DIANO MARINA. INCHIESTA VOTO DI SCAMBIO. LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO PER 7 INDAGATI / I DETTAGLI

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voto di scambio diano marina
In alto da sinistra: Giacomo Chiappori, Cristiano Za Garibaldi, Domenico Surace e Bruno Manitta. Sotto: Giovanni Sciglitano e Francesco Bregolin

Diano Marina – Rinvio a giudizio. È questa la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo al giudice per l’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta per voto di scambio “light” che ha coinvolto il sindaco di Diano Marina Giacomo Chiappori, il suo vice Cristiano Za Garibaldi, l’assessore allo sport Francesco Bregolin, l’ex assessore Bruno Manitta (oggi consigliere comunale), l’amministratore unico della G.M. S.p.A. Domenico Surace,  Giovanni Surace (padre di Domenico, ndr) e Giovanni Sciglitano (commerciante ambulante).

Tutti gli indagati nelle scorse settimane hanno presentato attraverso i propri avvocati delle memorie difensive. Tutti tranne Domenico Surace che, invece, si è fatto interrogare assistito dal suo avvocato, Roberto Trevia. 

Il procedimento Bogliolo, nato dal fascicolo trasmesso dalla DDA  (Divisione Distrettuale Antimafia) di Genova che ha escluso collusioni tra l’amministrazione e la criminalità organizzata (QUI), mirerebbe a verificare se la nomina di Surace ad amministratore unico della G.M. S.p.A. sia o meno frutto di una sorta di promessa pre-elettorale fatta dal sindaco Chiappori in cambio dell’appoggio elettorale dello stesso Surace. Inoltre, agli indagati vengono contestati anche altri episodi considerati dall’accusa favori in cambio di voti.

Il Pubblico Ministero non ha ritenuto, evidentemente abbastanza convincenti le controdeduzioni degli indagati chiedendo che siano processati. In principio gli indagati erano ben 15 ma man mano l’evolversi delle indagini le posizioni di 8 persone sono state stralciate.