IL SET È A IMPERIA, MA LE COMPARSE SONO TUTTE FRANCESI. SCOPPIA IL CASO DEL FILM “UN AMORE IMPOSSIBILE”. L’AMAREZZA DEL REGISTA GANDOLFO:”ESCLUSE LE SOCIETÀ DI PRODUZIONE LOCALI”

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A seguito della notizia dell’arrivo di una società produzione francese a Imperia per girare un importante film, interviene Simone Gandolfo, presidente dell’Associazione Regionale Ligure dei Produttori Audiovisivi

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A seguito della notizia dell’arrivo di una società produzione francese a Imperia per girare un importante film, interviene Simone Gandolfo, presidente dell’Associazione Regionale Ligure dei Produttori Audiovisivi, sottolineando la mancanza di coinvolgimento di nessuna società di produzione locale. Gandolfo, negli anni passati, con la casa di produzione “Macaia Film”, ha partecipato all‘organizzazione delle scene girate a Imperia per i film “Fortunata” di Sergio Castellitto e “La promessa dell’Alba” di Eric Barbier.

“Come presidente dell’Associazione Regionale Ligure dei Produttori Audiovisivi – scrive Simone Gandolfo mi rende molto triste apprendere che una società di produzione francese verrà a lavorare sul nostro territorio portandosi le comparse dalla Francia.

Per quanto ne sappia nessuna società di produzione in loco è stata coinvolta e, visto che tra i nostri associati abbiamo società che forniscono ogni tipo di executive production service e che lavorano da anni nel settore con continui investimenti di tempo e risorse, ci rammarichiamo nel constatare che, se si vuole fare dell’ audiovisivo una risorsa economica per il territorio e non solo un blando strumento di promozione turistica: qualcosa deve cambiare.

Le dichiarazioni fatte e i rapporti istituzionali intercorsi negli ultimi mesi tra l’Assessorato allo sviluppo economico, l’Assessorato alla Cultura e Alpa, ci rendono ottimisti sul fatto che la nuova giunta regionale sia sensibile e interessata alla crescita del tessuto imprenditoriale locale legato all’industria audiovisiva e alle relative ricadute economiche sul territorio. Le Regioni che sono partite negli anni scorsi e hanno lavorato bene, ora annoverano l’industria audiovisiva tra le voci di bilancio.

Un fondo all’audiovisivo dovrebbe essere disponibile in tempi brevi: questa è una buona notizia!
Incentivare le produzioni che vengono da fuori a stare sul territorio e a spendere sul territorio creando partnership con le aziende locali e parallelamente formare e incentivare le realtà locali a crescere, è il modello che ha funzionato in Piemonte, in Trentino Alto Adige, in Puglia, in Sicilia, in Emilia Romagna, In Friuli Venezia Giulia, In Sardegna e che, siamo convinti possa a maggior ragione funzionare in Liguria.

Ma il fondo deve essere un punto di partenza e non un punto di arrivo. Perché ci sia una ricaduta effettiva e importante in termini economici, è indispensabile che le istituzioni regionali attraverso la film commission abbiano come mission, non solo quella di promuovere il territorio ma anche quella di farlo crescere in termini di tessuto connettivo. Per fare questo è vitale relazionarsi con chi sul territorio ci lavora ogni giorno con tutte le difficolta che, essere un imprenditore che paga le tasse, oggi, in Italia, comporta!

Come associazione, nei prossimi mesi, promuoveremo degli incontri sul Tax Credit che la nuova legge cinema (i decreti attuativi dovrebbero essere pronti al più tardi a Luglio) ha potenziato. Stiamo creando convenzioni con fornitori e con studi legali e di commercialisti per essere più concorrenziali ma molte sono ancora le cose da fare e tante non possiamo e non vogliamo farle da soli. Serve un database che metta in rete le risorse locali, servono momenti di incontro e approfondimento tra i professionisti del settore, serve la volontà politica di tutelare e premiare chi fa le cose in regola e scovare e punire chi non lo fa.

Serve incentivare la presenza ai mercati nazionali e internazionali e alle fiere di settore dei produttori liguri, in modo che, al fianco dell’istituzione regionale, si possano creare sinergie che maturino in ricadute economiche sul territorio ligure.

Siamo all’inizio: il fondo può essere una buona partenza, ma perché non si ripeta più un fatto come questo e anzi la Liguria diventi una regione in grado di intercettare una fetta di mercato audiovisivo europeo (parliamo di un’industria da qualche centianaio di miliardi di euro l’anno), è indispensabile che le produzioni che arrivano da fuori non solo sappiano che risorse ci sono in Liguria, ma che siano incentivate a fare networking con le aziende locali.

Credo che il primo passo sia creare un legame sempre più saldo tra la rete dell’imprenditoria privata e gli organi regionali: nel rispetto dei ruoli di ognuno e con la ferma volontà di collaborare alla crescita della nostra bella terra”.

Contattata da ImperiaPost, Valentina Di Donna, assistente di produzione italiana del film, afferma:“Non ho commenti da fare. Posso solo dire che da parte nostra c’era la volontà di collaborazione e il tentativo c’è stato, ma non essendo stata la proposta conveniente, la produzione ha deciso di lavorare con comparse francesi”. 

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