IMPERIA. FORZA ITALIA DICE “NO” AL REFERENDUM SULLA COSTITUZIONE. TOTI: “PEGGIORERÀ IL PAESE”. SCAJOLA: “VOTO DI LIBERTÀ E DEMOCRAZIA”/FOTO E VIDEO

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Si è tenuto questa sera, lunedì 28 novembre, presso la Sala Convegni della Biblioteca Civica Lagorio di Imperia, un incontro organizzato da Forza Italia a sostegno della campagna per il NO al Referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo

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Si è tenuto questa sera, lunedì 28 novembre, presso la Sala Convegni della Biblioteca Civica Lagorio di Imperia, un incontro organizzato da Forza Italia a sostegno della campagna per il NO al Referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo.

Presenti il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, l’assessore regionale Marco Scajola, il Coordinatore cittadino di Forza Italia Antonello Ranise, il Capogruppo consiliare Piera Poillucci, l’eurodeputato Alberto Cirio, il Coordinatore regionale e deputato di Forza Italia Sandro Biasotti, gli assessori regionali Ilaria Cavo e Giacomo Raul Giampedrone e i Consiglieri regionali Angelo Vaccarezza e Claudio Muzio.

MARCO SCAJOLA

“E’ un incontro organizzato da Forza Italia. Ci sono i consiglieri regionali di Forza, gli assessori, l’Onorevole Biasotti. Ci confrontiamo con i cittadini per spiegare le nostre ragioni del no che non sono non motivate, ma che denunciano una finta riforma. La riforma annunciata da Renzi non è una vera riforma costituzionale, è una finta riforma. Secondo Renzi dovrebbe migliorare le cose, ma non le migliora, perché al contrario le complica e allunga i tempi.

E’ una riforma che assolutamente non riduce i costi della politica. E’ una bufala dire che il Senato costerà di meno. Le spese potevano essere ridotte in maniera diversa, ad esempio tagliando lo stipendio di tutti i Parlamentari, oppure modificando il numero dei Parlamentari, cosa che Renzi si è guardato bene di fare.

C’è poi un aspetto tecnico, amministrativo. Le Regioni, le autonomie locali, verrebbero depotenziate. Ambiente, Sanità, Urbanistica, Edilizia, tutte materie importanti per il territorio che verrebbero accentrate sui poteri dello Stato. Questo è un problema per i territori piccoli come la Liguria. Siamo un milione e mezzo e dobbiamo avere forza nella nostra territorialità, perché altrimenti a Roma non ci ascolterà nessuno, con il rischio di perdere occasioni importanti di riqualificazione e rilancio del territorio.

Anche il turismo diventerà materia nazionale e potete immaginare cosa succedere le la Liguria non dovesse godere degli spazi delle altre Regioni. È importante votare NO, è un voto di democrazia, di libertà, nell’interesse di tutti i cittadini, dei liguri e degli italiani, perché questa è una riforma che peggiorerà le cose e riporterà indietro il Paese di 50 anni”.

GIOVANNI TOTI

Stiamo spiegando città per città, quartiere per quartiere, se possibile casa per casa,  le ragioni per cui domenica prossima bisogna votare No ad una riforma che non semplifica la nostra pubblica amministrazione, anzi la complica ulteriormente, a differenza di quanto sostenuto dalla propaganda del Governo.

Non farà risparmiare soldi ai cittadini, ma impedirà in un prossimo futuro di fare quelle riforme che davvero servono al questo Paese. E mi riferisco alla vicinanza dei cittadini alla politica, quindi evitare di spogliare le Regione delle loro facoltà e dei loro poteri, dopo 20 anni che combattiamo perché i cittadini possano dire la loro nelle loro città e nelle loro regioni su come vogliono essere amministrati.

Un’elezione diretta di chi davvero governa i cittadini, del presidente della Repubblica e del Premier. Questa riforma va in senso completamente opposto. Ecco alcuni piccoli esempi. Renzi dice che bisogna diminuire il costo della politica in questo Paese e forse sarà per quello che spende 4 milioni di euro per mandare lettere in giro per il mondo agli italiani o per quello che compra un nuovo aereo di Stato. Renzi dice che bisogna semplificare i rapporti tra lo Stato e le Regioni ed è forse per questo che oltre alla Conferenza delle Regioni si inventa anche un Senato delle Autonomie che poi non è affatto delle autonomie, ma dei partiti.

Potremmo continuare molto a lungo. Le ragioni per votare no sono tante. C’è un vantaggio in più. Da questo referendum il Governo, mai eletto dai cittadini, cerca una legittimazione popolare che non ha mai avuto e che gli italiani per fortuna domenica prossima non gli daranno visti i pessimi risultati di politica economica, di politica di sicurezza, di politica di immigrazione. Questo è un Paese fermo, questa riforma non lo fa ripartire, ma lo inchioda ulteriormente. Non c’è un quorum, chi va a votare decide per tutti e quindi bisogna andare a votare No”.

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