Attualità — 8 novembre 2013 alle 14:17

RAGAZZO DISLESSICO ACCUSATO DA UNA PROF. DEL RUFFINI: “Sei un disonesto”. La famiglia: “Ritiriamo nostro figlio da scuola”

“Io non ne posso più sei un disonesto”. Questa è solo una delle frasi pronunciate da una professoressa dell’Istituto Ruffini di Imperia nei confronti di un ragazzo dislessico davanti a tutta la classe e alla presenza di un’altra insegnante che ha immediatamente riferito l’accaduto al preside Giovanni Poggio. Sono circa 20 i ragazzi iscritti all’istituto che soffrono di una forma […]

di Gabriele Piccardo

dislessia

“Io non ne posso più sei un disonesto”. Questa è solo una delle frasi pronunciate da una professoressa dell’Istituto Ruffini di Imperia nei confronti di un ragazzo dislessico davanti a tutta la classe e alla presenza di un’altra insegnante che ha immediatamente riferito l’accaduto al preside Giovanni Poggio.

Sono circa 20 i ragazzi iscritti all’istituto che soffrono di una forma di dislessia e di disgrafia. Tutti i casi in questione sono stati certificati da alcuni medici ed esperti in materia proprio come quello di Luigi (nome di fantasia) a cui negli ultimi mesi dopo alcune visite sono stati riscontrati i due disturbi di apprendimento. Luigi come gran parte dei dislessici eccelle nelle materie scientifiche e ha gravi problemi in quelle letterarie. Quello che è successo ha qualcosa di assurdo e solo per il rispetto del giovane, minorenne, non faremo nomi e cognomi anche se chi di dovere è a conoscenza della vicenda.

I FATTI:

Dopo alcuni giorni che Luigi non si presentava a scuola proprio per il fatto di non essere accettato dalla classe, due giorni fa convinto dai genitori, decide di ritornare a scuola. Durante la lezione entra in classe un’altra insegnante che nello specifico segue i ragazzi con questo problema informando la classe che Luigi svolgerà il loro stesso programma di studio ma con metodi diversi e con l’ausilio di un computer con programmi specifici dedicati ai ragazzi che soffrono di quel disturbo. A quel punto l’insegnate che stava svolgendo la lezione inizia ad inveire contro il ragazzo, già in difficoltà, affermando di non credere che sia dislessico e disgrafico usando il termine “disonesto”.

Secondo la ricostruzione del giovane, subito dopo per ripicca, viene interrogato e pur rispondendo correttamente alle domande la professoressa decide di dargli 4 in quanto “indeciso” nell’esposizione. Nel frattempo durante l’interrogazione un bulletto della classe si sarebbe seduto sulla cattedra davanti alla professoressa e avrebbe continuato a sbeffeggiare il giovane senza che la stessa intervenisse per farlo smettere.

Il brutto voto immeritato ha fatto andare in crisi il giovane che si è rifugiato in bagno piangendo e ha accusato un attacco di panico. I genitori hanno annunciato la volontà di ritirare il ragazzo dalla scuola e di segnalare alle autorità competenti il gravissimo episodio che non sarebbe stato stigmatizzato da nessuno, tanto meno dal preside.

In una società civile e rispettosa di coloro che hanno dei problemi come Luigi ci si aspetterebbe che da parte di una docente, con molti anni di esperienza alle spalle, ci fosse la comprensione di una situazione delicata come quella di Luigi e che svolga il suo lavoro andando incontro e non contro ad un ragazzo con un problema. Seguiremo la vicenda e controlleremo che non finisca, come spesso accade, tutto a tarallucci e vino.