“SE TOCCANO IL CONTRATTO LA GUERRA CI SARA'”. OLTRE 150 NETTURBINI IN CORTEO PER LE VIE DI IMPERIA/FOTO E VIDEO

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Al grido di “se toccano il contratto la guerra ci sarà” questa mattina 150 “netturbini” hanno sfilato
per le vie di Oneglia per protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale

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Al grido di “se toccano il contratto la guerra ci sarà” questa mattina 150 “netturbini” hanno sfilato per le vie di Oneglia per protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale. Rinnovo che dopo 28 mesi sembra essere finalmente in via di licenziamento, ma con modalità fortemente contestate dai sindacati che, in particolare, tuonano contro l’eliminazione dell’articolo 6 del contratto che tutela i lavoratori del comparto di igiene ambientale nel passaggio da un appalto all’altro.

Il corteo, partito da piazza Ulisse Calvi, ha percorso tutto il centro di Oneglia (via Bonfante, piazza Dante, via della Repubblica, Viale Matteotti) per arrivare davanti alla Prefettura, dove una delegazione incontrerà il Prefetto Silvana Tizzano per chiedere la convocazione di un nuovo tavolo di trattativa. La protesta non interessa solo la provincia di Imperia, ma tutta Italia.

LUIGI LA MARCA (UIL)

“Siamo in piazza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Non vogliamo che venga eliminato l’articolo 6, un clausola cruciale che tutela tutti i lavoratori. Nel cambio appalto si vuole applicare il Jobs Act che sarebbe una spada di Damocle sui lavoratori. Noi non ci stiamo, siamo qua a manifestare per avere le nostre tutele e le nostre garanzie”.

MARCO RAITERI (CISL)

“Noi siamo quelli che pensiamo ancora che crederci non sia una brutta malattia. Dobbiamo credere in un rinnovo del contratto che manca da 28 mesi, credere per far si che i posti di lavoro siano salvaguardati in caso di cambio di appalto. L’articolo 6, che era presente nel precedente contratto, deve rimanere in vigore. Scioperiamo per tanti cittadini, per un sistema ambientale compatibile a tariffe abbordabili”.

VINCENZO GIACOVELLI (UIL)

“Innanzitutto vorrei ringraziare i lavoratori e le famiglie dei lavoratori, perché questa protesta gli costerà una giornata in meno di retribuzione. Ringrazio anche le forze dell’ordine e tutti coloro che ci hanno aiutato nel coordinare questa manifestazione, che mi sembra riuscitissima. L’obiettivo di questa protesta è sensibilizzare il Governo, che è in procinto di eliminare l’articolo 6. L’articolo 6 è quello che salvaguarda i diritti di tutti i lavoratori in forza 240 giorni prima della scadenza dell’appalto con un passaggio diretto e immediato. Da 36 vogliono portare l’orario a 38 ore, le mansioni minime dovrebbero fare più lavoro con lo stesso stipendio. Noi siamo qui per dire no a questi cambiamenti e riaprire le trattative, altrimenti ci saranno altre giornale di sciopero”.

IL CORTEO

LA CONSEGNA DEL DOCUMENTO AL PREFETTO SILVANA TIZZANO

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