SANREMO. “I FURBETTI DEL CARTELLINO”, TRA I DIPENDENTI COMUNALI SPUNTA “L’INTROVABILE”. “NON ERA MAI IN UFFICIO PERCHÈ…”/IL RETROSCENA

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“L’introvabile”. Sembra il titolo di una pièce teatrale e invece è l’appellativo con cui veniva soprannominato uno dei dipendenti del Comune di Sanremo poi coinvolto nell’inchiesta della Guardia di Finanza sull’utilizzo indebito dei cartellini. Si tratta del geometra Antonio Cardarelli, uno dei tre dipendenti citati negli esposti anonimi dai quali poi ha preso il via l’operazione “Stachanov”.

Nelle carte dell’inchiesta si legge che “l’Ing. Giuseppe Terracciano da anni coprirebbe il geometra Antonio Cardarelli, definito ‘l’introvabile’,  il quale, pur risultando dalla timbratura del cartellino, non è mai stato presente in ufficio e la sua assenza, sistematicamente è sempre stata motivata con il giustificativo ‘ispezione cantiere via Matteotti’.

Le fiamme gialle, nell’informativa poi consegnata al Pm Paola Marrali scrivono che “Il geom. Cardarelli, nel corso dell’orario di lavoro, utilizzerebbe l’ufficio e le apparecchiature del Comune per curare i suoi lavori privati ed incontrare le diverse persone per lavori da lui curati nell’ambito dell’attività professionale”.

In realtà, successivamente, a seguito dei controlli e i pedinamenti della Guardia di Finanza, per Cardarelli emergerà un quadro indiziario, sotto il profilo dell’assenteismo, meno grave rispetto a molti altri colleghi di lavoro, tanto che il geometra figura “solo” nell’elenco degli indagati e non tra coloro che sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare.

Nelle contestazioni mosse a Cardarelli, infatti, si legge che, “in qualità di geometra, all’interno del Servizio Manutenzione Fabbricati/impianti sportivi, nell’ambito del medesimo disegno criminoso, per essersi sistematicamente allontanato in maniera ingiustificata dal posto di lavoro, dopo avere certificato la propria presenza attraverso la timbratura del cartellino marcatempo, circostanza peraltro verificata in almeno nr. 3 situazioni, nonché per avere deliberatamente omesso la timbratura del proprio cartellino in almeno nr. 10 occasioni, procurando così un ingiusto danno alla propria Amministrazione pubblica di appartenenza rispetto all’effettività degli orari di lavoro svolti, per un danno erariale presunto calcolato in € 43,92”.