Attualità, Home — 19 novembre 2013 alle 12:49

ESCLUSIVA PROCESSO PORTO TURISTICO – La deposizione del teste scatena un violento battibecco tra il PM e l’avvocato di Caltagirone /LA RICOSTRUZIONE

“Le modifiche richieste dal committente nella maggior parte dei casi erano mirate a risparmiare, a contenere i costi”. Questa dichiarazione resa in sede di deposizione dall’architetto Federico Valente, collaboratore dello Studio Morasso, nell’ambito del processo relativo al porto turistico di Imperia in corso a Torino ha scatenato la stizzita reazione dell’avvocato Nerio Diodà, legale di Francesco Bellavista Caltagirone. L’avvocato ha […]

di Gabriele Piccardo

Processo porto turistico
“Le modifiche richieste dal committente nella maggior parte dei casi erano mirate a risparmiare, a contenere i costi”. Questa dichiarazione resa in sede di deposizione dall’architetto Federico Valente, collaboratore dello Studio Morasso, nell’ambito del processo relativo al porto turistico di Imperia in corso a Torino ha scatenato la stizzita reazione dell’avvocato Nerio Diodà, legale di Francesco Bellavista Caltagirone.
L’avvocato ha incalzato il teste con una lunga serie di domande. “Il committente è o non è libero di modificare il progetto in ogni momento? Chi è che paga?”.
“Si, può, ma non è possibile modificare un progetto già approvato senza una variante”‘ha risposto Valente.
“Come no, si che si può!” la replica di Diodà, a cui ha fatto seguito una battuta sarcastica del PM Giancarlo Avenati Bassi “Provi lei a far costruire un piano in più della sua villetta!”, che ha innescato un violento battibecco.
“Io ne faccio costruire 20 di piani in più” la replica di Diodà.
“E allora finirete nella stessa cella, lei e l’architetto!” ha risposto nuovamene il PM Avenati Bassi.

“Non andiamo nella stessa cella e lei lo sa!”.
Un battibecco interrotto solo dal presidente del collegio. “Avvocato ora basta, si calmi o sospendo l’udienza!”.

 
 
 
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