CON UNA FIACCOLATA IMPERIA DICE “NO” A MAFIE E TERRORISMO. DON LUIGI CIOTTI: “C’E’ UNA PERDITA DI UMANO DA COMBATTERE”/FOTO E VIDEO

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Grande partecipazione ieri sera, martedì 19 luglio, alla fiaccolata organizzata da Libera e dal Consiglio
Comunale dei Ragazzi in memoria delle vittime innocenti di mafia e a sostegno di tutti coloro che…

Fiaccola contro le mafie

Grande partecipazione ieri sera, martedì 19 luglio, alla fiaccolata organizzata da Libera e dal Consiglio Comunale dei Ragazzi in memoria delle vittime innocenti di mafia e a sostegno di tutti coloro che operano in ogni ambito, politico, economico-lavorativo e sociale per difendere la pace, la giustizia e la legalità.

Tra i partecipanti, oltre alle massime autorità civili e militari, anche Maria Rosaria Costa, la vedova di Vito Schifani, agente della scorta di Giovanni Falcone, morto a Capaci il 23 maggio 1992; la giovane donna che col suo dolore e il suo atto d’accusa pronunciato ai funerali di Palermo contro i mafiosi “Vi perdono, però vi dovete inginocchiare” richiamò tutto il popolo italiano ad assumersi le proprie responsabilità in nome della giustizia.

Nel corso degli interventi al termine della fiaccolata, partita da piazza Roma e giunta sino in piazza Parasio, è stata data anche lettura di una lettera inviata per l’occasione da Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.

MAURA ORENGO (presidente Libera Imperia)

“E’ la nostra quarta fiaccolata che facciamo a Imperia in memoria delle vittime di mafia e in particolare di Paolo Borsellino. Abbiamo iniziato con Paola Borsellino, che ci ha trascinato con il suo entusiasmo. Siamo contentissimi per la presenza di Maria Rosaria Costa, la vedova Schifani, che ha accettato di essere qui. Abbiamo poi un bellissimo gruppo di ragazzi”.

LA FIACCOLATA

ANNALISA TAMIETTO (Sindaco dei Ragazzi Imperia)

“Questa fiaccolata ci stimola ad alcune riflessioni. Sono passati 24 anni da quando Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta sono stati uccisi in un agguato a Palermo. Molti di noi ragazzi non erano neanche ancora nati, eppure siamo qua a dare testimonianza e voce alla loro lotta e al loro impegno. Mi hanno colpito moltissimo le parole pronunciate da Borsellino pochi giorni prima di morire, che testimoniavano quanto fosse consapevole di essere un condannato a morte nel mirino della mafia. Eppure continuò a compiere il proprio lavoro senza farsi condiziare dalla certezza che gli sarebbe costato caro.

Paolo Borsellino e tanti altri insegnano oggi a noi ragazzi che ciascuno ha una missione da portare avanti con impegno e coraggio. Forse così, nel nostro piccolo, potremo combattere e prevenire quanto di tragico e assurdo sta accadendo nel mondo. Mi auguro che possiamo imparare a fare della nostra vita un servizio per il bene degli altri guidati dagli alti ideali di Paolo Borsellino. Un saluto e un ringraziamento particolare alla signora Maria Rosaria che con la sua presenza testimonia il sacrificio silenzioso di tanti uomini e donne per il bene e la sicurezza di tutti noi”.

FABIO NATTA (presidente della Provincia)

“Voglio fare una riflessione su quello che è il ricordo mio di quel dramma della morte di Borsellino e della sua scorta. Ci fu una grande reazione di popolo, con lenzuola bianche, che dette un’immagine di quella terra, la Sicilia, Palermo, diversa. Credo che la morte di Borsellino servì anche a sfatare quei cliché e quegli stereotipi sulla Sicilia. Diede un segnale, una svolta. La mafia uscì fuori con la sua bestialità. Fu chiaro da quel momento che mafia è male”.

CARLO CAPACCI (Sindaco Imperia)

“Abbiamo ribadito il nostro NO ad ogni tipo di mafia, pronunciando un grande SI alla legalità, al rispetto delle leggi. Soprattutto tra le nuove generazioni deve prendere forma il rispetto della legalità, il sentimento della lotta alla mafia. Dobbiamo affidare a questi ragazzi la memoria delle tante vittime della mafia, dobbiamo dare a loro il testimone ideale della lotta alla criminalità organizzata. Soltanto così, con l’impegno di noi tutti, possiamo sperare di vedere debellato questo atroce fenomeno”.

IL SALUTO DI DON CIOTTI IN UNA LETTERA

“Questa fiaccolata è il tratto di un percorso che non si arresta. A spingerlo è una memoria viva, incarnata nel presente di un impegno per i diritti sociali e civili, per il lavoro, per la dignità delle persone. Oggi non possiamo più parlare di criminalità mafiosa senza denunciare quelle politiche che generano povertà, disperazione, rancore. Senza chiamare in causa quel sistema economico che ha depredato il pianeta e umiliato le speranze di milioni di persone. C’è una perdita di umano che lega i poteri mafiosi, le forme di corruzione, che ne sono l’anticamera, le disuguaglianze sociali e il razzismo riaffiorante e la vicenda di Mohamed ne è l’ennesima conferma. E’ la perdita di umano che lascia spazio ai fanatismi religiosi, alla strumentalizzazione di un Dio. Ecco che tra le vittime di mafia e quelle di Nizza, sino alle persone che nessuno vuole, scaricate da una parte all’altra dell’Europa, costrette a vagare tra coste e frontiere, oggetto di ambigui trattati dove a decidere è l’interesse commerciale, c’è un filo rosso. Sono persone colpite dalla follia omicida, ma anche dalle subdole armi dell’indifferenza, dell’egoismo, dell’ipocrisia, di un’idea di società che espulso la dignità come unità di misura del bene e del giusto”.

VITTORIO SECCO

ILYES PICCARDO (rappresentante comunità islamica Imperia)

“Dopo i fatti di Nizza, vogliamo ribadire che quel terrorismo, di islmamico non ha niente, come non avrebbe niente se rivendicasse parole di altre religioni. Perché il terrorismo non ha religione. Il terrorismo non ha bandiere. E’ slegato da ogni ragionamento, onesto, puro. E’ qualcosa di folle. Noi vogliamo ribadire il nostro no, ma non in quanto siamo musulmani, ma in quanto siamo persone.  Vogliamo restare umani e per questo ribadiamo il nostro no alle mafie e al terrorismo”.

DON IVO RAIMONDO

INTERMEZZO TEATRALE

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