IMPERIA. SCANDALO AUTOSTRADA DEI FIORI. APPALTI PILOTATI, IN SEI A PROCESSO CON L’ACCUSA DI TURBATIVA D’ASTA/I DETTAGLI

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Il giudice per l’udienza preliminare Rainieri ha disposto, questa mattina, il rinvio a giudizio per sei persone nell’ambito
dell’inchiesta per turbativa d’asta relativa alla gestione degli appalti per le opere di manutenzione dell’Autostrada dei Fiori

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Il giudice per l’udienza preliminare Massimiliano Rainieri ha disposto, questa mattina, il rinvio a giudizio per sei persone nell’ambito dell’inchiesta per turbativa d’asta relativa alla gestione degli appalti per le opere di manutenzione e riqualificazione dell’Autostrada dei Fiori.

Nel dettaglio, dovranno comparire davanti al giudice monocratico Maria Grazia Leopardi, il prossimo 21 ottobre, l’ex amministratore delegato della società con sede di via Matteotti Alfredo Borchi, 77 anni, e i dirigenti Federico Lenti, 51 anni, Giacomo Massa, 52 anni, e Francesco Ferrari, 54anni, di Alassio. Oltre agli amministratori dell’Autofiori, a processo anche due imprenditori, Marco Bianchini, 44 anni, amministratore della “Intercostruzioni srl”, e Gianfranco Varano, 72 anni, amministratore della“Icoel srl”, società con sede in via Argine Sinistro a Imperia.

Nel dettaglio, l‘inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza, aveva preso il via a seguito di alcuni esposti di imprese rimaste escluse dagli appalti. A condurre le indagini, inizialmente, il Pm Maria Antonia Di Lazzaro, poi passate a Marco Zocco, dopo il trasferimento del Magistrato a Genova.

L’inchiesta aveva fatto molto scalpore in città, a seguito di un blitz delle Fiamme Gialle (coadiuvate dalla Polizia Postale) nel cuore della mattinata, nell’ottobre del 2013, negli uffici dell’Autostrada dei Fiori.

L’inchiesta ha portato alla luce l’esistenza di un vero e proprio sistema per pilotare gli appalti relativi alla manutenzione e alla riqualificazione dell’Autostrada dei Fiori in modo da affidare i lavori sempre alle stesse imprese, le quali a loro volta, si mettevano d’accordo per stabilire se partecipare o meno alle gare d’appalto.

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