motivi: l’Incontro con Argirò in campagna elettorale, la volontà di nominare due membri nel cda della società, il cambio dell’avvocato sulla vicenda del T.A.R. relativa alla proroga dei lavori. Esistono ambiguità di fondo da parte dell’amministrazione comunale che devono essere sciolte.
Il dubbio che ho io è che Lunghi sia di nuovo isolato. Formalmente si fa una cosa ma di fatto se ne persegue un’altra. Capacci piattamente sdraiato sugli interessi privati come sulla questione ferriere”.

Mariano Mij: Nel programma di Capacci c’era la selezione dei soggetti delegati alla costruzione del porto attraverso gare pubbliche. Il concordato prevede un forte indebitamento da parte del comune per il completamento dei lavori. Tutta l’area recintata alle spalle di calata Anselmi è inagibile e il parco urbano è un giardino con degli alberi, sicuramente non è un parco come era previsto dal progetto originario. Spiaggia artificiale malamente conclusa con una denuncia alla Procura. C’è un’ indagine sul rischio di inquinamento ambientale sulla spiaggia. Parcheggi sotterranei allagati, bonificati con soldi pubblici e non ancora agibili. Il concordato non prende in considerazione l’aspetto residenziale che è un vero e proprio muro sul fronte mare. Questo porto tutt’ora non ha un vero e proprio collaudo a sei anni dalla prima pietra. Manca anche la contabilizzazione delle opere. Ci sono poi costi di manutenzione spaventosi. L’imboccatura del porto fatta a risparmio e crea problemi di insabbiamento del porto”.

Pasquale Indulgenza: ”Il consiglio di domani deve essere una discussione pubblica capace di tornare a coinvolgere la comunità imperiese. Stiamo assistendo ad una regressione del confronto pubblico che si era suscitato un anno fa poi spento dopo le elezioni. Credo che l’amministrazione comunale attuale abbia una responsabilità politica molto forte. Il fatto che l’iniziativa pubblica sia stata tenuta in questi mesi da un manager che ha privilegiato le qualità imprenditoriali ha permesso che sia venuta meno la politica.

Il fatto che durante il dibattimento che si sta svolgendo a Torino e nelle deposizioni dell’ex sindaco Sappa e dell’ex assessore in particolare Leone ha rivendicato la giustezza la permuta rimarcando anche che l’aspetto pregnante della faccenda si sarebbe sviluppato più avanti. In verità senza le inchieste queste parole non sarebbero state pronunciate. Il compito dell’amministrazione attuale dovrebbe essere di significare una discontinuità rispetto a questo che segna gravemente il passo e che lascia sospetti e dubbi riguardo alle volontà se pensiamo alle volontà progettuali originarie. Penso alla qualità delle opere che sono state fatte, non è un caso che le inchieste riguardino il molo la spiaggia e la valutazione di impatto ambientale. Responsabilità politica morale di questa amministrazione che ha fatto correre e lasciato spazio al managerismo”.

Infine l’affondo di Gianfranco Grosso: “La nostra posizione è stata di attesa rispetto all’evoluzione delle indagini in corso relative all’amministratore unico della Porto di Imperia Spa Giuseppe Argirò. Crediamo che alla luce del gravissimo attacco alla magistratura e agli organi di polizia non possa continuare a rimanere al suo posto. La società Porto di Imperia è arrivata al capolinea, nella nostra ottica è che da qua a poco arrivi un amministratore fallimentare. Al di la degli avvisi di garanzia sui quali si farà luce, l’attacco alla magistratura è gravissimo”.